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AFFARI SINISTRI

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Finalmente qualcuno ha il coraggio mi mettere il naso negli affari di tutte quelle istituzioni che pavoneggiano e inneggiano la solidarietà verso gli altri. Solo vanno fatti dei distinguo. Infatti nel caso dei migranti le risorse economiche elargite dallo Stato finivano spesso in mano alle cooperative che dovevano pagar un lauto pizzo (circa il 40%) alle cosche mafiose, tenere per se il resto con qualche elemosina ai diretti interessati. Erano questi gli altri e non chi aveva messo a repentaglio la propria vita per raggiungere le nostre coste. Nel caso invece dell’Arci e dell’Anpi gli altri erano solo loro che con le connivenze politiche e amministrative non solo sottraevano risorse al bene pubblico come il non pagare le bollette e i consumi o pagare affitti irrisori (Arci) ma addirittura lucravano a spese di uno Stato che elargiva tenute come villa Zorn a Sesto San Giovanni all’Ampi con un affitto annuo di 50.000 euro e con la clausola di dove fare anche lavori di manutenzione dell’edificio per alcun migliaia di euro. Non solo l’Anpi non ha tenuto fede all’impegno della manutenzione ma addirittura ha subaffittato lucrando per 70.000 euro parte della tenuta ad un ristorante. Questo era il paese del bengodi di una giunta rossa che si permetteva di affittare per pochi spiccioli (358 euro l’anno) e per anni uno spazio in centro cittadino ad Emergency di Gino Strada. Per non parlare di tutti quegli edifici del fascio che dopo la guerra furono destinati per attività sindacali e di partito al PCI e per i quali non si doveva alcun canone d’affitto o tesse comunali purchè devoluti solo ad attività sindacali. Ed invece furono subaffittati con ovvie operazioni di lucro. Ma è proprio una abitudine sinistra quella di appropriarsi della posta senza star al gioco come d’altronde recita Salvatore Buzzi in mafia capitale col suo “..i migranti rendono meglio della droga..). e non può essere che un’economia si regga solo e sempre nell’esproprio proletario perché qualcuno si è rotto le scatole e prima di finire fuori gioco spero riscopra l’orgoglio liberale per contrastare questa indegna canea frutto di quel sessantotto da cui sembra tutti vogliano prendere le distanze. Purtroppo la storia è già scritta.

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