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“CITTA’ PER VIVERE”

La Riserva Naturale Regionale Guidata “Borsacchio”, sebbene fortemente ridimensionata, non è stata ancora attivata dal Comune di Roseto rendendola fruibile ai Cittadini e ai turisti, mentre la Regione Abruzzo in questi anni non ha mosso un dito. La gestione della Riserva, attualmente affidata al Comune di Roseto degli Abruzzi, non ha elaborato il previsto progetto pilota di gestione finalizzato all’occupazione di disoccupati ed inoccupati e non ha definito l’organo di gestione, predisponendo il regolamento di esercizio, con particolare riguardo alla regolamentazione delle visite turistiche, l’osservazione naturalistica e la ricerca scientifica, nonché i divieti specifici. La ingiustificata “riperimetrazione” dei confini della Riserva Naturale Regionale Guidata del Borsacchio è stata approvata dal Consiglio Regionale con una maggioranza “trasversale e concorrente” formata dal centrodestra e dal PD, e la responsabilità di quanto è accaduto e sta accadendo, anche in questi giorni, alla “Riserva”, riguarda il comportamento omissivo assunto sin dall’inizio dalle Amministrazioni Comunali di Roseto e Giulianova e della Provincia di Teramo che non hanno mai voluto provvedere per quanto di loro specifica competenza alla elaborazione di un progetto pilota di gestione finalizzato all’occupazione di disoccupati ed inoccupati, alla istituzione dell’Organo di gestione e all’adozione del Piano di Assetto Naturalistico della Riserva. Non è stato affatto “disinteressato” sul piano amministrativo e urbanistico che i Comuni di Roseto e Giulianova nei loro atti deliberativi e il Consiglio Regionale con la Legge di riperimetrazione abbiano escluso diverse aree di particolare pregio ambientale e naturalistico, aree prospicienti a Sud e a Nord la foce del Borsacchio, parte della Pineta Mazzarosa e l’intera zona del Parco del Quartiere dell’Annunziata di Giulianova. In tale contesto “procedurale”, il Comune di Roseto, dopo l’uscita dalla Riserva da parte del Comune di Giulianova, aveva ed ha ancora il compito di provvedere alla adozione definitiva del Piano di Assetto Naturalistico che deve essere adottato e approvato dall’attuale Consiglio Comunale, il quale è tenuto a predisporre il regolamento ed il Programma pluriennale di attuazione. Siccome però l’Amministrazione Comunale di Roseto non ha provveduto agli adempimenti stabiliti dalla legge, la Giunta regionale si deve assumere la responsabilità di procedere alla gestione in via provvisoria della Riserva attraverso l’Ufficio tutela e valorizzazione delle aree protette. Per tutti gli adempimenti previsti dalla Legge, la Giunta Regionale ha destinato un finanziamento complessivo di 250.000 euro, una parte dei quali pari a 50.000 euro sono già stati utilizzati dalla precedente Amministrazione Comunale di centrosinistra, purtroppo senza risultati positivi per i Cittadini e senza che la Riserva fosse attuata e potesse effettuare i suoi primi passi. E per questo sperpero di denaro pubblico sarebbe auspicato un intervento della Corte dei Conti. Nessuno di coloro che avrebbero dovuto attuare e applicare la Legge istitutiva della Riserva Naturale del Borsacchio lo hanno fatto, e così sono inutilmente trascorsi ben dieci anni dal lontano 2005. Le istituzioni di vigilanza della Regione Abruzzo hanno il “dovere” di “intervenire”, poiché “è chiaro a tutti” che le istituzioni pubbliche indicate dalla Legge non hanno tutelato e salvaguardato, come invece sarebbero stati tenuti a fare, un bene pubblico loro affidato.

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