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IL CONSUMO DEL VINO IN ITALIA SEMPRE PIÙ SALTUARIO E FUORI PASTO

L’ultimo rapporto Istat sul consumo di alcolici ha evidenziato ancora una volta l’aumento dei consumatori saltuari che rappresentano oltre il 53% dei consumatori di vino del nostro Paese. Jn crescita costante anche il consumo fuori pasto. Cosa implica tutto questo per la nostra filiera vitivinicola?
E’ stato molto interessante leggere l’ultimo rapporto Istat sul consumo di bevande alcoliche nel nostro Paese e consigliamo chi a vario livello è all’interno della nostra filiera vitivinicola di scaricarselo sul sito dell’Istat (www.istat.it).
Dal rapporto emerge un quadro complessivamente non esaltante per il vino che rappresenta, di fatto, la bevanda alcolica meno consumata tra gli adolescenti (11-17 anni) e i giovani e adulti fino a 44 anni. Il vino, infatti, si colloca dopo birra, aperitivi, amari e superalcolici. Notevoli anche le differenze di genere: gli uomini scelgono soprattutto la birra, le giovani fino a 24 anni, invece, aperitivi, amari e superalcolici.
Per ritrovare il vino nelle preferenze di consumo in Italia siamo costretti a guardare la fascia tra i 45-64 anni e quella degli “anziani” (si fa per dire) di oltre i 65 anni, in ambedue i casi senza differenze tra uomini e donne.
Altro aspetto interessante da sottolineare è come nella fascia di età dei 18-24 enni il consumo esclusivo di vino aumenta tra i maschi mentre diminuisce nettamente tra le coetanee le quali, invece, a partire da questa età e per tutte le successive, intensificano il consumo di altri alcolici, scelti in modo crescente dagli uomini soltanto a partire dai 45 anni…

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