fbpx

BENEDETTA SCUOLA…

FOTO-RUBRICA-SITO-DAMIANI2-400x242 Tutti noi, non più virgulti, ricordiamo a quali sacrifici venivamo sottoposti durante il periodo scolastico con ansie, paure di non essere preparati col risiko delle interrogazioni, compiti in classe da blocco gastrico o da diarrea psicosomatica e ne è segno il famoso sogno ricorrente da incubo nella gran parte della popolazione di dover rifare l’esame di Stato quando abbiamo esagerato con l’approvvigionamento serale tanto da aver ispirato riproduzioni filmiche sull’argomento. E la gioia del pericolo scampato quando riapriamo gli occhi. E la scuola oggi sta seguendo pedissequamente il “main stream” del diritto alla felicità a tutti i costi. Ed è chiaro che se esiste la impunita possibilità di farla franca questa è ben accetta. Infatti la dispersione scolastica nell’obbligo nel nostro paese è al 13.8% secondo i dati del Ministero riferiti al 2016, precipitando al 24.7% se ci riferiamo alle scuole superiori. La ministra Fedeli nel 2017 ha varato un piano nazionale di contrasto contro l’abbandono e la povertà educativa affidandosi ad esperti che molto probabilmente sono state vittime della stessa malattia che vorrebbero combattere viste le misure proposte. Infatti se non avete voglia di studiare i legumi sotto le ginocchia sono stati aboliti ed è stata introdotta una moratoria in quanto “..le bocciature non sono efficaci in termini di riuscita di sostegno alle motivazioni..”. Ma scherzate, volete mettere in discussione il disagio di questi ragazzi che, bocciati, devono frequentare un’altra classe ove bisogna di nuovo ricollocare le proprie affinità elettive per comprendere in quale fascia di partecipazione porsi, magari agli ultimi banchi se non già occupati? Bisognerebbe poi dedicare più tempo ai ragazzi, ovviamente se aprono i loro varchi fra un post l’altro, con una migliore “articolazione organizzativa” che preveda aule tematiche, laboratori, apprendimento contestualizzato in pratica la scuola come un film o un’opera teatrale senza minimamente nominare lo “studio” ex abrupto. Così uno studente potrà arrivare anche al liceo, se esisterà ancora, non avendo mai aperto una sola pagina di libro ma solo confessando di essere profondamente “motivato”. Ma si sa che al cinema o al teatro si vedono anche algoritmi di violenza con regole molto esplicative sul corretto utilizzo di un coltello non per uccidere ma per un semplice sfregio, chissà forse potrà tornar utile un domani quando ad una pericolosa jihadista e talebana di professoressa venga in mente di colmare un insufficienza con una nuova interrogazione. Se non sufficiente lo sfregio, si invocherà l’aiuto del genitore che si concentrerà con un discreto carico biomeccanico sulle costole più che sul volto del docente. No, no non è fantasia omofoba e destabilizzante. E’ triste realtà!

ANCORA NESSUN COMMENTO

I commenti sono chiusi