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CONTRO LA PENA DI MORTE

L’ateneo teramano da sempre in prima linea nella difesa dei diritti umani ha sposato la mozione, presentata da un gruppo di studenti della facoltà di Giurisprudenza,  per chiedere il boicottaggio dell’Erasmus in quei Paesi dove vige la pena di morte. A spiegare i termini della mozione e le motivazioni alla base dell’atto formale il rettore, Luciano D’Amico, nel corso di un incontro dibattito sul caso Regeni. “C’è una mozione di alcuni rappresentanti degli studenti di Giurisprudenza che non riguarda direttamente Regeni, ma il rispetto dei diritti umani – ha detto D’Amico – che chiede di boicottare, come Ateneo per l’Erasmus, quei Paesi in cui c’è la pena di morte”. Boicottaggio che interesserebbe anche Paesi come Stati Uniti e Cina con i quali l’ateneo ha in essere importanti convenzioni. “Probabilmente il boicottaggio non è lo strumento migliore – ha detto il Rettore – ma sicuramente possiamo immaginare forme di protesta importanti e condivise su questo tema”.