Castello Ducale di Crecchio: storia, leggende e Museo Bizantino dell’Abruzzo

Scopri il fascino del Castello Ducale di Crecchio in Abruzzo, un luogo ricco di storia e cultura con il Museo dell’Abruzzo Bizantino.

Castello Ducale di Crecchio in Abruzzo: storia, leggende e tesori del museo

Origini del Castello Ducale di Crecchio e la torre normanna

Il Castello Ducale di Crecchio rappresenta oggi uno dei poli culturali più affascinanti della Regione Abruzzo, grazie alle sue collezioni e al borgo che lo circonda.

Il castello Ducale di Crecchio, a 208 m.s.m., è ubicato a sud dell’antico abitato urbano. La posizione venne scelta per la sua importanza strategica, trovandosi tra i corsi d’acqua dell’Arielli e del Riopago.

Inizialmente era un’antica torre normanna, detta dell’Ulivo, costruita nel XII secolo. Si trattava di una torre di avvistamento più grande e più alta delle altre tre che seguirono. Intorno a questo corpo di fabbrica sorse il castello. Era formata da tre livelli. Fino al 1943 era sormontata da merli irregolari, con funzione difensiva.

Crecchio tra Medioevo e Rinascimento: trasformazioni architettoniche del castello

Le notizie storiche relative al castello sono lacunose. Nel 1633 lo studioso Scipione Paternò ne fece una descrizione, conservata negli archivi. Da essa si deduce la preesistenza della torre e che le trasformazioni avvennero a partire dal XV secolo. L’edificio venne trasformato in struttura abitativa.

Le modifiche furono progressive. In un primo momento si edificò il loggiato meridionale e il corpo di fabbrica occidentale. In seguito vennero aggiunti il loggiato superiore e il piano nobile della struttura limitrofa. La merlatura difensiva fu eliminata.

Le torri esposte a sud presentano caratteristiche tardo gotiche. Anche il perimetro murario e alcuni ambienti interni risalgono al XV secolo.

I De Riseis e i restauri: tra Settecento e terremoti

Nel 1789 il castello subì ulteriori modifiche ad opera dei proprietari, i De Riseis, che fecero coprire a tetto il camminamento merlato ricavandone un secondo piano. Il terremoto del 1881 distrusse la quarta torre, ricostruita in seguito.

Castello Ducale di Crecchio nel 1943: il rifugio della famiglia reale

Il castello è particolarmente noto per avere ospitato il 9 settembre 1943 re Vittorio Emanuele III, la Regina e il principe Umberto e dello Stato Maggiore in fuga da Roma.

Il giorno seguente la famiglia reale s’imbarcò nel porto di Ortona per raggiungere Brindisi, dove il re creò il regno del Sud che si ampliò lentamente, man mano che Alleati e resistenti italiani respingevano il nemico, fino al ricongiungimento con Roma.

Bombardamenti, restauri e ambienti storici del castello

Tra la fine del 1943 e l’estate del 1944 il castello venne pesantemente bombardato. Solo intorno al 1960 la Soprintendenza ai Beni Architettonici dell’Aquila decise di restaurarlo. Oggi è privo degli arredi originali.

Nella stanza che precede l’accesso alla torre normanna sono situati un letto a baldacchino simile a quello originario dei Duchi di Bovino e una cassapanca, nell’intento di ricostruire l’ambiente dove dormì Vittorio Emanuele III.

Una collezione di fotografie è esposta a testimonianza delle numerose visite del Principe Umberto II negli anni ’30, e della famiglia reale in fuga nel 1943. Interessanti in alcune sale teche di reperti archeologici. La torre De Riseis a piano terra conserva una volta a botte con stucchi tardo barocchi.

Architettura del Castello Ducale di Crecchio: mura, struttura e difese

Il castello ducale di Crecchio ha una pianta quadrangolare con quattro torri collocate agli angoli.

Le mura misurano circa un metro e ottanta di spessore, anche se in alcune zone scendono sotto il metro. I costruttori le realizzarono con pietrame squadrato su una sola faccia e blocchi di arenaria compatta squadrata agli angoli.

Struttura interna e sistemi difensivi medievali

Per entrare al piano terra bisognava passare da una botola collocata al primo piano. Questo ambiente serviva come deposito per i viveri. Al primo piano si accedeva solo tramite una scala a levatura, che i difensori ritiravano e chiudevano in caso di attacco.

Il piano superiore e l’area esterna di avvistamento si raggiungevano esclusivamente attraverso una scala a chiocciola in pietra, angusta, che saliva girando a destra. Le costruzioni militari adottavano questo accorgimento per costringere gli attaccanti a impugnare le armi con la mano sinistra, così da favorire chi difendeva il castello.

Museo Archeologico dell’Abruzzo Bizantino e Altomedievale

Il castello di Crecchio in quanto bene pubblico è sede del Museo Archeologico dell’Abruzzo Bizantino e Altomedievale.

Il Museo espone oggetti rinvenuti durante ricerche condotte dall’Archeoclub d’Italia sede di Crecchio da fine anni ’80 del secolo scorso, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica dell’Abruzzo, sul sito di una villa romano-bizantina scoperta in località Vassarella di Crecchio.

Oltre a notizie storiche sul castello, vi si possono ammirare reperti ostrogoti e longobardi che documentano la civiltà dell’Abruzzo bizantino, la guerra contro i goti e altre situazioni storiche riferite alla zona rivierasca tra VI e VII secolo.

Castello Ducale di Crecchio: sale museali, collezioni etrusche e percorsi nel borgo

C’è inoltre la sala Alberto Carlo Fraracci interessante con la sua collezione etrusca, “Etruschi in Abruzzo”. C’è infine una straordinaria documentazione fotografica che mostra come la presenza di sovrani, principi e personalità sia stata molto frequente nel castello.

Il borgo medievale di Crecchio affascina i visitatori e merita una visita, così come il Parco dei Mulini e la Villa romana in località Vassarella.

Il Castello è accessibile per i diversamente abili.

Leggende del Castello Ducale di Crecchio: fantasmi, torri e antiche presenze

Dall’antica torre di avvistamento, detta anche Torre dell’Ulivo, molti sostengono di avvertire presenze e udire lamenti. I suoni sembrano provenire dalle mura. Secondo la tradizione, un proprietario del castello usava l’antica torre per decapitare i suoi oppositori. Con l’avvento della famiglia De Riseis il clima cambiò. Per portare un segno di pace, essi piantarono un albero di olivo sulla sommità della torre.

Un’altra leggenda riferisce che si odono i passi dei fantasmi del De Riseis e della sua bellissima amante e anche che se ne intravedano le ombre vagare nelle stanze del Castello, come in volo.

di Gabriella Izzi Benedetti

La Redazione de La Dolce Vita
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