Il Castello- Forte Caldoresco di Vasto (CH) e il suo fascino enigmatico

Castello Caldoresco Vasto Abruzzo: storia, architettura e visita tra Palazzo d’Avalos, centro storico e Punta Aderci.

Castello Caldoresco Vasto Abruzzo: storia, architettura e visita

Fondazione del castello medievale di Caldoresco a Vasto (1439)

Il Castello Caldoresco che nasce come fortificazione nel 1439 per volere di Giacomo Caldora capitano di ventura e signore di Vasto, è la più importante fortezza della provincia di Chieti. E la più grande. Giacomo Caldora ne affidò la realizzazione all’architetto senese Mariano di Jacopo detto “il Taccola”. Come molte strutture difensive venne realizzato su di una costruzione precedente, risalente al XIII secolo, di tipo svevo angioino: è programmata infatti intorno a un cortile centrale, con bastioni agli angoli configurazione specifica all’architettura militare svevo-angioina. Il forte angioino era a sua volta con ogni probabilità realizzato su struttura precedente. Non meraviglia: Vasto città di origine remota è ricca di storia e reperti archeologici. La zona dove sorge il castello, a 144 metri sul mare è quella, in epoca romana, adibita ad Anfiteatro.

Vasto preromana: origini del territorio del Castello di Caldoresco

Ma la città è preromana; infatti la creazione di Vasto (anticamente Histonium) risalirebbe agli anni seguenti la distruzione di Troia (1184 a. C.); a quando Diomede, tra gli eroi greci più intrepidi della decennale guerra contro Troia, colui che fra l’altro ci fornisce la datazione della l’espugnazione della città, a guerra conclusa intraprese un viaggio che lo portò a fondare molte città adriatiche.

Vasto e il ruolo strategico attorno al Castello di Caldoresco

Nel tempo Vasto ha dovuto imparare a difendere sé, i suoi abitanti, i suoi commerci notevoli di grano, oli, lana, con città del sud e del nord Italia, tra cui Venezia, da molteplici tentativi di conquista poiché la sua posizione rivierasca e insieme collinare ha attirato cupidigie sia dal mare che dall’entroterra. Il Forte aveva una funzione protettiva anche riguardo alla transumanza, poiché posto nei pressi del percorso tratturale magno che poi cede alla costa.

Minaccia aragonese e assedio del 1464

Tra le esigenze che portarono ad accentuarne le qualità difensive, rendendolo un Castello, dobbiamo tener in conto il crescente potere degli aragonesi che non poteva non allarmare il Caldora; il quale volle tutelarsi con una struttura adeguata. Non si sbagliava: nel 1464 il castello per tre mesi fu sotto assedio da parte dell’esercito di Ferdinando d’Aragona, re di Napoli. Era a quel tempo feudatario il figlio di Giacomo, Antonio. Al termine dell’assedio il castello venne in parte abbattuto dalla popolazione di Vasto esacerbata dalla situazione e che cercò di reperire materiale per la ricostruzione delle proprie distrutte abitazioni.

Dai Caldora ai d’Avalos: continuità difensiva

Si deve ai Caldora la realizzazione in Vasto di un’altra imponente struttura, oggi Palazzo d’Avalos, prospiciente la riviera. L’intreccio, come convenienza e/o come parentela, fra le grandi famiglie spagnole portarono i Guevara a succedere ai Caldora e in seguito i d’Avalos che ne divennero feudatari nel 1497 e vollero consolidare il sistema difensivo della città.

Castello di Caldoresco a Vasto in Abruzzo: Restauri del Cinquecento e passaggi istituzionali

Nella seconda metà del ‘500 il castello ha subìto restauri per riparare ai guasti dovuti all’aggressione nel 1566 del turco Piyale Paşa. Verrà ceduto al Comune di Vasto (Universitas del Vasto) da Innico III d’Avalos nel 1605 e diverrà per circa 100 anni tribunale e carcere cittadino.

