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CELEBRAZIONE DELLA VI EDIZIONE DELLA FESTA DEL SANT’ANTONIO

Neanche la pioggia e il freddo sono riusciti a fermare la celebrazione del Sant’Antonio, promossa dall’Associazione Fontevecchia a Borgo Case Troiano e giunta alla sesta edizione. Come da tradizione, dopo la Santa Messa, si è svolta la benedizione dei pani e degli animali, che poi ha lasciato spazio alla rappresentazione dell’eterna lotta del Santo contro il diavolo e le sue tentazioni, accompagnata dai canti abruzzesi, curata dal Gruppo Sant’Antonio Acli di Scafa.

“Rivive una manifestazione che fa parte delle nostre radici e della nostra memoria, ma che in molti casi si sta perdendo – ha spiegato il presidente dell’Associazione Fontevecchia Luciano Troiano –. Il nostro obiettivo è il recupero e la gelosa conservazione di quelle tradizioni e di quelle feste calendariali che nel secolo scorso hanno scandito la vita dei nostri nonni. Per questa ragione abbiamo voluto realizzare l’evento nonostante il maltempo, piuttosto che annullarlo com’è accaduto altrove, perché si tratta di una festa devozionale che nei tempi antichi si svolgeva in qualunque condizione meteorologica, rispettando la data del 17 gennaio”. Ad aprire le celebrazioni, a partire dalle 18, è stata l’esposizione delle tipiche coperte di lana abruzzesi, bianche e marroni o color amaranto, le ‘tarantine’ poiché prodotte a Taranta Peligna, assieme all’allestimento, all’interno della chiesa della Santissima Trinità, dell’altare devozionale dedicato a Sant’Antonio con l’immagine del Santo circondata da arance e ceri. Quindi la celebrazione della Santa Messa celebrata da Don Manuel, seguita dalla benedizione dei pani, ciascuno dei quali è stato poi distribuito tra i presenti, pane che la tradizione vuole sia consumato proprio nella giornata dedicata al Santo. Subito dopo, sempre all’interno della chiesa, si svolta la benedizione degli animali portati dai fedeli, per poi lasciare spazio alla rappresentazione delle Tentazioni di Sant’Antonio curata dal Gruppo Sant’Antonio Acli di Scafa. Tra le note de lu’ ddu’ bbotte e dei ‘vurra vurra’ i ‘Sant’Antoniari’ hanno fatto rivivere le mitiche tentazioni del santo, giocate tra sacro e profano, tentazioni che culminano con l’apparizione del Diavolo che si rivela, ma che alla fine il Santo riesce a sconfiggere, facendo prevalere la fede, con l’aiuto dell’Arcangelo Michele. Tra canti e poesie abruzzesi, recitate rigorosamente in dialetto dal cantastorie Pietro D’Alimonte di Roccamorice, la serata si è chiusa con la distribuzione de Lu’cumplimend’, ossia la minestra di legumi, salsicce e patate, vino rosso caldo con spezie e li cillitt’, dolce tipico a forma di uccellino preparato con ripieno di marmellata d’uva e mosto cotto.

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