Aggiornamento 4 maggio 2026 – Grande partecipazione alla passeggiata contro la violenza sugli operatori sanitari a Pescara.
A Pescara una passeggiata per il “NO” alla violenza sugli operatori sanitari
Contro la violenza sugli operatori sanitari a Pescara la città risponde con una mobilitazione concreta e partecipata. Infatti, la passeggiata “Passi di cura, passi di rispetto” ha coinvolto cittadini, istituzioni e associazioni.
L’iniziativa, promossa dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Pescara, nasce per sensibilizzare su un fenomeno sempre più diffuso. Inoltre, punta a difendere chi ogni giorno si prende cura degli altri.
Contro la violenza sugli operatori sanitari: una città unita
Una lunga e condivisa passeggiata ha attraversato le strade cittadine in una giornata di sole. Di conseguenza, l’evento si è trasformato in un momento di forte partecipazione.
Accanto all’Opi, hanno preso parte il sindaco Carlo Masci e l’assessore Patrizia Martelli. Inoltre, erano presenti diverse associazioni sportive.
“Una lunga e condivisa passeggiata in città, in una bellissima giornata di sole, tutti uniti da un messaggio di non violenza, a difesa del personale sanitario che sempre più spesso è vittima di aggressioni fisiche e verbali in ospedale”, ha dichiarato Martelli.
L’assessore ha sottolineato anche il valore dell’iniziativa. La manifestazione è stata partecipata e sentita. Inoltre, ha contribuito a sensibilizzare i cittadini e a rafforzare il rispetto verso medici, infermieri e operatori sanitari.
I numeri contro la violenza sugli operatori sanitari
I dati confermano una situazione preoccupante. Nel 2025, nella Asl di Pescara, si sono registrate 69 aggressioni. Inoltre, circa 80 operatori sono stati coinvolti.
A livello regionale, i numeri aumentano ulteriormente. Infatti, gli episodi sono stati 200 e hanno colpito circa 300 operatori. Per questo motivo, il fenomeno richiede attenzione immediata.
Dove avvengono le aggressioni
La maggior parte degli episodi si verifica nei contesti più delicati. In particolare, nei Pronto soccorso e nei servizi del 118.
Tuttavia, le aggressioni si registrano anche nei reparti di degenza e in sala parto. Inoltre, possono essere sia fisiche sia verbali, lasciando segni profondi sugli operatori.
L’azienda sanitaria ha attivato misure di prevenzione. Ha introdotto percorsi formativi e rafforzato la vigilanza. Tuttavia, il problema resta significativo.
Contro la violenza sugli operatori sanitari: le parole dell’Opi
La presidente dell’Opi Pescara, Irene Rosini, ha definito l’iniziativa una giornata di sensibilizzazione e vicinanza alla categoria.
Ha evidenziato, inoltre, un aspetto cruciale. La carenza di personale infermieristico rende queste aggressioni ancora più pesanti. Di conseguenza, è necessario sostenere chi lavora in prima linea.
Rosini ha richiamato anche le criticità strutturali. Mancano, infatti, strutture adeguate sul territorio. Per questo motivo, serve una riorganizzazione efficace.
L’ospedale, ha ricordato, deve restare dedicato alle acuzie e non alle cronicità.
Il ruolo del Comune
Il sindaco Carlo Masci ha ribadito la vicinanza dell’amministrazione. Ha sottolineato l’importanza degli operatori sanitari e la necessità di contrastare ogni forma di aggressione.
Durante il periodo del COVID, gli operatori erano considerati eroi. Oggi, invece, subiscono sempre più spesso maltrattamenti. Per questo motivo, serve una presa di coscienza collettiva.
Masci ha evidenziato anche un segnale positivo. La grande partecipazione alla passeggiata contro la violenza sugli operatori sanitari, dimostra l’attenzione dei cittadini verso questo tema. Inoltre, conferma la volontà di tutelare chi aiuta gli altri.
Contro la violenza sugli operatori sanitari: un messaggio forte
La passeggiata rappresenta molto più di un evento simbolico. Al contrario, è un invito concreto alla responsabilità collettiva.
Partecipare significa sostenere chi ogni giorno lavora per la salute di tutti. Inoltre, significa promuovere una cultura del rispetto.
Pescara, con questa iniziativa, lancia un messaggio chiaro. Contro la violenza sugli operatori sanitari serve l’impegno di tutti.


