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CONDOTTA GOVERNATIVA

Per le scuole paritarie arriva solo una offensiva elemosina solo 40 milioni ma grazie alle private lo Stato risparmia 5 miliardi e cura circa 900.000 studenti. Perché tanto astio nei confronti di queste istituzioni che assicurano ad esempio i nidi e le materne in territori ove lo Stato è assente? E perché non difendere il diritto di libertà di scelta dell’educazione che queste scuole significano? Semplicemente perché credono che la libertà educativa sia un tabù da ostracizzare. L’unica vera educazione pluralista è quella che assicura lo Stato! Basta vedere i contenuti dei libri di storia ammessi ed i corsi di filosofia gender nei primi anni di scuola ove si evince chiaramente che solo indottrinare significa educare. E d’altronde perché meravigliarsi se scopriamo una magistratura che dovrebbe essere al disopra delle parti dilaniata da una corruzione senza pari come qualsiasi altra cupola mafiosa? Emblematici i casi Palamara, del procuratore di Taranto Capristo grande aggiustatore di processi, dei maneggi per le nomine della togata Donatella Ferranti. La continua lotta della natura umana per acquisire potere fin dai tempi di Caino e Abele disconoscendo ampiamente quel minimo senso di giustizia che promana dai dieci comandamenti di mosaica memoria. Altrimenti come giustificare in questo clima emergenziale economico sanitario i problemi principali da risolvere nell’immediato siano regolarizzare gli immigrati clandestini, sia nell’agricoltura che nell’edilizia, legalizzando l’organizzazione paraschiavistica? E che dire dell’emergenza firmata Mattarella e Conte riguardo una legge contro l’omofobia peraltro già punita dal nostro codice penale? Ma è così urgente vietare le critiche verso il mondo Lgbt? Si perché al contrario di quanto la scienza ufficiale attesta e cioè che la disforia di genere non è una caratteristica genetica giustamente da proteggere, bensì il risultato di condizionamenti ambientali e culturali anche se vi può essere una predisposizione mediata però da molti geni, all’ONU dal 2017 opera un esperto definito “indipendente” (sic!) per vigilare sui diritti della comunità Lgbt, un thailandese omosessuale ed attivista Lgbt Vitit Muntarbhorn che ha esordito dichiarando che “ci sono diritti assoluti ed altri che non lo sono” e fra questi ultimi la “libertà di espressione e quella religiosa” che possono essere limitate se necessario. In pratica bisogna che il cristianesimo rinneghi la sua dottrina da San Paolo, Sant’Agostino, a San Tommaso che definiscono l’omosessualità un peccato gravissimo ed un oltraggio all’ordine di Dio. E lo stanno facendo la Chiesa bergogliana, l’anglicanesimo, alcune frange del luteranesimo e l’ebraismo riformato. Per nulla considerando che dall’omosessualità si può uscire come attesta un grande numero di “ex”, come testimonia il libro di Richard Cohen, con un Dio che ama l’uomo anche se condanna il suo peccato. Si è questa l’aria di cui si nutre il nostro governo con un illetterato agli Esteri, un letterato all’Economia, un dj alla Giustizia, una parvenu all’Istruzione che sta lasciando la scuola nel caos, ha passato il concorso da preside facendo scena muta in informatica ed in inglese ed il professore che l’ha giudicata ha poi scoperto che la sua tesi era scopiazzata. Ma la cosa più sconcertante è la libertà d’azione di cui godono col placet del Presidente della Repubblica e dell’establishment europeo: il premier che va vanti a chiacchiere e promesse con dpcm scavalcando il Parlamento, una task force composta da numerosi consulenti strapagati di cui potevamo fare a meno visto che dopo 40 giorni inconcludenti hanno dichiarato forfait e sono scomparsi, ma non è scomparso il “Commissario per il potenziamento delle struttura infra-ospedaliere” Domenico Arcuri spalla di Borrelli, il peggio della burocrazia statalista, antiliberista protetto da Prodi e Bertinotti, classico esponente della sinistra da salotto, e che dopo aver accumulato disastri con le mascherine, il loro prezzo, tamponi, reagenti ed altri dpi utilizza lo stesso linguaggio interlocutorio del premier in risposta alle domande scomode dei giornalisti “ se andate sul mercato per conto vostro comprate qualcosa anche per me”. L’inamovibilità dello scranno è indecente nel caso del Ministro Bonafede che come Ministro della Giustizia ha assistito senza battere ciglio ad una rivolta carceraria che conta 13 morti, liberato ai domiciliari con la scusa Covid centinaia di mafiosi, anche i relegati al 41bis, abolita la prescrizione con processi che non avranno mai fine viste le nostre leggi, in combutta col magistrato Di Matteo per la revoca della sua possibile nomina al Dap, per finire con una farsa per la falsa minaccia (a scopo di lucro elettorale) dei renziani che insieme all’opposizione dovrebbero votare la mozione di “sfiducia” sul suo operato. Figuriamoci! Alla sola possibilità che il governo vada a casa si risponde in maniera gattopardesca “tutto cambia perché nulla cambi”. In epoca recente Lupi si è dimesso per un’accusa inconsistente di un presumibile regalo al figlio, la guardasigilli Cancellieri ha subito una mozione di sfiducia per un paio di telefonate riguardanti la detenzione di una Ligresti, la Guidi si è dimessa per un’anticipazione telefonica al compagno birichino, il ministro delle Pari opportunità e dello Sport Josefa Idem, ex canoista, dette le dimissioni durante il governo Letta dopo giorni di polemiche per il mancato pagamento dell’Imu per la sua casa-palestra di Ravenna. Oserei dire “quisquilie” rispetto a quanto operato dal nostro caro ministro grillino “dj Fofò” ma per i pentastellati deve rimanere al suo posto perché non oggettivamente responsabile. “Sticazzi” come dicono a Roma! Ma fino a quando i miei connazionali avranno la pazienza di sopportare ancora questa anacronistica, indebita, dannosa, costumanza governativa? E com’è possibile che di fronte a tanta ordinata risposta ai diktat spesso esagerati del governo gli italiani non abbiano raggiunto l’adeguato disgusto verso chi li ha privati di una pur minima libertà che, se autogestita, avrebbe garantito migliori risultati? Penso che abbia ragione Walter Ricciardi quando definisce noi italiani “analfabeti funzionali” ma non perché fungano, come lui desidera, da capro espiatorio nel caso la pandemia ritrovi vigore, perché la povertà crescente, la mollezza dei costumi raggiunta, ci ha ridotto alla mercé di un pensiero unico che non sappiamo più combattere avendo perso la capacità di riflettere per agire. Ed è questa la constatazione che più mi addolora e che spero sia seguita da qualche atto di “disperazione liberatoria” secondo il “Dispera bene” di Veneziani. Forza Italiani riprendiamoci il controllo del nostro bellissimo Paese perché le clausole di salvaguardia dovremmo averle già nel nostro DNA.

Arcadio Damiani

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