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VERITA’ CONFUSE

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Chi ci capisce è sicuramente bravo. Il mondo dell’informazione da una parte lamenta l’abbandono del cittadino verso la colonna cartacea cui fa da spalla l’editoria sempre più in crisi e quasi scomparsa dal carrello della spesa. Le cause sono molteplici ma le due più importanti sono il basso livello culturale costruito ad arte e raggiunto da chi dovrebbe leggere e la difficoltà di scegliere cosa leggere dato l’immenso suk librario a disposizione ove tra poco vedremo anche l’autobiografia della Giovannina. Ora comprendo che anche la vita della Giovannina potrebbe insegnarci qualcosa ma credo che personalità più colte e universali andrebbero valutate nella scelta. L’eloquio elegante, talora prolisso, talora stringato potrebbe mettere a dura prova le nostre conoscenze e connessioni neuronali ma la cosa peggiore che potrebbe capitarci, attualmente sempre più spesso, è il mercimonio e la malafede dell’uomo “colto” che ci conduce ad una post verità, rapidamente o meno, che umilia la nostra percezione dell’utilizzo del tempo e nel contempo il nostro senso di autostima. I “Dati” non sono più oggettivi ma soggettivi, possiamo scrivere tutto e il contrario di tutto, siamo nel pieno del caos revisionista immanente, schiavi del domine-mediatico che, padrone assoluto dei “Big-Data”, soverchia la notizia occultando la dialettica del confronto. L’inquinamento dell’uomo col suo effetto “serra” sta sciogliendo i ghiacci polari? Non certamente perché altri scienziati ricordano altri riscaldamenti terrestri di almeno due secoli fa quando la CO2 prodotta dall’uomo era ridicola. La Brigata Maiella, combattenti volontari nella guerra di liberazione, era partigiana a detta dell’ANPI. Non è vero affatto! Erano patrioti che con i partiti non c’entravano nulla altrimenti perché vennero chiamati il 10 Maggio 1945 dalla Brigata Osoppo-Friuli in un appello disperato a difendere insieme il confine italo – jugoslavo dai titini comunisti? Ed è proprio l’Anpi che mette becco in tutte le scelte anche politiche, dalle commemorazioni da fare alle intestazioni dei luoghi pubblici. Ma chi permette la loro esistenza e chi dà loro anche sovvenzioni ed in base a quali meriti storici visto l’ampio cimitero americano? All’estero le piaghe sono ancora maggiori delle nostre: qui da noi utilizziamo il tono talora sommesso perché molto attenti alle sfumature linguistiche; negli USA si pubblicano e si pubblicizzano libri interi ricolmi speculazioni twittarie, fake news alla velocità della luce e sappiamo, come cinematografia insegna, come è strutturata la società d’oltreoceano sempre pronta ad un riflesso diastaltico più che plurimediato. Trump un folle, idiota, capriccioso megalomane, bizzarro, fobico, vendicativo, incapace col libro “Fire and Fury”che lo scortica prima delle elezioni di medio termine col grande artefice elettorale il suo Steve Bannon che appena dopo fa ammenda ritenendolo un presidente saggio e avveduto e forse veramente geniale(come si autodefinisce) se non compreso di primo acchito dai più e definendo anche il “Russiagate” una caccia alle streghe. Non solo lui anche la nostra stampa radical chic ad iniziare da Federico Rampini che su “Repubblica” è costretto ad ammettere che la proposta di Gerusalemme capitale d’Israele non ha isolato la Casa Bianca ma i palestinesi e che ha distinto gli ambigui sauditi dai veri nemici iraniani come gli ultimi episodi di piazza stanno confermando. Ed è sufficiente avere un patrimonio di 2,5 miliardi di dollari, cavalcare l’onda del piagnisteo collettivo e affinare le armi per combattere il machismo molesto alla Weinstein o alla Trump per declamare la sua ascesa alla prossima campagna democratica elettorale, dell’anchorwoman più famosa d’America, Oprah Winfrey, affabulatrice scaltra e ipocrita, visti i suoi meet sensuali col fondatore della Miramax, ma che dalla sua ha le umili origini, la pelle “coloured”, e una ricchezza spropositata. Quanto sappia di economia, geopolitica, amministrazione sociale, lungimiranza non ha importanza. Per l’altra pancia dell’America basta e avanza. Come successo a Berlusconi definito “unfit” per governare da Bill Emmot, ex direttore dell’”Economist”, ma che attualmente gode della sua stima in quanto essendo il clima peggiorato può essere a ragione definito “salvatore della Patria”. E basta! La confusione regna sovrana e se ben ricordo la repubblica di Weimar non ha sortito fulgidi effetti.