“…BISOGNA AIUTARE TUTTI I FRATELLI SPECIE DI QUELLI IN FEDE…”

FOTO-RUBRICA-SITO-DAMIANI2-400x242 La religione cattolica oltre la misericordia tanto invidiataci dai monaci buddisti che devono raggiungere il Nirvana con notevoli sacrifici anche corporali per accostarsi al Grande Spirito mentre per la prima le maglie del perdono sono abbastanza larghe ci obbliga anche all’obbedienza verso il rappresentante del Cristo in terra e ne sapeva qualcosa il Santo di Pietrelcina. Tuttavia un conto è l’”ex cathedra” teologica di cui siamo sudditi e servi un conto è il fuori dal vaso di una politica che cozza contro l’aforisma della libera Chiesa in libero Stato. Molti cattolici, come il sottoscritto, ma anche sacerdoti non mentiscono la dissonanza fra il dettame teologico e l’uso nella politica spicciola che vuole farsene la Massima Eminenza. Ora non ho nulla da obiettare sulla “caritas cristiana” quando si intravede il disegno del dividere il mantello del buon samaritano, il siamo tutti figli di Dio, l’amare il prossimo come te stesso; altra storia è l’inveramento di tale sacralità nella organizzazione sociale dello Stato. O abbiamo un “Papa re” operante su entrambi i fronti o siamo liberi di assecondare il “sacro” e dissentire dal “profano”. Nel secondo caso non ci sta bene che in previsione della giornata mondiale del migrante e del rifugiato del prossimo 14 gennaio il Papa abbia già espresso con largo anticipo la sua massima apertura verso i migranti in toto con l’appoggiare lo “Ius soli”, tema questo di spiccata giurisdizione laica. E non sarebbe nulla se il suo discorso non proseguisse con “..va riconosciuta e certificata la nazionalità a tutti i bambini, assicurato l’accesso regolare alla istruzione primaria e secondaria…lo status migratorio non dovrebbe limitare l’accesso all’assistenza sanitaria nazionale e ai sistemi pensionistici, come pure al trasferimento dei loro contributi in caso di rimpatrio..”. Non ci risulta che lo Stato italiano abbia mai negato il diritto allo studio di chicchessia anche straniero o migrante semmai sono loro stessi che non amano integrarsi con la nostra cultura scolastica di un occidente desiderato ma combattuto, né mi risulta da medico ospedaliero che si sia rimandato indietro il migrante, clandestino o meno, pervenuto al Pronto Soccorso. Ma assistiamo quotidianamente al loro vittimismo e collera se devono attendere la prestazione (non urgente) rispetto ai nostri concittadini che, “sfrattati” per indigenza economica, non trovano riparo in una canonica nell’udinese perché destinata ai profughi. Allora è la legge italiana che si articola per tali circostanze o sono i voleri dell’ossimoro diavolo-acqua santa che vigono? Santo Padre ci dia retta, siamo quelli che assistiamo alla transustanzazione eucaristica e memori del detto evangelico di San Paolo “..bisogna aiutare tutti i fratelli specie di quelli in fede..” Comprendiamo il suo amore smisurato verso tutti i fratelli ma è la realtà sociale ed economica di un paese che permette l’aiuto verso i disagiati e questa realtà non alberga entro le Mura Leonine ma nel nostro beneamato o meno Parlamento. Capiamo la Sua dritta umanitaria ma per favore si fermi lì! I problemi dei diritti civili (studio-lavoro-pensioni-sanità) hanno un altro assist.

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