Scopri il Cammino Grande di Celestino: 13 tappe accessibili tra natura e cultura per un Abruzzo più inclusivo e sostenibile.
Cammino Grande di Celestino: turismo inclusivo in Abruzzo
Il 21 luglio 2025, presso la sede della Regione Abruzzo, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del progetto “Il Cammino Grande di Celestino, un Cammino di tutti”. L’iniziativa è promossa dalla Regione Abruzzo, in collaborazione con il Parco Nazionale della Maiella, il Parco Naturale Regionale Sirente Velino e l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere.
Non a caso, la presentazione segue idealmente il Festival del Cammino Inclusivo, appena concluso, segnando così un ulteriore passo verso una valorizzazione sostenibile e accessibile del territorio abruzzese.

Un investimento per l’inclusione e il territorio
Il progetto è stato approvato con Delibera di Giunta Regionale n. 313 del 29 maggio 2025. Inoltre, prevede un investimento complessivo di 1.742.529 euro, finanziato dal Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità.
Alla conferenza stampa hanno partecipato, tra gli altri:
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Roberto Santangelo, Assessore regionale alle Politiche Sociali
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Daniele D’Amario, Sottosegretario alla Presidenza con delega al Turismo
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Lucio Zazzarra, Presidente del Parco Nazionale della Maiella
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Francesco D’Amore, Presidente del Parco Sirente Velino
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Enrico Bianchi per l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere (USRC)
Un Cammino spirituale, culturale e naturalistico
Il Cammino Grande di Celestino prende ispirazione dalla figura di Celestino V. Infatti, si sviluppa in 13 tappe, collegando L’Aquila a Ortona lungo un percorso di oltre 90 chilometri. Attraversa ben 19 Comuni della provincia dell’Aquila, unendo natura, storia e spiritualità in un’esperienza autentica e suggestiva.
Turismo accessibile e visione sostenibile
“Il progetto vuole dare vita a un modello di turismo accessibile e inclusivo. È un modello capace di unire la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale con l’attenzione ai bisogni di tutte le persone. In particolare, di quelle con disabilità”, ha dichiarato l’Assessore Santangelo.
“Alla base vi è una visione responsabile del turismo” – ha aggiunto – “che considera l’accessibilità non come un limite da superare, ma come una risorsa e un’opportunità da offrire”.
Infrastrutture e servizi per tutti
Per rendere davvero inclusivo il percorso, il progetto prevede il miglioramento dell’accessibilità delle infrastrutture lungo tutto il tracciato. A tal fine, gli interventi riguarderanno sentieri, punti informativi, strutture ricettive e l’organizzazione dei servizi, così da garantire una fruizione reale a tutti i viaggiatori.
“Con questo progetto vogliamo promuovere una cultura dell’accoglienza che sia al tempo stesso sostenibile e competitiva – ha spiegato D’Amario – cioè capace di rispondere alle esigenze di un turismo dalla platea differenziata, attento alla qualità, al servizio, alla sostenibilità ambientale ed economica”.
Tecnologia e innovazione per l’esperienza del Cammino Grande di Celestino
“I lavori infrastrutturali sui tracciati sono già partiti” ha annunciato il dott. Bianchi. “L’USRC, in qualità di soggetto attuatore, si sta occupando anche dell’integrazione di soluzioni tecnologiche innovative come gli Smart Beacon. Inoltre, è prevista l’introduzione di strumenti che consentiranno un approccio partecipativo alle persone che vorranno vivere l’esperienza del Cammino”.
Cammino Grande di Celestino: un’opportunità per le aree interne dell’Abruzzo
I presidenti Zazzarra e D’Amore hanno sottolineato l’importanza strategica del progetto, soprattutto in un momento di crescita del turismo nelle aree interne. “Le nostre aree registrano circa 100.000 presenze. È un segnale chiaro: il territorio attira e si apre. Ora, tuttavia, serve lavorare su un’offerta turistica completa, con servizi accessibili, ben organizzati e operatori preparati all’accoglienza”.
Un modello virtuoso di sviluppo turistico
In conclusione, il Cammino Grande di Celestino rappresenta una buona pratica per l’Italia intera. Infatti, unisce spiritualità, paesaggio, cultura e innovazione, con l’obiettivo di costruire progressivamente un Abruzzo sempre più accessibile, ospitale e consapevole delle sue ricchezze.