Castello di Pereto Abruzzo: storia, leggende e visite
Scopri il Castello di Pereto in Abruzzo: storia, leggende e panorami suggestivi in un borgo medievale ai piedi del Monte Forcellese.

Le origini storiche di Pereto
Pereto è un comune della provincia dell’Aquila, ricco di storia. Molte tracce archeologiche, insediamenti umani, testimoniano che era già popolata in età preromana. La sua posizione geografica, la vicinanza alla regione Lazio, l’ha storicamente posta come luogo di demarcazione fra le popolazioni dei Marsi e degli Equi.
Il trovarsi fra la piana del Cavaliere e l’antica via Tiburtina l’ha resa fin dall’antichità un luogo strategico di difesa e di attacco.
La nascita del castello medievale di Pereto
Il castello di Pereto, che sorge alle pendici del monte Forcellese, è stato un importante castello recinto, ma non dall’inizio. Tra il 926 e il 950 il protoconte Berardo dei Marsi vide nel luogo una grande opportunità di difesa e decise di far edificare una torre di avvistamento, a controllo appunto della piana del Cavaliere e dell’antica via Tiburtina, via assai frequentata nella porzione marsicana, da tutelare.
Da torre a castello: l’evoluzione nel Medioevo
Nel secolo seguente, verso la fine di esso, un discendente di Berardo, Rainaldo, iniziò a trasformarlo in castello partendo dalla torre esistente. Partito per la prima crociata, Rainaldo vi trovò la morte e la vedova Aldegrima preferì vivere nel vicino castello di Oricola. Il castello di Pereto entrò in abbandono; vi soggiornavano solo soldati per difendere il borgo in caso di incursioni.
Prima di morire Aldegrima donò il castello all’Abbazia di Montecassino. Infatti una documentazione conferma che nel 1097 esso apparteneva a Montecassino.
Il castello federiciano e l’ampliamento nel XIV secolo
Nei due secoli seguenti, e specie al tempo di Federico II, il castello, ampliato, ha assunto configurazione di stile federiciano. Ma bisogna arrivare al XIV secolo perché venga trasformato in castello recinto o pendio, con la creazione di ulteriori torri quadrate e mura di raccordo. Nasce quindi un borgo fortificato.

Le famiglie nobiliari e le contese tra Orsini e Colonna
Varie famiglie nobiliari si sono alternate, come abbiamo visto per altre strutture: la famiglia De Ponte o De Pontibus, originaria dell’Umbria, ha avuto un ruolo fondamentale acquisendo anche la proprietà del borgo; seguiti poi dagli Orsini che per il dominio della zona lottarono a lungo con i Colonna, che alla fine risultarono vincenti. E poi ancora i Maccafini, i Vicario. Infine gli Orsini ripresero il dominio del luogo che, a causa di tante ostilità, subì molti danni.
In più, i Colonna non fecero migliorie, anzi lasciarono il castello in abbandono.
Il restauro del prof. Arena: rinascita del Castello di Pereto in Abruzzo
Invece l’ultimo proprietario, il prof. Aldo Maria Arena, è stato colui che, avendolo acquistato danneggiato dal terribile terremoto del 1915 e da altri guasti dovuti alla seconda guerra mondiale, ne ha curato un restauro di grande qualità, durato dal 1968 al ’75, riportandolo alla struttura di tipo federiciano.
Grazie a lui oggi possiamo ammirarlo in tutto il suo fascino. Il prof. Arena ha avuto per questo, dalla Comunità Europea, nel 1983, un riconoscimento molto ambito per il miglior restauro in Italia. La famiglia Arena vive nel castello, che è comunque visitabile.

Architettura del Castello di Pereto
Il mastio: cuore e simbolo del castello
Il Castello di Pereto si erge alla base del Monte Forcellese. Il mastio, a pianta quadrata, è la parte più antica e imponente: alto 27 metri e articolato su quattro piani. Al piano terra si trovavano corpo di guardia, magazzini e carceri; al secondo piano la sala di giustizia, al terzo la residenza signorile. Il quarto piano era destinato alla vedetta.
Le torri, l’ingresso nobiliare e le mura
Accanto al mastio si apre l’ingresso principale con lo stemma degli Orsini. Sul lato nord sorge la torre della Fuga, più bassa ma articolata su cinque piani. Una terza torre più piccola fungeva da collegamento difensivo.
Le mura sono alte e spesse, con camminamenti di ronda continui e beccatelli in pietra. L’insieme testimonia la trasformazione del maniero in castello recinto, oggi tra i meglio conservati dell’area.
Il giardino e il borgo fortificato
Un terrapieno con giardino completa il fascino della struttura. Le mura di cinta del borgo sono state restaurate all’inizio del XXI secolo, restituendo al paese l’aspetto originario.
La leggenda della marchesa del Castello di Pereto
Una marchesa Maccafini si innamorò del giovane Nacleto, scatenando la gelosia del marito che uccise il giovane. La donna, disperata, si tolse la vita.
Secondo la leggenda, nelle notti silenziose si ode il rumore di chiavi: sarebbero quelle della marchesa, condannata a vagare per amore.
Visitare il borgo fortificato di Pereto: informazioni utili
Il borgo medievale di Pereto è da visitare, così come la Chiesa di Santa Maria dei Bisognosi. Il panorama che si gode dal castello è di grande bellezza.
Per effettuare la visita della struttura bisogna chiedere il benestare dei proprietari Arena, persone cortesi che non hanno difficoltà nell’accogliere.
Il Castello di Pereto rientra nel progetto editoriale dedicato ai castelli e ai borghi storici della Regione Abruzzo raccontati da La Dolce Vita Magazine.


