CHIESA E CRISTIANI UCCISI

Uno dei più grandi e popolosi paesi dell’Africa è la Nigeria che peraltro vanta una discreta ricchezza in materie prime e non sembra essere quindi un paese derelitto da scarsità economiche e sfortune geografiche. Tuttavia la Nigeria rappresenta per noi un problema di non poco conto se pensiamo che gli immigrati che provengono da lì attecchiscono da noi non per essere delle salutari risorse lavorative bensì per entrare nel circolo di una mafia ben più criminale delle nostre che, oltre gestire il subappalto del caporalato periferico degli spacciatori senza scrupoli, gestisce l’ampio giro di prostituzione delle loro connazionali oltre che il traffico di organi espiantati di ragazzi e bambini che molto spesso spariscono dagli orizzonti e dalle nomenclature dei registri d’arrivo. Ma quelli che rimangono nel loro paese non sono poi tanto più teneri nei confronti di chi professa la nostra religione, considerati una ostile carne da macello a buon mercato e la Nigeria è tra cinque paesi sotto osservazione di “Aiuto alla chiesa che soffre” quello con la peggiore forma di persecuzione. Quando nel 2014 Boko Haram aveva conquistato un grande territorio circondando l’area di Maiduguri, la conferenza episcopale nigeriana aveva proposto ed offerto ai suoi sacerdoti di abbandonare momentaneamente l’area e i suoi fedeli. Boko Haram è un gruppo islamico salafita, in pratica un movimento religioso fondato da Yusuf Mohammed, impegnato nell’insegnamento del profeta e del jihad (guerra santa) che cerca di contrastare il cristianesimo e tutto ciò che riguarda la civiltà occidentale (democrazia, educazione, cultura). E padre Joseph Fidelis non ha abbandonato il suo popolo cristiano, considerato propalazione della religione dell’ ”uomo bianco, infedele” ed è rimasto in Nigeria nonostante l’aperta dichiarazione di guerra se non proprio pulizia etnica che sta conducendo verso di loro il desideroso califfato musulmano con a capo Abubakr Shekau. E da una sua intervista recente escono fuori fatti veramente sconcertanti non tanto per la loro gravità quanto per l’enorme coltre di silenzio che grida dolore e disapprovazione dei nostri governanti e soprattutto della Chiesa romana. E parla di persecuzione, emarginazione, aggressioni fisiche, attentati nei villaggi fino a veri e propri massacri come quello di Agatu, che subiscono i cristiani che non hanno più alcuna certezza di svegliarsi il mattino successivo per i rapimenti, mutilazioni degli agricoltori, conflitti intertribali ed atti terroristici in aumento. E la cosa più triste di fronte a questa quotidiana tragedia è che nessuno sottolinea mai che si tratta soprattutto di una persecuzione “islamica” perché a livello globale c’è il timore di essere etichettati come “islamofobi”, tanto in Europa che in America ove si promuove la globalizzazione ma si occultano questi scempi perché si teme di essere malvisti. E in un articolo di qualche tempo fa sullo “SpectatorDouglas Murray ( il celebre scrittore de “La strana morte dell’Europa”) si domandava chi proteggerà i cristiani nel Nord-Nigeria e padre Fidelis non nasconde il suo sconcerto “solo Dio può proteggere i cristiani. Troppo pochi sono disposti a fare qualcosa per noi il che è scoraggiante e vergognoso, persino da parte di quelli che crediamo siano i nostri fratelli cristiani a livello nazionale e internazionale…Oggi tutti sembrano disposti a sostenere qualsia battaglia, ma per i cristiani perseguitati non c’è tempo. Siamo lasciati soli al nostro destino. Ci sentiamo abbandonati, emarginati, esclusi in particolare dal cristianesimo romano cioè da quello con cui pensi di condividere la stessa fede ma incapace di condannare, immerso nel “mito” di un desiderato interculturalismo che ogni giorno continua a mietere vittime sempre dalla stessa parte”. Ma la Chiesa bergogliana continua la sua “unica battaglia” anche oggi dal messaggio natalizio del Papa che parla di immigrati come vittime dell’ingiustizia ma non dei cristiani dell’altro mondo come vittime di persecuzioni. Perché due pesi due misure? Ma chi crede veramente che un sincretismo religioso sia ancora possibile se mai lo sia stato? Ma chi crede veramente che l’arrendevolezza di questa Chiesa sia l’unica carta moneta di scambio con chi distrugge i nostri luoghi sacri, chi pretende la costruzione di moschee nelle nostre terre, chi predica l’odio e la persecuzione della nostra gente e del nostro credo costringendoci a coprire i nudi d’arte, togliere il vino ed il maiale dalle nostre mense a non esporre i nostri simboli perché offensivi nei loro confronti? E quale potrebbe essere stato l’evento o l’occasione che dimostri la loro condivisione e rispetto nei nostri confronti? Sarò distratto ma non ne vedo neanche l’ombra. Sarà che accogliendoli mitighino le loro pretese accordandosi per una civile convivenza o sono sotto gli occhi di tutti i delitti nei nostri confronti delle seconde e terze generazioni? Cara Chiesa insieme a tutti i tuoi grandi esponenti una domanda e una semplice preghiera da parte di un credente d’antan che ha sempre vissuto la grandezza di una religione che ha fatto dell’umanizzazione divina il suo più grande Valore e la più vera grande rivoluzione dell’umanità nel senso del rispetto e dei diritti tanto che lo scandire del nostro calendario nel mondo parte