Chiese Aperte in Abruzzo torna dall’8 al 10 maggio con un programma che unisce tutela, memoria e scoperta del territorio. Questa edizione accende i riflettori sulle chiese ferite dal terremoto, sui luoghi francescani e sui piccoli borghi che custodiscono una parte preziosa dell’identità regionale.
L’iniziativa nazionale di Archeoclub d’Italia dedica la XXXII edizione all’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco. Tuttavia, in Abruzzo il calendario assume un significato ancora più forte. Da una parte mette al centro il patrimonio da recuperare. Dall’altra restituisce attenzione a siti che, dopo anni difficili, tornano a parlare alla comunità.
Chiese Aperte in Abruzzo accende i riflettori su Chieti
Il primo appuntamento abruzzese più atteso è in programma giovedì 8 maggio a Chieti. Nel salone della Prefettura, a partire dalle 17.30, sarà presentato il progetto di restauro della chiesa di San Francesco d’Assisi detta “al Corso”, in concomitanza con l’avvio dei lavori.
Si tratta di un passaggio importante per la città. Infatti San Francesco al Corso non è soltanto uno dei luoghi religiosi più riconoscibili del centro storico, ma rappresenta anche una delle testimonianze più significative della storia artistica e urbanistica teatina. Chiusa dopo i danni del sisma del 2009, la chiesa torna così al centro dell’attenzione pubblica, non solo come edificio da recuperare, ma come simbolo di identità e continuità.
Secondo quanto annunciato, alla presentazione interverranno il Prefetto di Chieti Silvana D’Agostino e la soprintendente Chiara Delpino, insieme ai funzionari coinvolti nel progetto. Sarà quindi un momento istituzionale, ma anche culturale, perché permetterà di raccontare il valore storico di un luogo che, dopo l’attigua cattedrale di San Giustino, occupa un posto di primo piano nel patrimonio cittadino.
Da Peltuinum a San Giuliano, il 10 maggio guarda a de L’Aquila
Il cuore di Chiese Aperte in Abruzzo arriverà però domenica 10 maggio, con un itinerario che avrà uno dei suoi momenti più suggestivi nell’area archeologica di Peltuinum, a Prata d’Ansidonia.
La mattina si aprirà alle 9.45 con la visita guidata alla chiesa di San Nicola di Bari. Successivamente, alle 11.00, l’appuntamento sarà davanti alle mura dell’antica città di Peltuinum, da cui partirà una breve passeggiata verso la chiesa di San Paolo di Peltuinum, restituita alla comunità dopo il restauro post sisma.
È proprio questo uno dei passaggi più intensi dell’intero programma. San Paolo di Peltuinum, infatti, non rappresenta solo una meta culturale. È anche il segno concreto di una rinascita. Visitare oggi questo luogo significa ritrovare un frammento di memoria collettiva e, allo stesso tempo, osservare da vicino il rapporto tra paesaggio, archeologia e spiritualità.
Nel pomeriggio il percorso proseguirà a L’Aquila, con le visite guidate al convento dei Frati Minori di San Giuliano, in programma alle 16.00, 17.00 e 18.00. Il complesso, particolarmente caro agli aquilani, custodisce opere d’arte e una storia profonda, immersa in un contesto naturale di grande fascino. Non a caso questo appuntamento assume un valore ulteriore nell’anno in cui L’Aquila è Capitale italiana della Cultura 2026.
I borghi protagonisti di Chiese Aperte in Abruzzo
Accanto a Chieti e all’area aquilana, il programma valorizza altri centri della regione. Ed è proprio qui che l’iniziativa mostra il suo volto più coerente con la missione di Archeoclub d’Italia.
A Città Sant’Angelo saranno protagoniste la Chiesa Conventuale di Santa Chiara e la Chiesa di San Francesco nel centro storico. Nel borgo di Guardiagrele, invece, l’attenzione si concentrerà sulla Chiesa conventuale dei Santi Francesco e Nicola Greco. A Morro d’Oro, inoltre, si potranno conoscere la Chiesa di Santa Maria di Propezzano e l’ex Convento di Sant’Antonio. Inoltre, il percorso toccherà anche Moscufo, con la Chiesa di Santa Maria del Lago, e Spoltore, dove sarà possibile riscoprire il Convento francescano di San Panfilo fuori le mura. Questi luoghi sono indicati da Archeoclub d’Italia tra gli appuntamenti abruzzesi della manifestazione.
Un’edizione che parla di fede, arte e ricostruzione
Questa edizione di Chiese Aperte non invita soltanto a visitare delle chiese. Invita, piuttosto, a leggere il territorio attraverso le sue ferite e la sua bellezza. In Abruzzo questo messaggio risuona con particolare forza. Qui il patrimonio religioso non è mai solo monumento. È memoria viva, è tessuto urbano, è racconto di comunità.
Per questo il calendario tra l’8 e il 10 maggio assume un valore speciale. Da Chieti, dove si presenta un restauro atteso da anni, fino a Peltuinum, dove una chiesa torna finalmente alla comunità, Chiese Aperte in Abruzzo diventa un invito concreto a rientrare nei luoghi, a conoscerli meglio e a considerarli parte del nostro presente.
Nel contesto nazionale, la manifestazione mette in rete 44 siti inediti dedicati in gran parte all’universo francescano. In Abruzzo, però, questa rete si intreccia con qualcosa di ancora più profondo: il bisogno di custodire, raccontare e restituire senso ai luoghi che hanno attraversato il tempo, i terremoti e la ricostruzione.