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Caldo … o freddo?

Di fronte a una lesione muscolare, una distorsione articolare, una puntura di insetto, un trauma contusivo o un dolore improvviso (e tanti altri casi ancora) ci si trova a dover scegliere: applicare qualcosa di caldo o di freddo? Sbagliare spesso comporta l’aggravamento dell’evento occorso, quindi è bene fare chiarezza sulla terapia da utilizzare: calore o …freddo. L’applicazione del calore genera un maggior afflusso di sangue (vasodilatazione) e di ossigeno, facilitando l’eliminazione delle scorie nei tessuti e garantendo un maggiore apporto di “sostanze riparatrici”; nelle contratture muscolari e nei crampi addominali o durante il ciclo mestruale, il caldo allevia il dolore aumentando l’elasticità dei muscoli. La terapia deve iniziare obbligatoriamente dopo la fase acuta dell’infiammazione, quando non vi è più calore, gonfiore o rossore. L’accelerazione delle reazioni biochimiche dell’organismo, con aumentato apporto di ossigeno e nutrienti a livello dei tessuti, abbassando l’attività dei recettori periferici, determina una riduzione del dolore.
Il freddo invece, inducendo una vasocostrizione con riduzione del microcircolo sanguigno, serve a prevenire l’accumulo di sangue nell’area colpita; nel caso di un’infezione, per esempio un ascesso a un dente, l’applicazione di ghiaccio sulla zona interessata riduce il dolore. La stessa metodica vale nel caso di traumi o infortuni improvvisi: per il suo potere analgesico si applica del ghiaccio sulla parte infortunata (con cicli di 10 – 15 minuti), utilizzando un telo di lino o cotone per evitare scottature, anche per le 72 ore successive all’infortunio, nei casi gravi. Il ghiaccio oltre ad alleviare il dolore del trauma accelera la guarigione ed evita o riduce il gonfiore. Nel caso di trattamenti post traumatici ad atleti o sportivi, in fisioterapia si alterna il ghiaccio al calore: una strategia per allenare il muscolo e renderlo più reattivo. In caso di infortuni durante un evento sportivo (esempio partite di calcio) lo staff medico può provvedere utilizzando del ghiaccio sintetico sulla parte dolente del corpo, l’effetto analgesico è dovuto al rallentamento della velocità di conduzione del dolore a livello dei nervi periferici ed agisce come un’ anestesia locale. Dopo un affaticamento muscolare o in caso di infiammazioni muscolari un altro metodo utilizzato nelle discipline sportive è la crioterapia (che rientra nella terapia del freddo) con immersioni in vasche di acqua ghiacciata. Il trattamento terapeutico con il freddo si dimostra la migliore terapia in caso di edemi causati da una distorsione: inducendo una vasocostrizione scende anche il metabolismo dei tessuti che rallenta l’attività delle cellule che non sono state interessate dal trauma; in questo modo si consente la conservazione dell’integrità delle cellule illese durante il periodo che segue un danneggiamento del tessuto.
Nel caso di traumi e contusioni agli arti gli anglosassoni hanno “coniato” un acronimo terapeutico: R.I.C.E. dove si concentrano le azioni di primo soccorso: R, ovvero “rest” (riposo); I: “ice” (ghiaccio); C, “compression” (compressione con bendaggio elastico); E, “elevation” (cioè tenere la gamba più in alto dell’altezza del petto). Per il ghiaccio bisogna essere tempestivi e continui nell’applicazione con cicli di 15-20 minuti e pari intervalli di sospensione. Anche in presenza di uno strappo muscolare o di tendiniti la terapia da adottare è quella del freddo. Discorso a parte e più complesso va fatto per il mal di schiena in quanto bisogna sempre prima risalire alla causa scatenante; se il dolore è dovuto a traumi, contrazioni, strappi e stiramenti in fase acuta è indicato il trattamento con il freddo che riduce la tensione dei muscoli dorsali. Il fenomeno infiammatorio locale viene bloccato o parzialmente ridotto per l’azione di alcune interleuchine (proteine secrete dal sistema immunitario) che richiamano i liquidi dai tessuti circostanti. Come terapia basta una semplice borsa del ghiaccio da tenere per alcune ore nella fase acuta e poi riapplicare all’occorrenza. Se invece il mal di schiena è stato causato dallo spostamento di una struttura della colonna vertebrale (a carico di una vertebra:spondilolistesi) si può ottenere beneficio con l’azione del caldo; utilizzando termofori (dispositivi elettromedicali che emettono calore) e bagni termali in acque calde (l’azione dell’acqua porta alla riduzione del carico gravitazionale sulle articolazioni), che generano sollievo immediato, a cui dovrà far seguito una terapia farmacologica; stesso discorso per il “famigerato” colpo della strega: calore e terapia medica. In caso di varici emorroidali, MAI usare “il freddo”, risciacqui con acqua tiepida e leggermente calda, bagni termali caldi o fanghi caldi leniscono il dolore e, nel caso di varici non troppo dilatate, possono portare alla risoluzione “del problema”.
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