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AL MEDIAMUSEUM INCONTRO CON ALBERTO SIRONI

Prosegue al Mediamuseum il 26° Scrittura e Immagine Film Festival che  domani martedi 29 novembre ospiterà alle ore 17,30 Alberto Sironi, autore della serie televisiva, tratta dai romanzi di Andrea Camilleri “Il commissario Montalbano”, che incontrerà il pubblico: Sironi si forma artisticamente alla Scuola d’Arte Drammatica del Piccolo Teatro di Milano, sotto la guida di Giorgio Strehler e Paolo Grassi.

Dopo aver lavorato per quattro anni come attore e aiuto regista al Piccolo Teatro, a partire dagli anni Settanta, collabora con la RAI come sceneggiatore e regista, svolgendo inchieste e reportage sia in Italia che all’estero. In particolare, per TV7 realizza, insieme al giornalista Beppe Viola, un’inchiesta su luci e ombre del mondo del calcio, Mercato di gambe. Nel 1978, firma sceneggiatura e regia di due telefilm tratti dalla raccolta di racconti Centodelitti di Giorgio Scerbanenco.Tra il 1987 e il 1990, scrive il soggetto originale della serie televisiva Eurocops, dirigendo i tre episodi interpretati da Diego Abatantuono nei panni del commissario Corso. Nel 1995, dirige Il grande Fausto, un film televisivo in due puntate sulla biografia del campionissimo Fausto Coppi, con Sergio Castellitto, Ornella Muti e Bruno Ganz, un’opera alla quale dedica tre anni di intensa attività, assicurandosi collaborazioni importanti alla sceneggiatura come quelle di Gianni Celati e Giuseppe Tornatore. Prima di tornare alla regia, nel 1998, con il film televisivo Una sola debole voce, scrive e dirige per la radio Rimorsi, uno sceneggiato in 80 puntate. A partire dal 1999, firma la regia delle serie dedicate a Il Commissario Montalbano. Ha anche diretto il film per la televisione Il furto del tesoro, sempre interpretato da Luca Zingaretti. Sulla scelta di Luca Zingaretti per la parte del Commissario Montalbano ha detto: “Ho fatto tanti provini, finché, ad un certo punto, si è presentato Zingaretti. Ho pensato: “Eccolo, qua, il mio Montalbano! Anche i lettori di Camilleri, dopo cinque minuti, si toglieranno dalla testa l’immagine che avevano di Montalbano e la sostituiranno con quella di Luca”.

Alle ore 19.00 si prosegue con “Io sono un campione” di Lindsay Anderson nell’ambito della rassegna dedicata al Free Cinema inglese: Frank Machin, un minatore inglese, grazie al suo fisico diventa un giocatore di rugby. Il successo sportivo con i relativi guadagni gli permettono facili avventure. Si innamora di una vedova, sua padrona di casa, affezionandosi anche ai bambini di lei. La donna lotta per non lasciarsi sopraffare dalla prepotenza di Frank, ma poi cede alle sue pressioni. Ma la mancanza di affetto da parte della donna che ama lo rende più arrogante con avversari e compagni di gioco e questo sarà la causa del suo declino.

Alle ore 21,00 infine omaggio a Gabriel Garcia Marquez, con “L’amore ai tempi del colera” di Mike Newell: un uomo e una donna – come nel migliore dei discorsi amorosi – si contendono la ricerca della felicità assoluta, a cavallo di un secolo, il Novecento, carico di promesse e di buoni presagi. Florentino Ariza (interpretato dall’ottimo Javier Bardem) è un telegrafista che trova nel volto di Fermina Daza (Giovanna Mezzogiorno) il senso unico e solo della sua esistenza. Sullo sfondo di Cartagena, città resa magica dalla prosa di Gabriel Garcia Marquez – autore del romanzo e unico legittimo erede del suo significato profondo – il colera coglie all’improvviso i suoi impotenti “spettatori”. Una malattia inesorabile che un sofisticato aristocratico – il dottor Juvenal Urbino – tenterà di debellare con la sua arte curativa. Ed è proprio lui a vincere le resistenze della futura promessa sposa – l’affascinante Fermina – sottraendola all’amore e al desiderio del giovane Florentino, deciso ad attraversare i giorni, i mesi e gli anni che lo separano da un’insperata (ri)conquista della giovane amata.

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