Cena Ecumenica 2025: L’Accademia celebra la cucina della tradizione abruzzese

Gli arrosti, gli umidi e i bolliti protagonisti della Cena Ecumenica 2025

Gli Accademici di tutto il mondo si sono idealmente riuniti alla stessa tavola per celebrare la Cena Ecumenica 2025, dedicata al tema “Gli arrosti, gli umidi e i bolliti nella cucina della tradizione regionale”. L’incontro ha offerto un viaggio nelle radici della cultura gastronomica italiana, valorizzando le peculiarità territoriali e il legame profondo tra storia, comunità e cucina.

Il dibattito sulla tradizione gastronomica abruzzese

Il confronto accademico, promosso dal Delegato Giuseppe Di Giovacchino insieme ai vice delegati Vincenzo D’Antuono e Gianfranco Falcone, con il contributo del relatore Ugo Ciavattella, ha messo al centro la ricchissima tradizione gastronomica abruzzese. Quest’ultima si distingue per l’uso sapiente delle carni e per la varietà delle tecniche di cottura, eredità di un’antica cultura agro-pastorale.

Un menu simbolo di autenticità e convivialità

In qualità di Simposiarca, l’Accademica Alessandra Di Pietro ha ideato un menu ampio ed equilibrato, capace di raccontare l’identità della provincia di Pescara e dell’intero Abruzzo. I piatti proposti hanno rappresentato una cucina di condivisione, familiare e comunitaria, in cui la qualità della materia prima e la creatività nella semplicità diventano elementi essenziali.

La Cena Ecumenica 2025: Un evento di amicizia e territorio

L’incontro si è svolto in un clima di sincera convivialità presso lo storico ristorante Lu Piatte Calle, luogo simbolo della tradizione abruzzese.
Tra gli ospiti erano presenti il sindaco di Pianella Teddy Manella e il suo vice Davide Berardinucci, accolti calorosamente dagli Accademici. Erano inoltre presenti numerosi rappresentanti del Rotary Club Terra dei Vestini, dei Lions Club Pescara Host e Lions Club Montesilvano, uniti dall’amore per il territorio.
A completare la serata, anche le rappresentanti della Fidapa BPW Italy Sezione Pescara, che hanno condiviso valori di cultura, solidarietà e impegno comunitario.

Tradizione e vini abruzzesi d’eccellenza

La brigata di cucina, guidata con passione dallo chef Giuseppe Di Tonto e dal direttore di sala Piero D’Angelo, ha realizzato il menu con grande maestria. Inoltre, ogni piatto è stato preparato con cura, rispettando le tradizioni e valorizzando ingredienti autentici del territorio abruzzese.

Dalla cantina, poi, sono stati serviti i rinomati vini Lampato, Cerasuolo, 28 Quintali e Pecorino Spumante, simboli indiscussi della qualità enologica regionale. Queste etichette, infatti, hanno accompagnato con eleganza i piatti, esaltandone aromi e consistenze in un perfetto equilibrio di sapori.

Come ricordava Plutarco, “non ci invitiamo a mangiare e bere semplicemente, ma a mangiare e bere insieme”. Questa riflessione, ancora oggi attuale, sottolinea l’importanza del convivio come momento di condivisione autentica e di reciproca appartenenza.

Infine, l’Accademia Italiana della Cucina, fondata da personalità di altissimo spessore culturale come Orio Vergani e Dino Buzzati, continua a celebrare tale principio.
Attraverso eventi come la Cena Ecumenica, infatti, l’Accademia rinnova il suo impegno nel promuovere l’amicizia, la cultura gastronomica e le tradizioni italiane.

La Redazione de La Dolce Vita
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