Tra Onde e Tabacco: il mio racconto di una serata sorprendente a Città Sant’Angelo

Una serata tra sigari, vino e racconti: nasce il Cigar Club a Città Sant’Angelo. Scopri luoghi, sapori e storie tutte da vivere.

Cigar Club Città Sant’Angelo: racconto di una serata speciale

Tutto è iniziato da una chiacchierata inaspettata

Durante l’inaugurazione di un evento, ho avuto il piacere di conoscere il sindaco di Città Sant’Angelo, Matteo Perazzetti. Giovane, diretto, appassionato. Ci siamo ritrovati a parlare del più e del meno, quando all’improvviso ha rivelato un lato personale e inaspettato: “Amo il cibo, il buon vino… e i sigari.” Mi ha raccontato della volontà di far rinascere un club che un tempo animava il borgo. Da quella chiacchierata sono stata invitata a una serata speciale: “Tra Onde e Tabacco”, evento di fondazione del nuovo Cigar Club a Città Sant’Angelo.

Cigar Club Città Sant’Angelo: un posto che parla da solo

L’appuntamento si è tenuto presso Fondaci Coppa Zuccari, nel cuore del centro storico. Non ero mai stata lì prima. Mi ha accolta un atrio raccolto e suggestivo, con un antico pozzo centrale attorno al quale si muovevano con discrezione volti noti e sconosciuti. Mi ha stupita scoprire che molte persone che conoscevo condividevano una passione a me del tutto estranea: quella per i sigari.

La struttura, da poco restaurata, è un piccolo gioiello. Archi in pietra, luci calde, dettagli curati. Niente di artificiale. Lì dentro, tutto sembrava sospeso tra passato e presente. E in un mondo dove tutto corre, fermarsi in un luogo così autentico ha avuto un effetto quasi terapeutico.

Vino, racconti e una cena che scalda l’anima

Dopo l’aperitivo con finger food e la presentazione ufficiale del club, ci siamo spostati all’interno per la cena. A cucinare c’era Matteo Mazzocco, uno chef giovane e creativo che ha messo nei piatti sapore e identità. Non solo cucina, ma pensiero. A ogni portata, il sindaco ha illustrato con entusiasmo l’abbinamento enologico scelto, supportato con maestria da due sommelier d’eccezione: Domenico Carpinone e Marco Di Giacinto. I vini della cantina Santone hanno accompagnato con eleganza l’intera esperienza culinaria. Ogni assaggio ha raccontato una storia. Ogni calice ha esaltato il piatto con cui si accompagnava, rendendo la cena un vero e proprio viaggio sensoriale.

Cigar Club Città Sant’Angelo
Marzia Falcone con i sommelier Marco e Domenico

Cigar Club Città Sant’Angelo: sigari e storie che non ti aspetti

Durante la serata ho avuto anche modo di scambiare qualche parola con Terry Nesti, dell’area eventi di Manifatture Sigaro Toscano. Non c’è stato tempo per una chiacchierata lunga, ma è bastato poco per accorgermi che dietro quel prodotto – che fino a quel momento avevo guardato con totale disinteresse – si nascondeva un mondo. Un mondo fatto di gesti, di storia, di donne.

Cigar Club Città Sant’Angelo
Terry Nesti

Le sigaraie: mani che parlano e lottano

Una delle storie che mi ha colpita di più è quella delle sigaraie. Donne che, in un’Italia ancora lontana dall’uguaglianza, riuscirono a entrare nel mondo del lavoro a testa alta. Parliamo di oltre cent’anni fa. A Firenze, nei primi del Novecento, la Manifattura Tabacchi dava lavoro a migliaia di donne: madri, operaie, combattenti silenziose.

Furono loro a introdurre, pensate un po’,  i primi asili nido sul luogo di lavoro. In tempi in cui la maternità veniva spesso vista come un ostacolo, queste donne ottennero uno spazio sicuro per i loro bambini. Una rivoluzione sociale, prima ancora che sindacale.

Il loro lavoro era duro: giornate lunghe fino a 14 ore, controlli severi per evitare il furto dei preziosi sigari. Ma anche in quelle condizioni, lo spirito di gruppo non mancava mai. Chi non riusciva a raggiungere la quota minima giornaliera veniva aiutata dalle colleghe con il “prestito di sigari”, un gesto che salvava posti di lavoro e restituiva umanità.

Il gesto che diventa arte

E poi c’è la lavorazione. Lì ho capito perché un sigaro non è solo un sigaro. Le sigaraie, dopo 18 mesi di apprendistato, riescono a confezionare fino a 520 pezzi al giorno, tutti fatti a mano. Ogni sigaro è diverso dall’altro. Non esistono repliche. E forse è proprio questo che li rende affascinanti: ogni esemplare è unico, come chi lo realizza. Un gesto antico, preciso, tramandato. Un’arte che parla di pazienza e passione.

Cigar Club Città Sant’Angelo
Cioccolato a scaglie

Un dolce finale, tra scaglie e pensieri

Dopo il gelato, fresco ed equilibrato,  è arrivato il colpo di scena, soprattutto per me che ho una forte passione: scaglie di cioccolato fondente tagliate a mano, servite in modo semplice e diretto. Nessun artificio, solo gusto intenso e persistente.

La serata si è chiusa con la degustazione di due sigari italiani, per chi desiderava vivere fino in fondo l’esperienza del club. Io ho osservato da spettatrice curiosa, con il rispetto di chi sta entrando in un mondo che non conosce ancora, ma che comincia ad affascinarla.

Luciano D’Angelo mostra il sigaro italiano

Grazie, sindaco

Rientrando a casa, ho riflettuto su quanto sia stato prezioso quell’invito. Grazie al sindaco Matteo Perazzetti, ho potuto scoprire un universo fatto di storie, gusto, tradizione e cultura. Non so se inizierò a fumare sigari, ma so di aver vissuto una serata che porterò nel cuore. Una serata tra onde… e tabacco.

 

Il menu della serata

di Marzia Falcone

La Redazione de La Dolce Vita
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