Cesare Michelangelo d’Avalos e le grandi opere del 1701

Nel 1701, infatti, viene riacquistato dal marchese Cesare Michelangelo d’Avalos. Cesare Michelangelo aveva partecipato a una congiura, la congiura di Macchia, contro il viceré di Napoli e temeva un’azione punitiva. Si organizzò quindi ristrutturando il castello ricostruendone le torri che, non tutte, attualmente esistono, irrobustendo le mura, scavando un fossato difensivo. Ne fa quindi la propria dimora.

Dall’abbandono alla trasformazione ottocentesca

Successivamente, dopo la sua morte, nel 1729, il Castello cadde in progressivo abbandono. Infine nel 1816 venne acquistato dal proprietario terriero Salvatore Palmieri che decise di farne residenza privata affidando la progettazione all’architetto Nicola Pietrocola. Con una serie di demolizioni il Pietrocola intese integrare il nuovo nell’antico con il risultato di una facciata in stile neoclassico e con il retro inalterato. Un castello double face.

Ritratto della facciata principale

Posizione urbana e panorama sulla costa del Castello di Caldoresco a Vasto in Abruzzo

Costruito nella zona collinosa della città, domina la costa, ma diversamente dal castello aragonese di Ortona non è prospiciente a essa. Sicuramente simile per essere stata ed essere tuttora parte pulsante della città che le cresce attorno.

Impianto a corte e torre principale del Castello Caldoresco

É costituito da quattro fabbricati che delimitano un cortile interno con i lati maggiori posizionati verso est-ovest su tre dei quattro angoli, con bastioni che presentano sporgenze dovute a strutture precedenti; e un’alta torre. Qualche elemento originale è visibile nella facciata nord e in quella ovest, nonostante le abbondanti modifiche attuate lungo l’arco del XIX secolo; visibili sono ad esempio le cannoniere e le feritoie.

Bastioni a mandorla e influssi di Francesco di Giorgio Martini

I bastioni del castello Caldoresco, a forma di mandorla, si rifanno alle nuove tecniche difensive del senese Francesco di Giorgio Martini, e per molti studiosi sono da attribuire a lui personalmente, vista la presenza di elementi comuni ad altri suoi progetti militari nel Regno di Napoli verso la fine del XV secolo. Si devono a Innico d’Avalos molti degli interventi che hanno conferito all’ edificio l’aspetto attuale. Oltre ai bastioni angolari a mandorla (oggi ne rimangono tre) importante fu il rafforzamento di cortine murarie più robuste.

Dal presidio militare alla residenza

A partire dalla seconda metà del ‘700 il castello perse l’aspetto in prevalenza militare in favore di quello residenziale.

Il Forte Caldoresco di Vasto: usi attuali

Attualmente alcune aree del Forte sono utilizzate per scopi commerciali ( fra l’altro un ristorante e un B&B), altre aree sono adibite a residenza privata. In alcuni sui spazi è possibile passeggiare.

Facciata posteriore del castello con il palazzo Palmieri – Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported

Dati e contesto su Vasto e sul Castello di Caldoresco

Palazzo d’Avalos e il Museo Civico (1849)

In Palazzo d’Avalos è sistemato attualmente il Museo civico, primo in Abruzzo, creato nel 1849 dal medico scienziato Luigi Marchesani. Molto interessante da visitare con reperti che risalgono all’età del ferro e via via fino al tardo Medioevo. L’esistenza dell’abitato in età preromana è testimoniata fra l’altro da due lastrine bronzee con iscrizioni osche. Il monumento più importante è l’imponente sarcofago che racchiudeva i corpi di P. Pacuvio Sceva e la moglie Flavia; appartiene a una tipologia rara in età augustea in cui era abituale la cremazione.

