Una panchina al Santuario d’Appari celebra la memoria dell’amico Ascolino Bernardi ingegnere spaziale
Una panchina per ricordare l’amico Ascolino Bernardi ingegnere spaziale
A Paganica, una domenica di fine ottobre, i coetanei del 1964 hanno voluto ricordare Ascolino Bernardi ingegnere spaziale, con un gesto profondo e simbolico. Hanno infatti fatto realizzare una panchina in pietra ambrata, collocata all’ingresso del Santuario della Madonna d’Appari. Sullo schienale campeggia una frase che ne racchiude lo spirito: “Ascoltare, dialogare, fare silenzio, pregare, riposare…”. Accanto, l’incisione di un rover e del pianeta Marte, omaggio al lavoro di Ascolino nella ricerca spaziale.
Dalle scuole di Paganica alla conquista dello Spazio
Nato a L’Aquila il 12 agosto 1964, Ascolino cresce a Paganica, dove frequenta la scuola elementare “Francesco Rossi”. Dopo il liceo scientifico “Andrea Bafile”, si laurea in Ingegneria Elettronica all’Università dell’Aquila con il professor Francesco Valdoni. Entra così in Thales Alenia Space, azienda leader nella progettazione di tecnologie spaziali, dove resterà per oltre trent’anni. Qui contribuisce allo sviluppo di sofisticati circuiti digitali per le telecomunicazioni satellitari, partecipando a missioni internazionali come Rosetta e ExoMars, dedicate rispettivamente alla cometa 67P e al pianeta Marte.
L’uomo dietro l’ingegnere: sport, amicizia e valori
Oltre alla scienza, Ascolino amava il rugby, la montagna, il jazz e la buona cucina. Presente sugli spalti dell’Aquila Rugby e dell’Olimpico per il Sei Nazioni, sapeva trasformare ogni incontro in un momento di autentica condivisione. Fortemente legato alle sue radici e alla comunità, ha guidato l’AIDO dell’Aquila con impegno e sensibilità, sostenendo la cultura della donazione.
Una memoria che vive nel tempo
Il 19 ottobre 2025, amici, familiari e colleghi si sono ritrovati, con profonda commozione, per inaugurare la panchina dedicata a lui.
In quell’occasione, il gesto, fortemente voluto dai compagni di classe del 1964, ha assunto un significato ancora più profondo di amicizia e spiritualità condivisa. Infatti, la cerimonia non è stata solo un momento di ricordo, ma anche un’occasione per rinnovare il legame che univa Ascolino alla sua comunità.
Come ha sottolineato la sorella Anna, “è la panchina di tutti”, un dono simbolico che invita chiunque al riposo, alla riflessione e alla preghiera davanti al Santuario. Così, attraverso questo semplice ma intenso gesto, gli amici hanno trasformato il dolore della perdita in un segno tangibile di fede, memoria e speranza.


