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Comics e videogame, i fumetti nel videogioco

È uscita su PC, giusto negli scorsi giorni, l’ennesima ex esclusiva Sony, ultimo titolo di un elenco destinato con tutta probabilità ad allungarsi: Spider-Man Miles Morales. Originariamente del 2020, prosegue la trama di Marvel’s Spider-Man, uscito nel 2018 ma arrivato anch’esso su PC negli scorsi mesi, e segue le vicende dell’erede di Peter Parker, già introdotto in fumetti e altre opere derivate. Il titolo, infatti, va ad inserirsi anche in un altro elenco ben corposo: quello di titoli derivati da fumetti. L’esplosione dei cinecomics, che ha portato negli ultimi anni un enorme numero di supereroi sui grandi schermi, è un fenomeno di proporzioni mondiali, e proprio la sua rilevanza internazionale tende a porre in secondo piano le conversioni videoludiche dei fumetti; un insieme, quest’ultimo, che vanta invece diversi titoli, in grado di caratterizzare tutta la storia del videogioco.

Effettivamente l’approdo di personaggi a fumetti nel mondo videoludico comincia ben presto: l’incastro di alcune circostanze favorevoli, come il fatto che a cavallo tra gli anni ’70 e ’80 le licenze dei personaggi a fumetti non fossero particolarmente onerose e che i comics vivessero un periodo decisamente proficuo, creava la situazione adatta per lo
sviluppo di titoli a tema. Già nel 1979, per esempio, venne rilasciata un’avventura dinamica basata su Superman, così come nel 1982 una basata su Spider-Man: titoli molto semplici, certo, ma dove la bidimendionalità del videogioco richiamava inevitabilmente quella del fumetto, caratteristica distintiva di quest’ultimo, inaugurando quindi un nuovo filone videoludico.

Durante gli anni ’80 e ’90, non a caso, cominciarono a diffondersi titoli basati su un più ampio numero di fumetti, ampliando il perimetro segnato dai supereroi dei più noti comics a stelle e strisce. Spy vs Spy, del 1984, era basato sull’omonimo fumetto pubblicato su Mad Magazine dal 1961, e ne riprendeva la struttura muta e l’atmosfera. Anche fumetti europei cominciarono a fare la loro apparizione su PC e console: nel 1982 usciva il primo gioco dedicato ai Puffi, mentre nel 1983 il primo titolo basato sul personaggio di Asterix, un semplice gioco a scorrimento che ha inaugurato una serie ancora oggi in piedi. Nel 1987 è stata poi la volta del primo titolo basato su Lucky Luke, altro personaggio del fumetto francese, e nel 1990 è arrivato il primo videogame basato su Lupo Alberto: per il personaggio di Silver, che per tutti gli anni ’90 godette di un successo enorme, fu un traguardo non da poco.

Ovviamente non sono mancati i passi falsi: sotto questo punto di vista ha fatto storia il caso di Superman 64, titolo del 1999 per Nintendo 64 oggi ricordato come uno dei peggiori adattamenti di tutti i tempi. Nel 1997 era già uscito, per PlayStation, un videogioco sui Fantastici Quattro: un picchiaduro a scorrimento che, a causa anche dell’ormai desueto genere, rappresentò un fiasco non da poco.

 

Se durante gli anni 2000 a tenere banco sono stati principalmente i titoli basati su cinecomics, come quelli sugli Spider-Man di Sam Raimi o sui film dei Fantastici Quattro, una vera rivoluzione è stata rappresentata nel 2009 dalla serie Batman Arkham, avviata in quell’anno con Arkham Asylum. Nonostante il finale di Arkham Knight, ultimo capitolo piuttosto anticlimatico e per questo considerato fra i peggiori possibili da molti, la serie è ancora oggi una delle più affascinanti avventure videoludiche dell’eroe DC. Lo stesso approccio all’avventura dinamica, con un’ampia mappa da esplorare, è stato preso dal recente Gotham Knights, erede spirituale della serie Arkham, e soprattutto dal già citato Marvel’s Spider-Man.

Il moderno modo di intendere i videogiochi tratti da fumetti, comunque, ha prodotto titoli meritevoli anche in categorie ben diverse. È il caso della serie Injustice, classico picchiaduro basato sui supereroi DC Comics i cui due capitoli sono stati molto ben ricevuti. Se la serie di Asterix è ancora oggi mantenuta in vita da titoli come il recente The Ram From Hibernia, apprezzato ma non fra i più riusciti adattamenti della coppia di galli, discorso diverso va fatto per gli adattamenti videoludici de Le Tartarughe Ninja. Serializzato a partire dal 1984, l’iconico fumetto statunitense ha visto i primi videogiochi a tema già dalla fine degli anni ’80, contando numerosi picchiaduro a scorrimento capaci, ancora oggi, di riscuotere successo: risale appena alla scorsa estate Shredder’s Revenge, ultimo esempio del filone che, nel pieno rispetto della tradizione e omaggiando il più famoso adattamento animato, ha riscosso consensi pressoché unanimi.