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BAMBINI ABUSATI

Bisogna avere il coraggio di dire basta a questi comportamenti osceni da parte di professionisti e tecnici che dovrebbero avere le carte in regola per assolvere la propria opera ma che in realtà sono molto spesso detentori di “zerotituli” per la bisogna. Già una laurea o un diploma conseguiti con affanno temporale e di bassa valutazione numerica non sono sufficienti a garantire adeguate prestazioni, figuriamoci una “non laurea” come nel caso di Claudio Foti il guru della Onlus “Hansel e Gretel” al centro della triste vicissitudine degli affidi in Val d’Enza. E certamente non c’è da scandalizzarsi viste le scarne denunce dei redditi dei nostri parlamentari che prima dello scranno non hanno mai effettuato un lavoro degno di questo nome, visto il profondo degrado culturale in cui imperversano scuole e università in mano a pseudo esperti che utilizzano aspirine per abbassare la febbre del momento più che propendere per un più deciso taglio chirurgico risolutore e propedeutico per una più logica riqualificazione a più lungo termine. E visti i trattamenti che ricevono le “lauree eccellenti” con misere remunerazioni dopo veri sacrifici di studio e degradati a ruoli subalterni di dirigenti ignoranti, impreparati e raffazzonati dal gregge politico, tanto da costringerli, chi ha ancora un briciolo di amor proprio, a fuggire da questo oramai decadente Paese verso lidi che riconoscano meglio il loro valore. Perché questo è il paese dell’”Equipollenza” e delle lauree “honoris causa” e pure ultimamente dell’ “uno vale uno”. Non c’è più bisogno di frequentazioni di aule universitarie per essere all’altezza. Non c’è più bisogno di fare esami, uno alla volta, per essere promossi o bocciati. Si può adire a più alti scranni solo con le giuste frequentazioni soprattutto parauniversitarie, associazionistiche, politiche, sindacali per arrivare, per “equipollenza”, a fare il professore, l’esperto psicologo, il ministro, il comunicatore che sa tutto non conoscendo niente, per fortuna non ancora il medico o il chirurgo. Ma pensiamo che forse potrebbe essere il risultato meno peggiore, dato che il mancato pezzo di carta fa stare più attenti, nell’epoca in cui l’università da centro di ricerca e di aperta dialettica è divenuta “centro sociale” di provata fede unicamente sinistra. Però se stiamo parlando di vite umane e del loro disagio esistenziale credo sia il caso che se ne occupino professionisti ben preparati perché salvare una pianta che cresce e salvarla dalla morte è del tutto simile agli sforzi che ogni medico fa nel salvare il paziente ed allungargli la vita. Regola di buon senso che non vale qui da noi dove un semplice assistente sociale redige una relazione in tutta fretta per un probabile abuso su un minore, senza indagini e prove, ma secondo la legge che prevede la fretta della decisione, che poi viene letta in tutta fretta dal magistrato, come al solito molto poco competente in materia, che non osa opporsi alla relazione dell’assistente sociale (magari un vero psicologo. Sic!) per addivenire i tutta fretta ad una tragica sentenza di “esproprio familiare” per un affido in case famiglie o a coppie che vorrebbero adottare. Scoperto questo vaso di Pandora del caso Bibbiano tanti nodi sono venuti al pettine, gran parte dei quali molto spiacevoli, incredibili e purtroppo molto spesso scontati. Perché come tanti altri agiti in altre istituzioni la fa da padrone il main stream del pensiero unico che non può essere mai contraddetto. Ma è del tutto inutile negare, come storia conferma, che la gran parte della psicologia sociale fonda le sue radici su un relativismo troppo umano che combatte apertamente e senza veli tutti quei valori che sono alla base di una civiltà e della identità di un popolo, ritenendosi moralmente superiore e soprattutto foriero di nobiltà d’intenti, per abbatterli con disprezzo e interloquiti come razzisti, sovranisti, omofobi. Ma se “intelligenti pauca” non c’è da restare sorpresi se i corifei del blocco culturale liberal, più che scusarsi o difendersi hanno preferito l’attacco dai giornaloni come “La Repubblica”, oramai francamente talebana, ad esponenti politici e della cultura a senso unico invitando a non strumentalizzare la tragedia dei bimbi strappati alle famiglie e venduti al miglior offerente con rassicurazioni di un affido non temporaneo, come da prassi, ma “sine die” come una degli artefici ha fatto, tale Federica Anghinolfi una delle maggiori responsabili del sistema affidatario in Val d’Enza in quel di Reggio Emilia. E nelle carte dell’inchiesta “Angeli e demoni” spuntano minori assegnati fittiziamente al fine di incassare i relativi fondi. Ma come si fa a intessere una rete così empia, brutale, francamente illegale se non vige una grande protezione politica come nel caso del sindaco di Bibbiano Carletti o, più lontano, del sindaco di Palermo da sempre