L’Abruzzo guida la lotta ai batteri multiresistenti Abruzzo sanità con una rete regionale innovativa per sicurezza, formazione e tecnologia.
Batteri multiresistenti Abruzzo sanità: nasce la rete regionale
Una rete integrata per la sicurezza dei pazienti
Dalla formazione diffusa agli ospedali “sorvegliati speciali”, l’Abruzzo costruisce una rete moderna per il controllo delle infezioni e la lotta ai batteri multiresistenti. Inoltre, le innovazioni in tema di formazione, tecnologia e collaborazione territoriale saranno presentate al convegno “Microbiology & Infections Pescara 2025”.
L’Abruzzo si candida a diventare un modello nazionale nella lotta alle infezioni ospedaliere e ai batteri multiresistenti.
Si tratta, infatti, di una delle emergenze sanitarie più gravi a livello mondiale.
Negli ultimi mesi la Regione ha compiuto un passo decisivo verso la creazione di una rete strutturata per il controllo delle infezioni correlate all’assistenza (ICA). Il progetto è coordinato dal Gruppo Operativo Epidemiologico (GOE), modello sviluppato dodici anni fa a Pescara e oggi finalmente adottato in tutta la regione.
Convegno “Microbiology & Infections Pescara 2025”: il punto su sanità e batteri multiresistenti in Abruzzo
Tutte queste iniziative saranno illustrate durante il convegno “Microbiology & Infections Pescara 2025”, organizzato da Strategie Provider. L’evento, inoltre, gode del patrocinio della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT) e dell’Associazione Microbiologi Clinici Italiani (AMCLI).
Si terrà dal 6 all’8 novembre presso l’Hotel Villa Maria di Francavilla al Mare (CH).

Per tre giornate consecutive, medici e specialisti analizzeranno le infezioni provocate dai microrganismi patogeni, confrontandosi su diagnosi e strategie di prevenzione.
Tra i responsabili scientifici figurano Giustino Parruti, direttore UOC di Malattie Infettive della Asl di Pescara e presidente SIMIT Abruzzo-Molise; Paolo Fazii, consigliere nazionale AMCLI e responsabile UOC Microbiologia clinica della Asl di Pescara; Prof. Jacopo Vecchiet, direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’Università di Chieti; e Prof. Massimo Andreoni, direttore scientifico SIMIT e membro del Consiglio Superiore di Sanità.
Il modello abruzzese di sanità contro i batteri multiresistenti
La strategia regionale si sviluppa lungo quattro direttrici fondamentali: formazione, tecnologia, raccolta dati e attività sul territorio.
Alla base c’è una regia che integra infection control e antimicrobial stewardship, con l’obiettivo di unire prevenzione e gestione efficace.
“Il nostro progetto prevede l’attribuzione a ogni Asl abruzzese di un proprio direttore sanitario dedicato e un team di infermieri epidemiologi – spiega Giustino Parruti – Questo consente di passare dalla teoria all’azione: monitorare, prevenire e contenere tempestivamente le infezioni, garantendo ai pazienti cure sempre più sicure.”
Inoltre, un aspetto che colloca l’Abruzzo tra le regioni più avanzate riguarda la formazione del personale sanitario.
Oltre il 70% dei 6.900 medici e infermieri delle quattro province ha partecipato, tra il 2024 e il 2025, a sessioni formative in presenza e online.
I corsi hanno approfondito il corretto uso degli antibiotici e le principali strategie di prevenzione delle infezioni ospedaliere.
Il percorso proseguirà anche nel 2026, grazie a un gruppo di oltre 500 operatori “formatori”. Essi, infatti, diffonderanno buone pratiche in tutti i reparti ospedalieri, creando una cultura condivisa della sicurezza delle cure.

Ceppoteca e nuove terapie: la risposta sanitaria ai batteri multiresistenti in Abruzzo
Parallelamente, grazie alla collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo, centro di riferimento OMS per l’Europa centrale sull’antimicrobico-resistenza, è stato avviato un progetto innovativo.
Esso prevede la raccolta e l’analisi genetica dei ceppi batterici resistenti provenienti dagli ospedali abruzzesi.
“Il progetto include la creazione di una ceppoteca regionale e l’avvio di campionamenti ambientali nelle aree ospedaliere più a rischio, come Rianimazioni, Ematologie e Geriatrie – evidenzia Parruti – L’obiettivo è identificare precocemente le nuove forme di resistenza e capire come i batteri si trasmettono negli ambienti di cura, così da migliorare le misure di contenimento e prevenzione.”
Contemporaneamente, nelle unità operative di Malattie Infettive e Microbiologia clinica della Asl di Pescara e delle altre province si stanno sperimentando nuovi antibiotici “long acting”.
Questi farmaci innovativi permettono terapie più brevi, con minore tossicità e un numero inferiore di giorni di ricovero.
“Un’evoluzione che riduce l’impatto sulla vita dei pazienti e delle famiglie – aggiunge Parruti – semplificando al tempo stesso la gestione clinica per gli ospedali.”
Batteri multiresistenti Abruzzo sanità: prevenzione e collaborazione per la sicurezza delle cure
“La risposta dell’Abruzzo passa da un modello che unisce prevenzione, formazione, tecnologia e collaborazione interistituzionale, in linea con le più recenti strategie europee sulla sicurezza delle cure – commenta Paolo Fazii – La sfida dei superbatteri parte dai laboratori, ma passa necessariamente per reti solide, competenze diffuse e sistemi di controllo condivisi. L’esperienza che stiamo sviluppando in Abruzzo può diventare un punto di riferimento nazionale.”
Le sue parole confermano la visione di un sistema integrato e capillare, in grado di collegare ospedali, laboratori e territorio per una risposta più efficace alle infezioni.
Le infezioni correlate all’assistenza: un problema mondiale
Le Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA) rappresentano oggi una delle principali sfide della sanità pubblica. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in Europa causano ogni anno 16 milioni di giornate di degenza aggiuntive.
Provocano inoltre 37mila decessi diretti e oltre 110mila decessi in cui l’infezione è una concausa. I costi diretti complessivi superano i 7 miliardi di euro.
Tra le cause più comuni vi sono l’uso eccessivo degli antibiotici, la presenza di germi multiresistenti e la mancanza di procedure adeguate di prevenzione.
Per questo, pratiche come il lavaggio corretto delle mani e la sanificazione costante degli ambienti restano strumenti fondamentali.
Oggi, inoltre, il numero dei pazienti fragili è in costante aumento. Molti arrivano in ospedale già colonizzati da germi multiresistenti. Di conseguenza, ogni paziente deve essere monitorato sin dal suo ingresso, come già avviene a Pescara, dove questo protocollo è pienamente operativo.