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Come uscire dal lockdown “arricchiti”

Il periodo del lockdown è stato vissuto con grande apprensione, ma grazie a Isa Maggi, è stato anche un momento di crescita e arricchimento.

Sulla piattaforma #STATIGENERALIDONNE ON LINE, dal 27 febbraio 2020 si sono succeduti più di 130 incontri con illustri interlocutori tra esperti e uomini e donne delle istituzioni provenienti da tutt’Italia e dall’Europa, sviluppando un confronto costruttivo.

CHI E’ ISA MAGGI?

Isa è una Donna di grande valore ed esempio per tutti. Realizzata sia nell’ambito professionale (gestisce un avviato studio di commercialista a Pavia, dove abita) sia nell’ambito familiare (ha avuto 4 figli).

La sua generosità d’animo l’ha portata ad allargare la sua sfera di azione attraverso la fondazione nel 2014 degli “Stati Generali delle Donne”, movimento apartitico e trasversale da lei ideato e costruito grazie al coinvolgimento di più di 100 associazioni e imprese.

Ampliato il 27 giugno 2020 con la realizzazione di “Alleanza per le donne”, per raggiungere gli obiettivi comuni e condivisi grazie ad una RETE che crei massa critica più pesante.

WEBINAR SULLA COMUNICAZIONE

Sono riconoscente ad Isa per aver inserito tra gli incontri una tematica che mi sta particolarmente a cuore. Sono state, infatti, negli anni, ben 4 le edizioni del concorso fotografico nazionale, indetto dalla Commissione pari opportunità regionale, dal titolo “Uno scatto di dignità” attraverso il quale si è voluta focalizzare l’attenzione sulla necessità di una rappresentazione plurale della figura femminile e l’abbattimento degli stereotipi che la vorrebbero relegare in ruoli non esaustivi delle sue potenzialità e valori.

PROPOSTE
• Per raggiungere questi obiettivi è indispensabile mettere in atto interventi formativi rivolti ad autori, giornalisti, registi e in generale su tutte quelle professionalità (interne ed esterne) che operano per Rai ad ogni livello, sia sugli aspetti normativi e regolatori che sulla media education improntando tutto ad un’ottica di genere;
• l’ATTUAZIONE della policy di genere nella televisione di stato introdotta a partire dal 2011 e in vigore nel Contratto 2018-2022 , per superare l’impasse che perdura da 10 anni;
• l’adozione di un Codice deontologico “Donne e Media”, al pari di quanto esistente negli Stati-Membri dell’Unione Europea, valido per l’intero comparto dei media;
• l’insediamento di un Comitato Donne e Media, in linea con gli altri paesi europei, come documentato dal libro bianco del Censis, “Women and media in Europe”, attraverso cui promuovere specifiche iniziative di formazione e diffusione del punto di vista di genere nei diversi settori della comunicazione;

Queste proposte sono state attentamente ascoltate e commentate dalla bravissima e, come sempre, calorosamente partecipe Senatrice Daniela Santanchè che ha preannunciato una sua iniziativa da portare all’attenzione della Commissione Parlamentare per l’indirizzo e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, della quale lei è membro.

Una interrogazione a risposta scritta su queste proposte è stata portata in Senato dal neo Presidente della Commissione Cultura Senatore Riccardo Nencini e siamo in attesa di risposta.

PERSONALI CONSIDERAZIONI

Ho voluto, in quella sede, aggiungere una elementare considerazione : Se i “modelli” femminili che si propongono, attraverso i media, anche alle nuove generazioni, sono quelli che abitualmente sono sotto i nostri occhi non c è da meravigliarsi se ancora non si riesce ad arginare la “violenza del possesso”, se le task force Nazionali non includono donne competenti , se viene deliberatamente misconosciuto il valore delle professioniste …e ce ne sono tante!

È sugli ESEMPI che dobbiamo puntare!
Creare programmi tv che portino alla ribalta, in maniera piacevole, non petulante o spocchiosa, la grande capacità, competenza e professionalità di Donne di Valore…da emulare!

di Gemma Andreini

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