favorevole ad ampliare i diritti omosex oltre che le fila immigratorie del nostro Paese? Come si fa a occultare tutti quei casi, che per fortuna stanno venendo alla luce, dei drammi di genitori suicidi che si sono visti accusare, senza averli commessi, di maltrattamenti o abusi verso la loro prole? Ma la stampa e i media devono tacere perché ne va del buon nome dei “buonisti”, di quelli che inneggiano a questa UE così com’è, di quelli che si accodano alle diffide ONU verso il nostro Paese perché non accogliamo i migranti, di quelli che hanno svenduto i nostri prodotti migliori perché potessimo alimentarci con cibi esteri molto meno controllati, di quelli che stanno distruggendo la nostra agricoltura e zootecnia oramai falcidiati da una natura micidiale, imprevedibili cambiamenti climatici, importazioni senza dazi a basso costo, di quelli che osannano le sponsorizzazioni delle lobbies multinazionali verso quest’Europa perché compili regole a loro vantaggio ma non del cittadino consumatore. Per fortuna da qualche parte cominciano a levarsi grida contrapposte come ha fatto il MIUR (Ministero Istruzione Università e Ricerca) che il 17 luglio ha sospeso dalla piattaforma “Sofia” per la formazione degli insegnanti l’Associazione “Hansel e Gretel” con relativa impossibilità di utilizzare la “carta del docente” per l’acquisizione dei corsi di formazione. E come possono tutelarsi da possibili casi di “giustizia personale”, tanto da aver indotto una vigilanza anche notturna, la sede del Pd, il municipio di Bibbiano e gli uffici dei servizi sociali che hanno sede nel Comune di Barco. E la Chiesa, tanto compatta nella protezione dei migranti non si è fatta molto sentire in merito a questi episodi nelle ultime settimane con una sola eccezione (sono oramai divenute tali le difese dei valori non negoziabili della nostra dottrina sociale cattolica), quella del vescovo di Reggio Emilia, Massimo Camisasca, che ne avrà viste di cotte e di crude per esprimersi in maniera “tranchant” in un’intervista a Radio Vaticana: “Attraverso i giornali ho la percezione di un problema serio che ha al suo cuore i bambini. E quando si tratta di bambini, si tratta evidentemente della realtà più significative, più preziosa ed importante, oserei dire quasi “divina” che abbiamo nella nostra realtà sociale e a cui deve essere prestata un’attenzione somma che sembra non solo non ci sia stata ma che ci sia stata anche una prevaricazione ideologica…tutti dobbiamo farci carico di questa situazione grave, provocata dalle ideologie anti-familistiche che sono il retroterra di tutto ciò che è avvenuto…la realtà delle famiglie è una realtà fragile ma si è voluto ulteriormente infragilirla, creando le famiglie accanto alla famiglia e quindi togliendo alla famiglia il sostegno che essa deve avere come realtà umana…esistono delle famiglie “bacate” ma anche grazie a Dio un numero enorme di famiglie preziose in cui i bambini vengono alla luce, perché c’è anche il gravissimo problema demografico, ed accolti anche se sono affetti dalla S. di Down o se si trovano in difficoltà per poi venire educati rappresentando una benedizione…tutto questo dove viene messo in discussione indebolisce il rapporto genitori-figli…e comprendo molto bene l’indignazione popolare perché laddove si colpiscono i bambini si tocca il bene più prezioso che abbiamo e la gente è preoccupata perché non ha più punti di riferimento, non sa dove attingere per capire cosa e perché è successo”. Questi professionisti (fatti salvi tutti quelli, e spero siano la maggioranza, che operano veramente e con amorosa dedizione nella tutela dell’infanzia) che meglio definirei “squadristi sociali”, a memoria del ventennio, sono ancora concionanti per l’abolizione del “patriarcato”, sulla maschilità tossica da eliminare, se modificare l’assetto famigliare anche a costo di commettere forzature innaturali, di penetrare proprio in Emilia Romagna attraverso la legge sull’omotransfobia. E con la scusa dei “diritti dei bambini” e dei “diritti Lgbt” sono stati gli artefici della distruzione di intere famiglie imponendo la mordacchia ad ogni pensiero difforme, nel senso “fai silenzio, il nemico di ascolta”. Ma stanno coprendo col solo tappeto un pozzo molto profondo che spero molto presto li assorbirà. Come se questo caso potesse usato come campagna di odio verso la sinistra e strategia della “distrazione” per evitare di intervenire su fatti politici molto più importanti come le “bufale” costruite ad arte da loro stessi dei soldi russi alla Lega o della fantomatica mazzetta mai scesa nelle tasche di Armando Siri. Una sinistra che spero si rimetta presto nelle condizioni di aspettare un’alba del “sol dell’avvenire” dopo la notte ben descritta da Federico Rampini invece che consumare il gas nelle lampade brancolando perennemente nel buio e respirando solo esalazioni tossiche.

Arcadio Damiani

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