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Ars amatoria … e le erbe dell’amore

Stanza in penombra illuminata da candele, musica in sottofondo ed una riproduzione di Afrodite, dea dell’amore che esce dal mare entro una conchiglia di ostrica, tavola imbandita con cura ed attenzione; non è stato trascurato nessun dettaglio, champagne, ostriche, caviale, aragosta, avogado e, perchè no, un rum di annata per finire; quello che doveva essere una cena téte-a-téte con finale altamente erotico finirà “miserabilmente” con una débacle per Lui: se tutto andrà bene si addormenterà appena bevuto il rum, se tapino, tenterà un approccio sessuale finirà come in una Waterloo epocale.

Il motivo è semplice: tutto quello che era stato attentamente preparato è sì “classificato” come cibo afrodisiaco ma con i canoni del passato; dai tempi degli Egizi (5000 anni fà) all’antica Grecia, dall’Impero Romano (Ovidio nell’ Ars Amatoria, nato a Sulmona nel 43 a.C.) al medioevo con il Decamerone del Boccaccio sino alla fine degli anni 50 questa “regola” di abbinare cibi altamente calorici e ricchi di colesterolo al sesso aveva sempre funzionato ma, con l’avvento del “benessere” e l’eccessiva sovralimentazione, con l’obesità oramai endemica e  la colesterolemia in continuo rialzo l’utilizzo di questi alimenti, che una volta dovevano sostenere e rinforzare il fisico (non abituato a pasti regolari e proteici), ha invertito la sua funzione.

L’alcool che ha un effetto disinibente ed “illude” di  migliorare le prestazioni, in realtà, diminuisce il livello di testosterone nel sangue provocando la riduzione del desiderio sessuale, difficoltà di erezione ed impotenza: quindi in generale una inibizione della funzione sessuale. Altresì cibi ricchi di colesterolo (ostriche, crostacei, carni rosse, alcuni frutti), innalzando i livelli ematici, portano una riduzione del flusso sanguigno verso i genitali con conseguente difficoltà erettile. Non da ultimo è da considerare che finito il pasto inizia l’attività digestiva che richiama una massiccia quantità di sangue nella zona addominale;  il sistema nervoso attiva una via “preferenziale” che, per favorire l’azione digestiva (sistema nervoso enterico),  svantaggia tutte le funzioni che potrebbero “rubare” sangue al distretto splancnico e, di rimando, riduzione notevolmente dell’erezione. Ma allora addio a cene romantiche a lume di candele? Tranquilli…nulla di tutto questo; bisogna semplicemente modificare la nostra “strategia” alimentare per ottimizzare l’eros; invece di indirizzarci verso i cibi afrodisiaci  bisogna incominciare a conoscere  le “virtù” dei prodotti afrodisiaci, contenuti in numerose erbe e piante, diffusi in tutti i continenti e largamente utilizzati con successo da millenni dai nativi.

Nelle regioni occidentali del continente africano (Nigeria, Cameroon, Congo e Gabon) cresce l’albero dell’ yohimbe; dalla corteccia di questo albero si ricava la YOHIMBINA che viene impiegata nel trattamento della disfunzione erettile (molto utilizzata prima dell’avvento del viagra). Posologia: da 5 a 6 mg da assumere tre volte al giorno per otto settimane. Questo potente alcaloide ha la capacità di rilasciare e dilatare i vasi del pene e, aumentando l’afflusso di sangue, di conseguenza, migliora la “consistenza” e la durata dell’erezione (azione inibitoria sui recettori α-2 che stimolano la contrazione della muscolatura liscia vascolare). La Yohimbina è nota anche per i suoi effetti dimagranti legati alla stimolazione del sistema adrenergico (aumentata secrezione di catecolamine). Dalle zone equatoriali africane proviene invece la KOLA; è una pianta tipicamente tropicale. Sono i suoi frutti ed i semi ad essere pregni di caffeina e xantine. Non solo stimolano il sistema nervoso, ma in più migliorano il tono muscolare. Oltre a mantenere vigili e lucidi, la Kola ha una funzione antifatica: aumenta la resistenza e stimola il fisico sotto sforzo. Ha anche un potere dietetico: brucia i grassi in eccesso inducendo, tra l’altro, lo stimolo di sazietà. Ma il potere per cui, nel continete africano, la noce di kola è più conosciuta è per le sue proprietà afrodisiache.

