Scopri il Castello di Roccascalegna in Abruzzo: storia longobarda, leggende e una vista unica sulla Maiella. Un gioiello tra cielo e roccia.
Castello di Roccascalegna Abruzzo: magia tra cielo e storia
Un castello fiabesco tra terra, cielo e Maiella
Il Castello di Roccascalegna è uno dei luoghi più suggestivi della Regione Abruzzo, insieme ad altri castelli e borghi fortificati raccontati da La Dolce Vita.
Immerso in un mondo fiabesco, quasi in sospensione, è tra le fortezze più affascinanti d’Abruzzo. Il castello, costruito su di uno sperone di roccia che diviene tutto con esso, in una posizione dominante sull’abitato e il massiccio della Maiella a proteggerlo, non crea frazionamento visivo, ma si fonde armoniosamente con il contesto che ne supporta la percezione di slancio verso l’ignoto. Arrivati al castello e poi in cima alla Torre, lo scenario della Valle del Rio Secco ci colpisce per la bellezza arcaica e un che di elegiaco e delicato, diffuso nel territorio.

Le origini longobarde del Castello di Roccascalegna in Abruzzo
Il castello in stile romanico affonda le sue origini nel periodo in cui i Longobardi combatterono contro i Bizantini per la supremazia del territorio; intorno al VII secolo, i Longobardi conquistarono l’Abruzzo, il Molise e altre regioni. Non a caso, furono proprio loro a dare origine a molte località con il nome ‘Fara’, che indicava il nucleo sociale, la stirpe o fara, cioè parentele tra famiglie. Più fare erano denominate centene, subordinate ai duchi. I Ducati hanno quindi origine longobarda. Il castello di Roccascalegna, edificato nel secolo XI, costruito su di una precedente torre di avvistamento longobarda, ne è una delle molteplici testimonianze.
Architettura militare e torri cilindriche del Castello di Roccascalegna
Le maggiori modifiche avvennero tra il 1500 e il secolo seguente, quando l’impiego delle armi da fuoco nei combattimenti rivoluzionò la strategia militare con il concetto che la difesa dagli attacchi nemici deve tener conto della tipologia delle costruzioni; e architetti del calibro del senese Francesco di Giorgio Martini compresero l’urgenza di particolari soluzioni geometriche, al di là di altri assetti come la composizione delle polveri da sparo; la geometria quale strumento utile per una difesa efficace: da qui l’uso sempre più frequente di torri cilindriche fornite di scarpa; seguendo il concetto del tiro di fiancheggiamento; la rotondità non favorisce l’incunearsi dei proiettili che tendono a slittare.
La pianta delle fortezze diviene in prevalenza poligonale, adattandosi alla conformazione del terreno per facilitare la visibilità da una torre all’altra del circuito, senza costringere chi è di guardia a sporgersi. Intorno alle fortezze verranno realizzati profondi fossati a difesa delle mura. Soluzioni che troviamo del tutto simili in molte zone d’Italia e non solo.
I feudatari del Castello di Roccascalegna: Annichinis, Carafa e de Corvis
Il primo feudatario del castello fu Annichino de Annichinis, soldato di ventura a seguito di Giacomo Caldora (1369-1439) che ne premiò valore e fedeltà. Annichino fu colui che edificò la prima torre circolare; i Carafa succeduti ai de Annichinis, e i subentranti de Corvis, apportarono altre modifiche.
Le mura furono riedificate più alte ma prive di merlatura. Ambedue le famiglie furono avversate dalla popolazione per leggi ingiuste e soprusi; molti furono i fatti di sangue. Gli ultimi proprietari i Nanni Croce (il più famoso in famiglia è stato il filosofo Benedetto Croce) nel 1985 lo donarono al Comune che provvide al restauro, essendo entrato in abbandono.
La leggenda dello ius primae noctis e il Barone Corvo
Quasi sempre i castelli hanno una o più leggende a loro attivo e Roccascalegna non fa differenza: si racconta che nel 1646 il barone Corvo de’ Corvis ripristinò l’abuso dello ius primae noctis, pretendendo che le giovani donne del borgo passassero la prima notte di nozze con lui, a meno che non fossero in grado di pagare una tassa, non a caso alta, sicché difficilmente la popolazione era in grado di versarla. Sembrava andare tutto per il meglio per Corvo.
Un giorno si presentò una coppia per ottenere il permesso di sposarsi; ma i soldi non erano sufficienti e dovettero accettare il sopruso. Ancora in abiti nuziali si presentò a lui la sposa, ma in realtà era lo sposo travestito: lo accoltellò buttandolo giù dalla torre. Qualcuno pensa che sia stata proprio la sposa, ma è difficile immaginare una donna avere la meglio su di un uomo e buttarlo dalla finestra. Nel tentativo di salvarsi Corvo si aggrappò con la mano insanguinata al muro della torre, ma cadde nel vuoto.
L’impronta della mano insanguinata si impresse sulla roccia ed è opinione condivisa nei secoli che qualunque tentativo di lavarla e/o occultarla sia risultato vano. Sembra che sia riapparsa chiaramente, nonostante il crollo dovuto alle bombe nel 1940, di uno sperone del castello. La leggenda ne è uscita rafforzata.
Cinema, serie TV e matrimoni tra le mura della fortezza
Il castello di Roccascalegna negli ultimi anni è divenuto location di film e serie televisive, acquistando visibilità e fama internazionale. La CNN gli ha dedicato uno splendido servizio specie sulla opzione molto frequente di celebrarvi matrimoni civili, grazie al prezioso scenario che offre.
Determinante è stato il regista Matteo Garrone che lo ha scelto quale ambientazione di parte del film Il racconto dei racconti. Vi sono state girate anche scene di esterni della serie tv Rai Il nome della Rosa. È divenuto elemento scenografico di videoclip musicali; sono molti i personaggi famosi che vi giungono per il fine settimana. E sono molti i servizi tv che lo propongono: Alle Falde del Kilimangiaro, Sereno Variabile, Linea Verde e non solo.
Eventi culturali al Castello di Roccascalegna in Regione Abruzzo
Lo spazio museale già di per sé interessante, è divenuto anche sede di spettacoli musicali: nel 2025 ci sarà la XXIX edizione del Roccascalegna in Festival, importante rassegna di musica classica, folk e di cantautori. Da sottolineare che da qualche anno, nella giornata di Pasquetta, spettacoli di falconieri, armigeri medievali, giocolieri e burattinai si dimostrano particolarmente allettanti e i bambini ( ma non solo) ne sono entusiasti.

Come arrivare al Castello di Roccascalegna in Abruzzo e cosa visitare
Si giunge attraverso una gradinata in pietra alquanto ripida, ricavata grazie a terrazzamenti inclinati sulla roccia; il panorama che ne consegue è suggestivo e la salita è denominata Belvedere panoramico; essa parte dal piano di San Pietro dove si erge l’omonima Chiesa di San Pietro, da visitare. Altri luoghi da considerare sono, oltre il Borgo medievale, la Chiesa di san Pancrazio, la Chiesa dei Santi Cosma e Damiano, l’Arca della Pace. Può risultare d’interesse la visita al micro birrificio Delphin che produce birra artigianale, ecologica.
I visitatori hanno valutato positivamente La Locanda del Corvo e il Panificio Il Barone, che, come suggerisce il nome, è anche un forno.
Il Castello di Roccascalegna è uno dei luoghi più iconici della Regione Abruzzo, insieme ad altri castelli e borghi fortificati raccontati da La Dolce Vita, come il Castello Ducale di Crecchio e Castel Camponeschi.