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2020/2021, un campionato in chiaro scuro

L’importante era ripartire, e da abruzzese verace, quel testone di Gravina, presidente della Federazione Giuoco Calcio Italiana, contro il volere di molti, ha fatto due scommesse, la prima, che era quella di far terminare i campionati in corso, e’ stata vinta alla grande, la seconda, molto più complicata è quella di riportare, con tutte le accortezze del caso, anche gli spettatori negli stadi.

Noi siamo d’accordo con lui, gli spazi degli stadi sono molto ampi e quindi facilmente gestibili con distanze di sicurezza e controlli specifici. L’attuale governo, ha riaperto strutture ed attività sicuramente più a rischio e quindi davvero non riusciamo a capire perché per gli stadi ci sia ancora tanta diffidenza, ma questo non è l’unico enigma che ricorderemo tra qualche anno quando questo maledetto virus sarà stato debellato.

Nel frattempo non ci siamo annoiati, il Delfino, del Patron Sebastiani, ci ha regalato una serata di terrore per la visione dello spettro della serie C, paura portata via solo grazie a “San Fiorillo”, lo stesso Delfino, non contento ha messo in piedi anche un piccolo giallo, che ha visto come protagonista principale Mister Massimo Oddo, in quanto, quest’ultimo solo poche ora prima di accasarsi di nuovo nella squadra della sua città, era stato l’allenatore del Perugia, squadra che abbiamo incontrata e battuta nella già citata serata delle streghe. Trama che neppure il buon Alfred Hitchcock sarebbe stato in grado di scrivere, ma le cose sono davvero andate in questo modo piuttosto bizzarro.

Ora, spiegare ad un tifoso del Perugia, che tutto rientra nella normalità di una professione, non è molto semplice, anzi, direi che e’ piuttosto imbarazzante trovare una sorta di spiegazione logica che non faccia fare dei cattivi pensieri.

Questi erano gli argomenti del passato, per il futuro, non avendo la palla di vetro, ma essendo un umile cantore della palla di cuoio, e’ davvero difficile prevedere quello che potrà accadere in questo campionato, sicuramente sara’ una stagione diversa da tutte le altre, si vivra’ alla giornata, aspettando settimanalmente i risultati dei tamponi a cui i giocatori e gli addetti ai lavori dovranno sottoporsi, per poi continuare a tener vivo uno sport che non si basa piu’ su sentimenti decoubertiani, ma che muove un’infinità di denaro che neppure il più pericoloso dei virus sembra poter fermare.

In chiusura, auguro semplicemente a tutti, di poter guardare , magari in tribuna, con la mascherina ed il vicino a due metri, la propria squadra del cuore e per 90 minuti non pensare a quello che è accaduto e che potrebbe accadere.