Molto diffusa nelle culture dell’Africa occidentale, la Kola viene masticata dagli appartenenti delle tribù durante i riti propiziatori e le cerimonie come simbolo di amicizia condivisa. Viene inoltre considerata l’ingrediente segreto della Coca Cola. Si può assumere in tintura madre (30 gocce 3 volte al giorno) o in capsule (2 o 3 capsule al giorno). Dal Brasile abbiamo il “celebratissimo” GUARANA’ e la MUIRA PAUMA; quest’ultima, meno “famosa”, è un alberello che cresce spontaneo lungo le rive del Rio delle Amazzoni; dalle radici e dal fusto si ricavano alcaloidi in grado di curare le disfunzioni sessuali sia degli uomini che delle donne. Queste sostanze stimolano infatti la vasodilatazione periferica grazie anche all’aumentata produzione di ossido nitrico. Dal Perù proviene la MACA, conosciuta anche come “Ginseng Peruviano“; viene utilizzata per le proprietà energetiche, afrodisiache e ricostituenti. Essendo ricco di vitamine e fito-ormoni l’estratto di Maca è in grado di aumentare naturalmente i livelli di testosterone (da cui deriva l’effetto afrodisiaco), il desiderio sessuale e la quota di sperma prodotto. Dalla Cina, forse patria indiscussa per lo studio dei prodotti afrodisiaci naturali, abbiamo il GINSENG; chiamato anche “radice magica” o “radice di vita”.  Vera e propria mandragola, elisir di giovinezza, toccasana incomparabile per le virtù terapeutiche, preventive, curative ed energetiche il ginseng compare nei più antichi trattati di medicina, dall’inizio dell’era cristiana. Questa pianta bassa che produce piccole bacche rosse cresce nella parziale penombra delle foreste del nord della Manciuria e della vicina Corea, a causa dell’estrema rarità, questo prezioso farmaco della medicina, un tempo si vendeva a prezzi esorbitanti; nel secolo scorso costava “più del suo peso in oro” come sostenne Monsignor Favier, vescovo di Pechino all’inizio del secolo (1902). L’imperatore aveva il monopolio di questa radice e, ogni anno, dei soldati in armi venivano incaricati di andarla a cercare. Oggi fortunatamente i prezzi sono più contenuti e il suo estratto ( liquido o in polvere) si trova in vendita presso erboresterie e farmacie.

“Parente povero” e meno conosciuto, sempre dalla Cina, proviene il GINKGO BILBOA; pianta tipica della medicina popolare cinese, le sue proprietà afrodisiache sono legati al contenuto in terpenlattoni e ginko-flavone glicosidi, entrambe queste classi di sostanze sono importanti regolatori della funzionalità circolatoria. Le loro azioni vasodilatatorie vengono impiegate per aumentare le “prestazioni” sessuali. Sempre molto attenti nel reperire questi prodotti, fidarsi esclusivamente di fonti attentibili, diffidare di quei siti in internet che vendono sostanze di “dubbia provenienza” e non certificati; i risultati dipendono proprio dalla qualità della materia prima. E’ proprio vero: “tutto il mondo è paese” (vecchio detto popolare); dall’oriente all’occidente, su tutte le latitudini, per secoli i popoli hanno sempre rincorso (anche a colpi di spada) l’elisir della “potenza sessuale”; oggi tutto questo è possibile mettendo a frutto queste semplici nozioni ed aggiungendo alla biomedicina…. quel “pizzico” di romanticismo che non “guasta” mai.

 

 

 

 

 

 

 

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