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USATO GARANTITO? BISOGNA STARE ATTENTI!

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Nella difficile situazione economica in cui versa il Paese, la riduzione dei redditi e l’aumento della tassazione, non ultima quella relativa all’IVA, per l’acquisto di un autoveicolo è divenuto sempre più conveniente rivolgersi al mercato dell’usato piuttosto che a quello del nuovo, come si palesa dalla gran quantità di nuove ditte che hanno iniziato a concentrasi su questo particolare segmento di attività commerciale, a patto che, tuttavia, venga impiegata la massima cautela ed accortezza nell’acquisto, magari  cercando di privilegiare quei venditori che rilascino garanzie ampie e dettagliate. In questi casi diviene opportuno conoscere in quali ipotesi sussiste la garanzia del venditore di veicoli usati e, soprattutto, come opera e quali sono i limiti di copertura di modo da poter procedere ad un acquisto con fiducia e serenità, considerato, come ovvio, che per l’usato viene meno la garanzia del produttore, tipica della vendita di veicoli nuovi. Cominciamo col dire che il nostro Codice Civile, agli artt. 1490 e seguenti, tratta proprio di questo argomento, ovvero della garanzia del venditore che può e deve essere applicata anche sui beni usati come l’automobile e le moto. Tra le norme più rilevanti per il caso in esame, si segnala l’art.1490 il quale dispone che: il venditore è tenuto a garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che la rendono inidonea all’uso a cui è destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore. E continua precisando che: il patto con cui si esclude o si limita la garanzia non ha effetto se il venditore ha in mala fede taciuto al compratore i vizi della cosa. Per cui la norma ci conferma che la garanzia è valida anche a fronte di qualsiasi tentativo del venditore di nascondere i vizi dell’automobile, cioè, come li definisce la Cassazione, quelle imperfezioni materiali che incidono sulla utilizzabilità del bene o sul suo valore in modo apprezzabile. Quindi, a tenore della spiegata norma, si comprende come la garanzia non sia dovuta dal venditore se, al momento del contratto, il compratore conosceva i vizi della cosa, oppure se essi erano facilmente riconoscibili dall’acquirente. Salvo il caso in cui il venditore abbia esplicitamente dichiarato che il bene venduto era esente da vizi. Ad ogni modo, una volta identificato il difetto, il compratore, entro il breve termine di otto giorni dalla scoperta deve denunziare l’esistenza del vizio al venditore, con la consapevolezza che, una volta effettuata la contestazione entro il predetto termine, la relativa azione per far valere l’esistenza del vizio si prescrive in un anno dalla consegna del bene, a meno che il venditore abbia riconosciuto il difetto o l’abbia occultato. Ma le parti convenzionalmente o la legge, come di seguito riportato, possono stabilire un diverso termine. Infatti, tutte le succitate norme del Codice civile si applicato nel caso in cui le parti o la legge non stabiliscano diverse condizioni di validità e di efficacia, come ad esempio l’ormai noto Codice del Consumatore introdotto delle norme europee (d.lgs.206/2005), dove, negli articoli dal 128 al 135 tratta taluni aspetti dei contratti di vendita e delle garanzie concernenti i beni di consumo, come l’automobile per l’appunto, sia nuovi che usati tenendo conto, logicamente, del tempo del pregresso utilizzo e limitatamente ai difetti non derivanti dall’uso normale della cosa. Se ne ricava che non qualsiasi problema o difetto del mezzo è automaticamente coperto dalla garanzia, infatti per le auto usate bisogna considerare “l’usura del bene in relazione al tempo del pregresso utilizzo” in base all’anno di immatricolazione, al chilometraggio, alle condizioni in cui è stato manutentato, e così via, per cui il diritto alla riparazione o sostituzione gratuita di qualsiasi parte difettosa non sarà così scontato.  Da evidenziare, inoltre, che tali norme valgono a determinate condizioni, ovvero se l’ acquirente sia “un consumatore” cioè che non sia imprenditore o professionista ovvero che non comperi tramite l’utilizzo di una partita iva ed a condizione che “il venditore” sia una ditta, (concessionario, autosalone plurimarche ecc.). In tutti gli altri casi, ove il compratore acquisti con partita iva oppure ove il consumatore acquisti da un privato, valgono esclusivamente le norme del codice civile su esaminate.Di seguito, analizziamo alcune delle differenze più salienti tra la disciplina del Codice del Consumatore e quella del nostro Codice Civile. Innanzi tutto, il Codice del Consumatore, all’art. 130, enuncia i diritti del consumatore, stabilendo prima di ogni altra cosa che il venditore è responsabile per qualsiasi difetto di conformità esistente al momento della consegna del bene ed il consumatore ha diritto al ripristino, senza spese, della conformità del bene mediante riparazione o sostituzione, ovvero ad una riduzione del prezzo o alla risoluzione del contratto, a norma degli specifici commi dello stesso articolo. Continuando a esaminare il testo, troviamo un’ importante differenza rispetto a quanto stabilito dal nostro Codice Civile, infatti, riguardo i termini utili per avvalersi della garanzia, che sono nettamente più lunghi, l’art. 132 prevede che il venditore debba prestare garanzia allorquando il difetto di conformità si manifesti entro due anni dalla consegna del bene a patto che il consumatore lo denunci al venditore entro due mesi dalla data in cui ha scoperto il difetto, mentre l’azione diretta a far valere i difetti si prescrive in 26 mesi dalla consegna del bene. Ovviamente, in tutti i casi esaminati, la denuncia non è necessaria quando il venditore abbia riconosciuto l’esistenza del difetto o lo abbia occultato, oppure in quei casi in cui il venditore, a semplice richiesta, si attivi per eliminare detti vizi. Infine, il Codice del Consumatore prevede la possibilità di una garanzia convenzionale, cioè una garanzia pattuita dalle parti al momento dell’acquisto che vincola sicuramente chi la offre, ma concede la possibilità al venditore di auto e moto usate di limitare la durata della garanzia prevista di due anni fino ad un minimo di un anno. In ogni caso, la convenzione è sempre consigliabile per chi acquista dai privati.

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