dai suoi natali e non esiste nella storia una rivoluzione che ha dato frutti così grandi. Ma come avete potuto in pochi anni minare e intorpidire questo patrimonio e soprattutto in nome di cosa? La globalizzazione e l’apertura incondizionata dei mercati presuppone un livello culturale molto più elevato ed una buona conoscenza delle regole di interscambio perché i nostri prodotti abbiano successo, proteggendoli da volgari imitazioni. Nessuna mente umana può sopravvivere alla perdita della sua identità, senza punti di riferimento come il divenire non può prescindere dall’essere, nel nome di quella disciplina che si chiama “etica”. Da sempre il potere temporale è distinto dal potere spirituale. Dal primo non saremo mai immuni dal secondo possiamo esserlo non essendo la nostra religione una “teocrazia”. Non è forse questa la più grande libertà alle nostre latitudini? Ma la libertà non potrà mai esistere ed inverarsi senza regole stabilite pena il trasformarsi in “anarchia esistenziale”. Certamente la Chiesa sta attraversando uno dei momenti più drammatici della sua storia, una crisi di sistema che ha portato alla luce tutti i fuochi sotto la cenere: la pedofilia del clero, la mala gestione delle sue finanze che va dal discutibile utilizzo degli oboli di San Pietro a strani e costosi investimenti edilizi all’estero, la profonda crisi vocazionale che ha decimato l’esercito sacerdotale, la crepa oramai insanabile fra chi negli abiti talari ama conservare e chi ama fare qualcosa di diverso nel nome dell’ “Ecclesia semper reformanda est”. Qui il punto cruciale! Tutte le trasformazioni della Chiesa, per quanto vissute dal sottoscritto dopo il “Concilio vaticano II”, avevano come base encicliche dogmatiche ed indiscutibili come l’“Humanae vitae” o “Veritatis splendor”. In pratica punti fermi che durante le tempeste rappresentano boe di ancoraggio. Ma la Chiesa bergogliana ha deciso che le boe non devono esistere: tutti a mare e si salvi chi può! La Chiesa deve scendere nell’agone politico non più come semplice “indirizzo” (Grande Errore: preparare l’anima è la carte vincente per dirigere il corpo!) ma come un vero e proprio partito politico che ha diritto di dire la sua in merito all’accoglienza degli immigrati, alle crisi industriali, ai diritti delle minoranze, molto più vicina alla propaganda di una “sinistra” che difende i centri sociali riallacciando di persona le utenze elettriche non solute, la gestazione per altri, le famiglie allargate purché vi sia amore, colpevolizza il capitalismo che ha prodotto vera ricchezza e salvato molte vite dalla fame fino a Papa Francesco che afferma all’Accademia pontificia “Meglio essere gay che sovranisti”. E qui tocchiamo il fondo raschiando una padella che non ne ha più. Ma qual era il peccato di Sodoma? Il Dio dell’Antico Testamento fece piovere zolfo e fuoco sulla città distruggendola non perché “gli uomini di Sodoma erano perversi e peccavano contro il Signore” ma perché la loro perversione, secondo i nuovi teologi di Bergoglio, era la difesa dei confini, il rifiuto di accogliere gli immigrati, in altre parole erano “sovranisti” ed a seguire l’anatema del vescovo di Mazara del Vallochi è con Salvini non può dirsi cristiano”. Sodoma trasformata in “un caso di porti chiusi ante litteram”. In un attimo distrutta l’esegesi del Nuovo e Vecchio Testamento: nuova Chiesa presuppone “nuova dottrina”! Poche parole per distruggere due millenni di certezze, alla faccia di San Tommaso d’Acquino con la sua teoresi scientifica sull’esistenza di Dio! Sulla gravità dell’atto omosessuale si erano espressi, fra i tanti, l’apostolo Paolo escludendo i sodomiti dal novero di coloro che erediteranno il Regno dei Cieli, il Concilio di Trento e Giovanni Paolo II, che nell’enciclica “Veritatis Splendor” inserì la sodomia tra gli “atti irrimediabilmente cattivi”. Non sono contro il celibato sacerdotale perché credo nella possibile “sublimazione” della sessualità secondo le categorie freudiane ma credo siamo giunti alla impellente necessità di avere altri “sacerdoti” che rimpinguino le fila di questa legione semidistrutta e sinceramente forse un esponente della società civile che abbia a caro la sua dottrina evangelica con una minima essenziale preparazione teologica possa sostituire certi sacerdoti che cantano “Bella ciao” durante la messa, trasformano i luoghi sacri come centri di accoglienza con brandine alla bisogna senza nessuna adeguata prospettiva di una vera vita migliore, pensando che un bagno nella sua piscina possa mettere fine allo sfruttamento dei poveri immigrati (Don Biancalani) o addirittura anche arcivescovi come a Palermo durante la messa di Natale con l’esposizione di un “bambinello nero” a ricordare l’accoglienza agli immigrati, almeno il Neonato continua, a prescindere dal colore della pelle, ad essere simbolo di cristianità, diversamente dall’accoglienza in Chiesa di simboli neo pagani come la statua lignea di Pachamama. Credo sia giunto il momento per lo zoccolo duro del credo cristiano di entrare a partecipare in una Chiesa che sconfina nel profano non vedendo alcuna ragione plausibile per cui il profano non possa entrare nel sacro. Armiamoci e partiamo e nel secolo delle “Okkupazioni” rioccupiamo le nostre chiese! Un invito a tanti.

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