Nuova Pescara: le 10 proposte di D’Alfonso

L’On. Luciano D’Alfonso: “Le 10 proposte per costruire Nuova Pescara”

Le 10 proposte per la Nuova Pescara prendono forma a partire da uno dei giochi più formidabili della nostra infanzia vissuta nel secolo scorso: le ‘costruzioni’.

Uno dei giochi più formidabili della nostra infanzia vissuta nel secolo scorso erano le ‘costruzioni’. Erano tanti piccoli tasselli colorati, di varia forma, natura, grandezza, ciascuno diverso dall’altro. Tuttavia, erano tutti perfettamente incastonabili l’uno sull’altro, o l’uno accanto all’altro. Quei pezzi avevano un obiettivo: insegnare ai bambini a comporre, edificare e progettare. Inoltre, insegnavano a fantasticare sulle innumerevoli possibilità del costruire alle quali potevamo dare sostanza e concretezza visiva

Oggi ho recuperato le mie costruzioni per dare forma alle 10 proposte realizzabili su cui poggiare le fondamenta della Nuova Pescara. A queste proposte dobbiamo dare una data di fattibilità. Sono tutte attuabili nell’arco di 180 giorni massimo di impegno reale, di volontà fattiva e di capacità collaborativa.

Alla base della piramide realizzativa va posto lo studio del già esistente:

10 proposte per la Nuova Pescara: il Tavolo di lavoro

1. Istituiamo un Tavolo di lavoro vero, che sappia superare la stanca pigrizia delle Commissioni consiliari e che sappia riunire quei professionisti della progettualità amministrativa. Questo per verificare la conoscenza delle peculiarità dei tre territori soggetto di fusione (Pescara, Montesilvano, Spoltore), delle specializzazioni funzionali e di ciò che può essere moltiplicatore di esperienza. Facciamo un elenco veritiero delle opere strategiche che già sono messe in bilancio, finanziate o finanziabili dalle tre amministrazioni uscenti. In seguito, predisponiamo le nuove infrastrutture che devono essere generate per divenire fotografia non solo dell’adiacenza, ma della continuità territoriale e amministrativa. Iniziamo a scrivere il ‘di più’, le convenienze frutto della fusione

Misure legislative nelle 10 proposte per la Nuova Pescara

2. Le misure legislative-amministrative generate dalla fusione: direttiva ‘Case Green’ al fine di dare una nuova identità alla Città Nuova. Dobbiamo individuare lo strumento di finanziamento per questa misura. Inoltre, possiamo recuperare il ‘Decreto del Fare’ (D.L. n. 69/2013, art. 37). Questo deve essere calato sulla nuova realtà territoriale con misure specifiche tese alla semplificazione burocratica, allo sblocca-cantieri e al supporto alle imprese. Servirà a fornire delle autostrade libere per rendere la decisione pubblica più efficace, più efficiente e capace di essere generativa.

Il Patto sociale tra le 10 proposte per la Nuova Pescara

3. Stipuliamo e sottoscriviamo un nuovo Patto sociale con i cittadini senza produrre distinzione tra residenti tradizionali e residenti quotidiani. Ciò significa garantire loro il diritto ad essere informati, partecipare attivamente e avere ingresso consapevole nelle procedure decisionali. Dobbiamo formalizzare il diritto al Question Time digitale anche per i residenti quotidiani. Inoltre, garantiamo il diritto di recall per le moltitudini di cittadini da quantificare, purché portatori di interessi, rispetto a gestioni decisionali che toccano i beni irripetibili della comunità. Questi due strumenti producono partecipazione viva e in termini propositivi

Nuova Pescara e infrastrutture urbane

4. Progettiamo le infrastrutture che devono garantire agibilità e semplicità in più alla vita di coloro che deliberano di insediarsi a Pescara Nuova

Sicurezza

5. Nodo sicurezza: la Nuova Pescara dovrà vivere di giorno, ma anche di notte. Partendo dalle esperienze maturate, costruiamo la città aperta di notte con regole chiare, che assicuri premialità di godimento. Occorre però garantire anche certezza di vita, funzionalità e fruibilità per chi la abita.

Città della conoscenza nelle 10 proposte di Nuova Pescara

6. Riscriviamo La Città che studia, pensando a una nuova delocalizzazione e al decentramento, anche sul modello estero, degli Istituti. Si devono realizzare Poli dell’apprendimento e della conoscenza con spazi adeguati non solo per la didattica, ma anche per il confronto collettivo. Dobbiamo riconoscere il valore della comunità scolastica capace di coinvolgere anche le famiglie. Inoltre, favoriamo il dialogo nel ritrovarsi all’ingresso e all’uscita, salutandosi e trattenendosi tra segmenti differenti di generazione

Nuova Pescara e artigianato

7. I Poli dell’artigianato: partendo dalle realtà consolidate di Spoltore, Montesilvano e Pescara, individuiamo quegli spazi in cui riunificare le capacità realizzative. Lo scopo è concepirle in una continuità a-territoriale

I Servizi per la Nuova Pescara

8. I Servizi: la Nuova Pescara dovrà garantire un coefficiente di metri quadrati di impianti sportivi funzionanti. Anche la dotazione per i nostri compagni a quattro zampe e di piste ciclabili per il recupero della lentezza dei nostri spostamenti è fondamentale. Pensiamo alla costruzione della Città Capitale del tempo liberato

Le 10 proposte per la Nuova Pescara e Nodo infrastrutture

9. Nodo Infrastrutture: la nuova città dovrà, innanzitutto, affrontare e risolvere il tema del convogliamento delle acque bianche. In questo modo, evitiamo che appesantiscano il ciclo idrico delle acque usate, determinando, altrimenti, costi insopportabili per l’attuale dotazione depurativa. Inoltre, progettiamo gli interventi necessari per recuperare l’integrità, nel senso della qualità, delle acque dolci dei fiumi Pescara e Saline. Infine, costruiamo la Città nuova dotata di “gallerie intelligenti” per la razionalizzazione del nostro sottosuolo, a beneficio dei cittadini e dei servizi.

Calendario delle azioni

10. Il Calendario delle azioni: strutturiamo nero su bianco la tempistica decisionale, le scadenze realizzative, i ruoli e le competenze. Inoltre bisogna stabilire chi fa cosa e quando lo fa, istituzionalizzando il rispetto degli impegni assunti.

Ritengo, dunque, che tale decalogo possa rappresentare un banco di lavoro al quale, pertanto, richiamo l’attenzione e la volontà delle Istituzioni coinvolte. In questo modo, lo scopo è ottemperare alla volontà referendaria sana e democratica dei cittadini.

On. Luciano D’Alfonso

La Redazione de La Dolce Vita
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