fbpx

CAOS DI POTERI..

FOTO-RUBRICA-SITO-DAMIANI2-400x242-1 2E’ innegabile che il Ministro dell’Interno venga attaccato ad ogni piè sospinto come  fosse uno scapestrato donchisciotte qualsiasi, da chi detiene il lume della ragione e soprattutto si faccia portavoce dell’etica dei diritti. E’ pur vero che utilizza modi molto spicci per portare avanti le sue azioni e va spedito per la sua strada che è quella di opporsi in ogni modo allo sbarco di immigrati, a prescindere da trattati e codicilli, di urlare il suo no ai clandestini e all’italico sistema di accoglienza. E comunque sembra aver vinto la battaglia in sede europea sull’utilizzo improprio delle navi Ong, e cerca di fermare le antiche abitudini di quegli sbarchi italici delle navi militari straniere, della nostra guardia costiera che raccoglie tutto. E da ultimo lo scontro col nostro presidente della Repubblica che intima al presidente del Consiglio di far attraccare una nave italiana carica di disperati contro il parere del Viminale che la teneva a largo visto che vi erano state delle minacce, da parte di alcuni facinorosi raccolti, verso l’equipaggio per forzare lo sbarco sui nostri lidi e che comunque avrebbe permesso lo sbarco purché si mettessero subito sotto processo chi aveva esternato la minaccia. E Matteo Salvini è stato fortemente contrastato per il suo atteggiamento poco congruo ai suoi poteri sia da Mattarella che dai suoi sodali governativi Di Maio, Trenta e Toninelli, cioè vicepremier e titolari della Difesa e delle Infrastrutture. Ed il super pm Piercamillo Davigo, fresco di elezione al Consiglio Superiore della Magistratura, ha espresso un severo monito contro Salvini proprio perché aveva chiesto l’arresto dei profughi che hanno preso in ostaggio la nave italiana che li aveva salvati e minacciato di morte l’equipaggio se non li avessero fatti sbarcare in Italia esprimendosi con un perentorio “..Il ministro non può fare il magistrato..” facendo eco anche l’Associazione Nazionale Magistrati. Ma è proprio così? E nonostante questi siano autorità in materia di ingerenze c’è qualche magistrato molto autorevole che non la pensa allo stesso modo. Stiamo parlando di Carlo Nordio che in un suo articolo sul “Il Messaggero” analizza in maniera molto poco concitata il gioco dei ruoli in merito all’episodio del pasticcio della nave “Diciotti”… Il comandante del rimorchiatore “Vos Thalassa” manda un Sos perché alcuni imbarcati lo avevano minacciato di morte se non li avesse portati in Italia e ha puntato così verso le nostre coste finchè non è arrivata la nave “Diciotti” che non poteva fare altrimenti che imbarcarli. La competente Procura si è limitata a spedire un’informazione di garanzia in quanto le informazioni raccolte non consentivano l’arresto. E in questo garbuglio di incertezze si sono innestati i nostri conflitti di competenze. Il Ministro dell’Interno, che può impedire l’attracco per motivi di ordine pubblico, ha preteso che gli autori del reato scendessero in manette. La risposta corale è che stava “usurpando” i poteri della magistratura. Ma non è così! La Polizia giudiziaria può benissimo, e talvolta deve, arrestare di propria iniziativa il colpevole di un reato colto in flagranza, salvo chiedere poi la convalida al magistrato. Quindi il problema non era di “diritto” ma di “fatto”: accertare se e da chi a bordo della Vos battente bandiera italiana in acque internazionali fosse stato commesso un reato che consentisse l’arresto in flagranza. Domanda senza per ora risposta. A complicare il quadro sono intervenuti i ministri della Difesa e delle Infrastrutture suggerendo soluzioni diverse da quella di Salvini. A questo punto è intervenuto il presidente Mattarella consigliando al presidente del Consiglio di autorizzare lo sbarco. Chiarendo fin da subito che il presidente della repubblica non può ordinare niente del genere a nessuno ma ha ricordato anche giustamente al presidente del Consiglio che in una situazione di stallo e di conflitto fra Dicasteri è suo potere avere l’ultima parola. E Conte l’ha data. Ma Carlo Nordio va oltre la disamina dell’episodio e dall’alto della sua etica legislativa si pone angosciato la domanda: ..che fare per il futuro? ..Innanzitutto guardare la situazione al presente: sulle coste libiche premono migliaia di migranti in mano agli scafisti che modulano la tattica e le strategie a seconda delle nostre reazioni. Mettono in ogni gommone qualche donna incinta e qualche bambino a dimostrare la nostra disumana “non accoglienza”; istruiscono i capibanda a ribellarsi una volta “salvati” se la nave non li porta dove loro vogliono. Con l’Europa siamo ancora in alto mare per utilizzare una similitudine, perché ogni paese va per conto suo non esistendo ancora accordi concreti. E se a queste divisioni dei vicini aggiungiamo an he quella dei nostri ministri, possiamo sin d’ora arrenderci agli scafisti e aspettarci un’invasione generalizzata, resa più duratura e dolorosa dalla constatazione del nostro fallimento. Per quanto tempo ancora la soluzione dignitosa del Capo dello Stato a favore di una carità cristiana date le difficoltà interne potrà durare? Non credo per molto e un domani piuttosto vicino potremo solo ammettere la nostra sconfitta e la nostra umiliazione.. Ascoltare questa disamina da un alto magistrato delle cui lucidità e competenza sono pieni i suoi scritti e le assise mondiali non può che generare amare riflessioni sul punto dove siamo arrivati, e c’era d’aspettarselo visto il degrado valoriale e scolastico che abbiamo raggiunto, ma soprattutto sul futuro che necessiterebbe di una rivoluzione copernicana che non sembra più possibile vista la continua negazione dell’eliocentrismo nonostante il sole sia sempre lì. Comunque lo spero tanto, visto che questo è l’atteggiamento ultimo a morire.

ANCORA NESSUN COMMENTO

I commenti sono chiusi