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Arte medica e … culinaria

Siamo in Francia nel 1920, è finita la prima guerra mondiale, i parigini hanno voglia di divertirsi: la Comedie Francaise propone opere leggere e frizzanti e i cafè-chantant si riempiono di uomini (non sempre giovani) vogliosi di vedere ballare in abiti … allora succinti… le famose ballerine delle Folies Bergere. In questo contesto si trova ad operare il medico chirurgo e sessuologo russo, naturalizzato francese, Serge Voronoff che riprendendo gli esperimenti di endocrinologia del fisiologo austriaco Eugen Steinach , sulla regione contrattile e sugli organi sessuali, divenne famoso per il suo metodo di “ringiovanimento maschile”, consistente nell’innesto di testicoli di scimmia.

Precoce studente a soli 13 anni si iscrive in un istituto umanistico e si fa notare per la sua intelligenza. In seguito all’assassinio dello Zar Alessandro II, avvenuto il 1º marzo 1881, il clima politico e sociale in Russia si “intorbidisce” per lui che è russo ma di origine ebrea. Nel 1885 si trasferisce a Parigi. Qui si iscrive alla facoltà di medicina e diventa assistente del prof. Jules-Émile Péan un eminente chirurgo che per primo al mondo eseguì una asportazione di milza su di un paziente. Condusse una carriera medica “avventurosa” che lo portò prima in Egitto e poi negli Stati Uniti. Tornato in Francia continuò la sua ricerca sugli innesti chirurgici (fu suo il primo trapianto di ovaie su una pecora) elaborando l’idea di innestare in esseri umani i testicoli di scimmia per potenziarne la libido.

Per la Francia di quel tempo fu un “terremoto” mediatico simile, ai giorni nostri, all’avvento del viagra; divenne subito una star tanto da affiancare all’intervento anche una ricetta culinaria afrodisiaca che ancora oggi, tenuto conto degli scarsi risultati delle cure proposte, è l’unica ragione della sua fama nel settore gastronomico: il “suo” filetto denominato alla Voronoff. Non meritando particolare menzione per le sue teorie nel combattere l’impotenza riproponiamo invece la ricetta del filetto che lo ha fatto ricordare ai posteri. In una padella dal fondo ampio sciogliete del burro a fuoco lento (insaporendo con dei rametti di rosmarino), aggiungete i filetti infarinati facendoli “scottare” per 1-2 minuti per ogni lato (regolando sale e pepe): ognuno sceglierà il proprio grado di cottura. Grazie alla farina si creerà una leggera crosticina in superficie. Versate del cognac sui filetti e, prestando molta attenzione, inclinate la padella verso il fornello per infiammare il liquore (dopo qualche secondo la fiamma si spegnerà da sola). Fate cuocere ancora 1 minuto per fare in modo che i liquidi si addensino. Trasferite la carne tra due piatti (per mantenerla calda) e condite quello che è rimasto nel fondo della padella con tabasco, salsa Worchestershire, senape e infine panna fresca; mescolate a fuoco lento per circa 3-4 minuti fino a che la salsa non si sarà ridotta risultando cremosa. In un piatto mettete un pò di salsa, il filetto e sopra altra salsa.

Il filetto alla Voronoff è ora pronto per essere gustato! Forse (o sicuramente) non avrà l’effetto afrodisiaco decantato dal chirurgo russo/ francese ma è buono. Vissuto fino all’età di 85 anni nello sfarzoso palazzo detto Castello Voronoff a Grimaldi di Ventimiglia, dove si era ritirato con la terza moglie Gerty, continuò le sue sperimentazioni sempre cercando nuove ricette: nessuna superò il suo filetto alla VORONOFF!!!! Fu sepolto nella sezione russa del cimitero Caucade di Nizza.

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