Addio a William Zola, l’attore pescarese che trasformò la vita in palcoscenico

Addio a William Zola attore pescarese: simbolo del teatro e della cultura abruzzese, la sua eredità artistica resterà nella memoria di tutti.

Addio a William Zola attore pescarese, protagonista in Abruzzo

Se n’è andato William Zola, attore, regista e anima dello Spoltore Ensemble, il festival che per ventotto edizioni ha portato il teatro internazionale in Abruzzo. Uomo di cultura e artista appassionato, aveva scelto il suo nome d’arte in gioventù, quando il cognome Ciccarelli rischiava di confonderlo con la celebre pasta del Capitano. La svolta arrivò con un’intuizione notturna: Zola, come lo scrittore francese, ma senza la pronuncia d’Oltralpe. Da allora, quello pseudonimo lo ha accompagnato in una carriera intensa, sempre divisa tra Pescara e il mondo.

Pescara anni ’60: amicizie, musica e goliardia

Nato a Pescara da padre di Popoli e madre tedesca, William Zola crebbe negli anni del boom, in una città viva e sfrontata, “alla Flaiano”. Piazza Salotto, la Croce del Sud e i locali della riviera erano il suo teatro quotidiano insieme a una compagnia di amici destinati a lasciare il segno, come Peppe De Cecco, Paolo Arlini, Masino Verrocchio, Franco D’Annunzio e Roberto Di Bartolomeo. Cantava con gli Apostoli, gruppo beat-rock con De Cecco alle tastiere, tra camicie sgargianti e stivaletti alla moda. Le estati erano fatte di scorribande, scherzi goliardici e imbucate nei night e nei dancing della riviera, in quell’Abruzzo giovane e irriverente che non esiste più.

Dal calcio al teatro: un talento in cerca di scena

Prima di diventare attore, Zola inseguì anche il sogno del calcio. Ala sinistra nelle giovanili del Pescara, arrivò a indossare la maglia biancazzurra in due occasioni. Ma la passione per la vita notturna convinse l’allenatore Giammarinaro a consigliargli un futuro diverso: quello da artista. Decisivi furono i viaggi a Londra a fine anni ’60, quando ebbe l’occasione di seguire le prove di sir John Gielgud all’Old Vic. Da quel momento scelse il teatro come compagno di vita.

Roma, il palcoscenico della formazione

A Roma entrò nei circuiti sperimentali, recitando nelle cantine teatrali come il Beat 72, l’Abaco e la Piramide. Frequentò laboratori con Alessandro Fersen, studiò all’Accademia Silvio D’Amico, incontrò registi del calibro di Visconti, Gassman e Ronconi. La carriera lo portò a recitare con Luigi De Filippo e persino in televisione, nel 1981, al fianco di Raimondo Vianello, Sandra Mondaini e Heather Parisi nel varietà Stasera niente di nuovo. Per sua madre, quelle apparizioni in prima serata furono la consacrazione: “Mio figlio è un attore”.

Lo Spoltore Ensemble e l’amore per la sua terra

Nonostante le soddisfazioni, William Zola non abbandonò mai l’Abruzzo. Anzi, decise di investire nella cultura della sua città e del suo territorio, fondando lo Spoltore Ensemble, un festival che ha portato in provincia grandi nomi e nuove energie teatrali per quasi trent’anni. Rimase sempre legatissimo a Pescara, lamentando però la mancanza di un teatro cittadino dopo la demolizione del Pomponi, ferita ancora aperta.

Addio a William Zola: Ricordo di un uomo di scena

Zola era un artista che viveva il teatro non solo come professione, ma come destino. Dalla Pescara spensierata degli anni ’60 fino alle tavole di Roma e di Off Broadway, dalla musica alle serate estive fino alla regia e alla direzione artistica, ha incarnato lo spirito di un’epoca e la generosità di chi non smette mai di credere nella cultura. Con la sua scomparsa, Pescara perde non solo un attore e regista, ma uno dei suoi ultimi grandi testimoni.

La Redazione de La Dolce Vita
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