Fuoco del Morrone: al via la Perdonanza Celestiniana

46ª volta del Fuoco del Morrone

Per la 46ª volta si è acceso il Fuoco del Morrone, con un forte appello alla pace e alla riconciliazione tra tutti i popoli oggi.
Dal suggestivo eremo di Sant’Onofrio al Morrone, che sovrasta Sulmona, è partito il cammino che inaugura ufficialmente la Perdonanza Celestiniana per questa edizione così attesa.

Dal Morrone all’Aquila: il cammino di Celestino V

Il corteo rievoca il percorso di Pietro del Morrone, Celestino V, che dall’eremo raggiunse L’Aquila nel 1294 per ricevere la tiara dal Conclave di Perugia.

Pace e riconciliazione: le parole del Movimento Celestiniano

«È un rito che invita a rinnovare lo spirito di umiltà, pace e condivisione che guidò Celestino», ha spiegato Pierino Giorgi, coordinatore del Movimento Celestiniano.
Un messaggio attualissimo, divenuto patrimonio condiviso in molte comunità, che diventa appello concreto alla riconciliazione tra i popoli: si guardi Israele, si guardi quei bambini.

Bagnaturo: saluti istituzionali e Nuova Bolla celestiniana

Dopo l’accensione, con la sindaca di Pratola Antonella Di Nino e don Benjamin Bra, la fiaccola è stata portata nella chiesa di San Pietro Celestino.
Lì si sono tenuti i saluti istituzionali, la firma della pergamena delle Perdonanze locali e la lettura della Nuova Bolla celestiniana del perdono e riconciliazione.

46ª volta del Fuoco del Morrone: Un itinerario che unisce l’Abruzzo centrale

Il Fuoco percorrerà l’Abruzzo centrale lungo il Cammino di Celestino V, toccando borghi, chiese e piazze con un messaggio di pace, condivisione e responsabilità comunitaria.
Con questa cerimonia prende avvio un itinerario spirituale e civile che, passo dopo passo, riannoda comunità attorno a valori condivisi, rinsaldando memoria, identità e solidarietà.
In un momento storico delicato, segnato da tensioni globali, l’Abruzzo si fa ponte di dialogo, promuovendo con il Fuoco del Morrone gesti di pacificazione condivisa.
Il cammino accende relazioni tra territori, coinvolgendo amministrazioni, associazioni e fedeli, perché la fiamma non sia simbolo, ma pratica quotidiana di ascolto, rispetto e responsabilità.
Così, dalle rocce del Morrone verso L’Aquila, la Perdonanza torna a parlare al presente con parole antiche e gesti nuovi, rinnovando speranza condivisa per tutti.

La Redazione de La Dolce Vita
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