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Al Pescara Jazz tornano le stelle internazionali

Ed è subito grande jazz con il Kenny Barron Quartet feat. Johnathan Blake

Tornano i grandi artisti internazionali al Pescara Jazz, festival organizzato e promosso dall’Ente Manifestazioni Pescaresi, con la direzione artistica del Maestro Angelo Valori. Venerdì 16 luglio al Teatro d’Annunzio saliranno sul palco Kenny Barron e Johnathan Blake, due artisti di fama mondiale, tra i più affermati in assoluto nel panorama del jazz contemporaneo. Un incontro raro, suggestivo, imperdibile, che promette grande sintonia.

Ci vorrebbe una discografia di decine di pagine, per ripercorrere i cinquant’anni di attività di Kenny Barron perché, oltre all’attività come solista e band leader, Barron è stato uno dei più richiesti sideman del jazz moderno post-bop. Dotato di una tecnica fluida e di una delicata sensibilità per il voicing degli accordi, Kenny Barron è l’epitome del moderno pianista jazz, a suo agio tanto negli stili più tradizionali e semplici, quanto nei contesti più cerebrali. Nato a Philadelphia nel 1943, Barron si forma con Dizzy Gillespie con cui lavora dal 1961 al 1966. Il 1967 segnerà il suo primo anno di grande attività da leader, ma anche allora Barron non smetterà di lavorare come comprimario e collaborerà con Freddie Hubbard, Stan Getz, Yusef Lateef, Stanley Turrentine, Ron Carter e tanti altri titani del jazz degli anni ’60 e ’70.

Dagli anni ’70 si dedica anche alla trasmissione della sua conoscenza del jazz alle nuove generazioni ed è stato un influente e rispettato docente della Rutgers University e della Juillard School of Music.

Negli anni ’80 è molto attivo come solista e realizza album importanti come “Scratch” che vede Dave Holland al contrabbasso. Suona nella colonna sonora di “Fa’ la cosa giusta” di Spike Lee. Nel 2000 pubblica “Spirit Songs” che guadagna una nomination ai Grammy.“Book Of Intuition”, il suo disco del 2016 in trio con Jonathan Blake e Kiyoshi Kitagawa, spicca fra le nove nomination ai Grammy della sua carriera. Nel 2020 ha pubblicato “Without Deception” in trio con Dave Holland e Jonathan Blake.

Johnathan Blake è uno dei più affermati batteristi della sua generazione per il suo stile completo e infinitamente versatile. Secondo John Murphy di NPR è “il modernista definitivo” e il suo talento per la composizione e la leadership riflette anni di esperienza in studio e dal vivo.

Blake ha una lunga militanza nel Tom Harrel Quintet e nel Kenny Barron Trio e ha fatto tesoro della prolungata esposizione ai grandi del nostro tempo.

Il suo drumming potente ed evocativo e la sua completezza artistica hanno lasciato una forte impronta sulla musica di astri nascenti del jazz come Hans Glawishnig, Alex Sipiagin, Donny McCaslin, Avishai Cohen, Omer Avital, Patrick Cornelius, Michael Janisch, Shauli Einav, Jaleel Shaw e a oggi Blake è apparso su oltre cinquanta album.

Nato a Philadelphia nel 1976, Blake è figlio del rinomato violinista jazz John Blake ed è profondamente consapevole del ruolo di centro nevralgico che la sua città ha nella storia della musica americana e si sente parte di un retaggio cittadino fatta non solo di jazz, ma anche di soul, R&B e hip-hop.

Il suo drumming è stato fondamentale per le nomination ai Grammy degli album “Tonight At Noon” (2002) e “I Am Three” (2005) della Mingus Big Band. Sono importanti le sue partecipazioni ad album di Russell Malone, Randy Brecker, Joe Locke, Ronnie Cuber e molti altri veterani.

Nel 2018 Blake ha pubblicato il suo ultimo album solista con il sassofonista Chris Potter e la bassista Linda May Han Oh. Nel 2020 ha partecipato all’elegante “Without Deception” in trio con Kenny Barron e Dave Holland.

Nel quartetto spicca il vibrafonista Steve Nelson, classe 1954, una scoperta di Kenny Barron che è stato suo allievo alla Rutgers University, affermato come il più grande ed espressivo specialista del suo strumento nella contemporaneità. Esordisce come solista nel 1978 e per tutti gli anni ’90 e 2000 è un membro regolare delle formazioni di Dave Holland. È oggi, uno dei più ammirati vibrafonisti della sua generazione per la sua inventiva e il suo fluido approccio armonico al jazz post-bop.

A completare il quartetto, troviamo Peter Washington, contrabbassista. Nato nel 1964, negli anni del college a Berkley studia con Herbie Lewis e suona con artisti del calibro di Bobby Hutcherson, Harold Land e Ernestine Anderson. Trasferitosi a New York si unisce ai Jazz Messengers di Art Blakey nell’aprile 1988. Ha suonato con Wynton Marsalis, Dizzy Gillespie, Freddie Hubbard, Donald Byrd, Kenny Burrel, Milt Jackson e la Gil Evans Orchestra. È presente in innumerevoli sessioni di studio e insegna alla Mannes School of Music di New York.