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Longevità e salute

Matusalemme, grande patriarca dell’Antico Testamento, discendente diretto di Abramo, secondo la Genesi morì all’età di 969 anni raggiungendo il primato della longevità. Si trattò probabilmente di un mero errore di traduzione, pare infatti che realmente morì all’età di 120 anni, ma rimane sempre una veneranda età soprattutto rapportata ai tempi in cui è vissuto (3760 a.C.). Oggi un erede del nonno di Noè potrebbe essere nato in Italia visto che il nostro paese, secondo i dati del rapporto Eurostat del gennaio 2015, è al primo posto in Europa per gli over 80 con un 6,5% della popolazione, pari a 3,9 milioni di persone.

Sempre secondo i dati forniti dall’Ufficio Statistico dell’Unione Europea nel sud si vive più a lungo e le donne rappresentano i 2/3 degli anziani. Seguono l’Italia la Grecia e la Spagna a dimostrazione che il sole del sud, in ogni caso, determina una condizione favorevole all’allungamento delle aspettative di vita. Irlanda e Slovacchia invece, nel nostro continente, si posizionano nel gradino più in basso registrando una percentuale intorno al 3%. Sempre secondo la statistica, la nazione Europea che ha fatto registrare il “balzo” più rilevante è stata la Grecia con un incremento, negli ultimi 10 anni, di 2,4 punti percentuali. Analizzando i dati statistici più nel dettaglio scopriamo che, sempre in Italia, in dieci anni, sono raddoppiati i centenari: erano 3.345 nel 1991 (797 uomini e 2.548 donne), sono diventati 6.313 nel 2001 (1.080 uomini e 5.233 donne). Mediamente, i centenari rappresentano l’11,1% per 100 mila abitanti con dei picchi del 20,4% in Liguria e del 19,1% in Friuli Venezia Giulia. Il maggior numero di ultracentenari, in valore assoluto, si rileva in Lombardia (14,9%), seguito dal Piemonte (9,5%), dall’Emilia Romagna (9,4%) e dalla Toscana (8%).

La spiegazione medico- scientifica di questo fenomeno, che fa registrare ben 27 milioni di ultra ottantenni nel nostro continente è che la scienza medica ha ottenuto risultati sorprendenti nel ridurre la mortalità sia sotto l’aspetto farmacologico sia per i progressi nelle conoscenze di molte malattie che fino a pochi anni fa portavano invece alla morte. Questi risultati sono quanto mai confortanti considerando che la ricerca scientifica, proprio negli ultimi anni, ha ottenuto notevoli successi anche per quelle malattie che fino a pochi anni fa risultavano … incurabili. A questa motivazione scientifica parallelamente si affiancano inoltre tutta una serie di teorie e rimedi che esulano dalla medicina e vanno in tutt’altra direzione. Alcuni ritengono che proprio l’utilizzo di farmaci sarebbe deleterio per la vita e portano ad esempio persone che per tutta la vita non hanno mai assunto farmaci e che vivono a lungo lo stesso; altri riportano come condizione favorevole l’habitat: i paesi più assolati infatti sono quelli statisticamente favoriti per avere delle aspettative di vita più lunghe; altri infine asseriscono che l’alimentazione è la responsabile unica della buona condizione fisica. Come sempre la verità sta nel mezzo, oramai studiosi gerontologi di tutto il mondo, con alle spalle studi e ricerche su quest’argomento hanno rilevato unanimemente che la migliore condizione per raggiungere, bene e in buone condizioni, una veneranda età è l’equilibrio.

Happy senior men and women standing together

Secondo uno studio dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), denominato Health at glace 2013, le aspettative di vita più alte sono determinate da una serie di parametri ritenuti “fondamentali” per ottenere l’elisir di lunga vita e di seguito elencati: tasso di obesità media della popolazione; spesa sanitaria pro capite e qualità dei servizi agli anziani; prodotto interno lordo; tabagismo (fumo); consumo di alcool pro capite; inquinamento atmosferico e dell’ambiente; alimentazione sana e corretta. Forse tutte queste “regole” Matusalemme sicuramente non le conosceva ma “fortunatamente” per lui aveva scoperto qual era … il suo equilibrio. “La matematica non ci dirà che cosa fare, ma noi pensiamo, con la nostra incertezza, che la comprensione dei numeri possono aiutarci ad affrontare e guardare criticamente a piani di supporto”. Citazione del dott. David Spiegelhalter professore all’Università di Cambrige, in Gran Bretagna; con lo pseudonimo di Doctor Risk ama rivelare alle persone gli inganni della statistica in ambito medico e della salute.

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