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“AN EVENING WITH JOAN BAEZ”

Fervono i preparativi per l’edizione 2016 del Festival del Vittoriale Tener-a-mente, la VI a cura di Ripens’arti, con la direzione artistica di Viola Costa. E anche quest’anno le promesse sono quelle di un cartellone internazionale e di altissimo livello. Dopo l’annuncio dell’anteprima nazionale del nuovo progetto di Pat Metheny e Ron Carter, accolto con entusiasmo dal pubblico che ha letteralmente preso d’assalto le prevendite, arriva il nome della prima ospite femminile: Joan Baez, la signora del folk, una delle più belle voci femminili di tutti i tempi, per la prima volta al Vittoriale. Difficile misurare l’influenza che quest’artista straordinaria ebbe sulla musica mondiale. Firmò alcuni dei brani di maggior successo degli anni ’60, spesso ripresi da band contemporanee (come nel caso di Babe, I’m Gonna Leave You, resa poi celebre dalla versione dei Led Zeppelin, sette anni più tardi); ma soprattutto aprì la porta della scena folk mondiale all’immenso talento di Bob Dylan. Dopo la celebrazione del suo 50° anniversario dalla leggendaria esibizione al Club 47 di Cambridge, Massachusetts, del 1958 e del successivo storico debutto del 1959 al Festival folk di Newport, negli ultimi 5 anni per la cantautrice statunitense si sono succeduti innumerevoli premi e riconoscimenti. Oltre a ripetuti tour in USA e nel mondo, il 2011 ha visto l’ingresso del suo primo album (che uscì su Vanguard del 1960) nella prestigiosa Grammy® Hall Of Fame, patrocinato dalla National Recording Academy, e nel 2012 l’attribuzione del riconoscimento per il suo, a dir poco rilevante, apporto alla causa dei diritti Umani, da parte di Amnesty International, in occasione del cinquantenario della fondazione. Sempre nel 2012 Joan ha preso parte ad altri storici avvenimenti e ricorrenze: al concerto di Berkeley per CRO, ovvero Citizenzs Reach Out, una organizzazione no profit per sensibilizzare e aiutare le vite delle vittime di Guerra di tutto il mondo, e al grandioso avvenimento sulla costa di Big Sur in California per il 50° anniversario dell’Istitituto di educazione umanistica e alternativa denominata Esalen.
In precedenza, numerose le sue attività umanitarie e filantropiche: dall’incontro con i reduci dal Vietnam a Idaho Falls nel 2009, al concerto benefico nell’Anfiteatro del Woodland Park Zoo di Seattle, a quello di San Francisco per la Fondazione Seva Foundation, con Steve Earle, David & Tracy Grisman, Tuck & Patti e Wavy Gravy. A grande richiesta sono stati recentemente ripubblicati i suoi album di successo contenenti note margine della stessa Joan e la sua autobiografia And A Voice To Sing With. In video torna di attualità la sua apparizione a Woodstock del 1969 e la vediamo tra i protagonisti anche nel documentario di Martin Scorsese sulla carriera di Dylan, No Direction Home e in The Other Side Of the Mirror: Bob Dylan Live At the Newport Folk Festival, 1963-1965. Nel 2010 ha ricevuto l’Ordine delle Arti e delle lettere di Spagna, prestigioso riconoscimento spettante agli artisti stranieri; ha contribuito ad una raccolta fondi al Teatro ZinZanni di San Francisco, per Jenkins Penn Haitian Relief Organization (J/P HRO), fondata da Diana Jenkins e da Sean Penn in favore della popolazione di Haiti; e il premio della Children’s Health Fund di New York, con tanto di esibizione e duetto con Paul Simon, uno dei fondatori. Nell’ottobre 2011, le è stata conferita la prestigiosa Legion D’Onore, il più alto riconoscimento francese consistente in una medaglia che rappresenta lo status di cavaliere dell’ordine.
Del tutto particolare il suo rapporto con la Francia, dove infatti vanta una serie di storiche performance a Parigi, l’ultima nell’autunno 2014, quando per una serie di serate ha letteralmente gremito il famoso teatro Olympia. Joan non ha potuto far mancare il suo apporto al movimento di Occupy Wall Street insediatosi a Foley Square , New York City, con una indimenticabile interpretazione di Joe Hill e di due brani mai proposti in precedenza: Salt Of The Earth dei Rolling Stones e la sua originale Where’s My Apple Pie?. Di rilievo la sua presenza nella raccolta di canzoni di Dylan reinterpretate dai grandi del rock, Chimes Of Freedom – The Songs Of Bob Dylan i cui proventi sono destinati a Amnesty International, cui contribuisce con una sontuosa versione di Seven Curses, così come con We Can’t Make It Here in cui si unisce a Steve Earle per contrassegnare uno dei momenti più alti della raccolta Occupy This Album a favore del movimento degli occupanti di Wall Street. Nella mostra Changing America: The Emancipation Proclamation, 1863 and the March on Washington, 1963, al centro di storia e cultura afroamericana di Washington DC, dal 2012 al settembre 2013, è rimasta in esposizione la storica chitarra Martin che Joan ha utilizzato nei suoi concerti del 1963. In occasione della primavera araba del 2011, Joan ha mandato un toccante messaggio di forte incoraggiamento via Facebook, alla popolazione egiziana in lotta per la democrazia. Da più di 50 anni, Joan ha sempre raccontato tutto ai suoi fan, continuando a rinnovare i suoi concerti con passione, energia e vitalità, sempre alla ricerca di una buona canzone, di una giusta causa da sostenere, confermandosi un tesoro invidiabile per l’umanità. In questo mondo travagliato, parafrasando Wings, Joan Baez continua a cercare un posto dove essere ascoltata mentre canta. «E’ un’icona, una donna di grandissima personalità, che ha saputo parlare alla gente senza mai perdere di vista il valore – e la forza – di quello che stava facendo, come artista e come persona», commenta Viola Costa, direttrice artistica del Festival. «La sua carriera è un monito per chiunque abbia a cuore il senso di essere artista, non poteva mancare al Festival del Vittoriale». Le prevendite del concerto di Joan Baez (euro 41/45/52 + prevendita) sono disponibili dalle ore 16.00 di oggi, venerdì 5 febbraio, sul sito www.anfiteatrodelvittoriale.it e nei tradizionali punti di prevendita sul territorio (elenco completo sul sito).

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