Marchesani, Mommsen e gli studi archeologici

Lo storico e medico vastese Luigi Marchesani nel pubblicare nel 1841 la Storia di Vasto, prima vera storia organica e completa della città, diede molto spazio alla parte archeologica, essendo egli stesso archeologo. La pubblicazione interessò archeologi di tutta Europa; nel 1846 approdò a Vasto uno tra i più famosi, il letterato tedesco Teodoro Mommsen ( in seguito Premio Nobel); effettuò degli scavi con il Marchesani e ne parlò nel suo famoso Corpus inscriptinum latinarum. Altri archeologi furono interessati nel tempo; fra essi Capmartin de Chaupy, Enrico Dressel (inviato dalla stesso Mommsen), Giovanni Zvetaeff. La fama archeologica di Vasto è un fiore all’occhiello dell’Abruzzo.

Patrimonio archeologico di Histonium

Il ricco patrimonio archeologico è testimoniato da tracce dell’anfiteatro romano e del teatro; maggiori testimonianze riguardano le Terme, vari acquedotti, serbatoi idrici, mura reticolate, pavimenti a mosaico, porticati di granito orientale. Tra le documentazioni arcaiche quella dei culti di Ercole, di Cerere, del Sole, di Giove Dolicheno. Di particolare interesse il mosaico raffigurante Nettuno, di dimensioni eccezionali (13.50 x 12.60 m), uno dei più grandi rinvenuti lungo tutta la costa adriatica.

Pinacoteca e Museo del Costume in Palazzo d’Avalos

In Palazzo d’Avalos è possibile ammirare inoltre una ricca Pinacoteca e un Museo del Costume antico.

Torre di Bassano Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International.

Torre di Bassano collegata al Castello

Molto bella la Torre di Bassano che un tempo era collegata al Castello.

Castello di Caldoresco a Vasto in Abruzzo: da visitare in città e dintorni

Chiese e luoghi di culto a Vasto

Chiesa Santa Maria Maggiore, Concattedrale San Giuseppe, Convento di Maria Santissima Incoronata, Chiesa del Carmine, Chiesa di San Michele Arcangelo posizionata sembra in linea con la traiettoria che collega la Basilica di San Michele in Gargano a Mont San Michel in Francia e prosegue fino in Irlanda.

Portale della Chiesa di San Pietro

Il portale della Chiesa di San Pietro, demolita a seguito della frana del 1956.

Natura, riserve e fari della costa

Molto interessante la Riserva Naturale di Punta Aderci. Da non dimenticare il Faro di Punta Penna.

Parco archeologico sommerso

Un’esperienza subacquea particolare è quella del Parco archeologico sommerso, poiché reperti archeologici dell’antica città sono visibili a circa 2 metri sul fondale marino. Lo storico Marchesani testimone diretto (14 anni all’epoca) della frana che nel 1816 danneggiò la parte orientale della città racconta che i resti murari riemersero quando l’innalzarsi del fondale dovuto alla frana fece retrocedere le acque e risultarono visibili a tutti. Le immersioni sono possibili grazie a Italia Nostra del Vastese e al Consorzio “Vivere Vasto Marina” .

Sapori tipici

Da non perdere il brodetto vastese giudicato il numero 1 in Italia

Come arrivare al Castello di Caldoresco a Vasto in Abruzzo

Collegamenti e accessi

Il Castello caldoresco si raggiunge con ogni mezzo di trasporto: l’aeroporto di Pescara, le autostrade da nord e da ovest, le stazioni ferroviarie, via mare (c’è il porto ad accogliere).

Per approfondire itinerari e informazioni turistiche su Vasto e la costa, è possibile consultare il portale ufficiale del turismo della Regione Abruzzo .

Il Castello di Caldoresco è facilmente raggiungibile; la posizione è consultabile qui.

di Gabriella Izzi Benedetti

La Redazione de La Dolce Vita
Segui La Dolce Vita 4.0 su FacebookX,  InstagramYoutube per non perderti le ultime novità!