ABRUZZO: EREMI CELESTINIANI PATRIMONIO DELL’UNESCO?

Abruzzo: eremi celestiniani patrimonio dell’Unesco? Sì, se la richiesta avviata da tempo dall’ente parco nazionale della Maiella per la valorizzazione del patrimonio storico, culturale e ambientale del complesso Maiella-Morrone, troverà il favore dell’Unesco.
Proprio in virtù della valorizzazione del patrimonio, l’ente parco si è aggiudicato un bando della fondazione Telecom con il progetto “Cultura e natura: l’eremitismo nella natura selvaggia del parco della Majella”, che si pone a corollario di un’iniziativa più ampia che il Parco intende intraprendere per far sì che gli eremi celestiniani diventino patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco. L’iniziativa, promossa inizialmente da Licio Di Biase, presidente dell’associazione Roccacaramanico, ha trovato un importante momento di stimolo in occasione dell’evento “Roccacaramanico Festival” dell’11 agosto 2012, durante il quale è stato vivamente auspicata la formalizzazione del progetto. Fra’ Pietro del Morrone, un eremita originario del Molise che trascorse quasi tutta la sua esistenza tra le montagne impervie dell’Abruzzo, divenne papa con il nome di Celestino V nel 1294. Visse il tormentato secolo XIII (nato nel 1210 morì nel 1296), diviso tra la ricerca continua della solitudine e la realtà temporale della chiesa medievale: un personaggio che, nel territorio dell’Abruzzo adriatico e soprattutto nel complesso Maiella-Morrone, ha lasciato profondi segni e grandi legami con il territorio. I suoi eremi, immersi nel silenzio delle rupi e nei boschi della Maiella e del Morrone, sono simboli di quella natura ancora oggi incontaminata, ma anche luoghi di meditazione e testimonianza di una religiosità ancorata al territorio, fatta di raccoglimento, privazione e ascesi. Per il raggiungimento di questo ambizioso obiettivo, l’ente parco ha raccolto l’adesione dei rappresentanti di prestigiose istituzioni, invitate a costituire un comitato ristretto, formato da (le cariche sono contemporanee alla costituzione del comitato): Osvaldo Bevilacqua, giornalista RAI esperto di eremi celestini; Antonio Del Corvo, presidente della Provincia di L’Aquila; Licio Di Biase, presidente dell’associazione Roccacaramanico; Enrico Di Giuseppantonio, presidente della Provincia di Chieti; monsignor Bruno Forte, arcivescovo dell’arcidiocesi di Chieti-Vasto; Gianfranco Giuliante, assessore della giunta della Regione Abruzzo; monsignor Angelo Spina, vescovo della diocesi di Sulmona-Valva; Guerino Testa, presidente della Provincia di Pescara; Franco Iezzi, commissario straordinario dell’ente parco nazionale della Macella e presidente del comitato.

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