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CORONAVIRUS: EFFETTI COLLATERALI

Nell’ambito medico quando parliamo di effetti collaterali ci riferiamo in genere a manifestazioni indesiderabili e dannose che provocano i farmaci o piu’ in generale interventi approntati per combattere una malattia. “Sensu latu” gli effetti collaterali a volte sono “imprevedibili” durante la sperimentazione e non sempre dannosi. E’ forse il caso di questo agente virale la cui estrema contagiosita’, velocita’ di diffusione, e la non trascurabile percentuale di decessi che provoca nel genere umano, ha generato un panico diffuso a livello mondiale ma anche un brusco risveglio per una realta’ per troppo tempo negletta e messa all’angolo, quella realta’ in cui l’uomo e’ solo parte di un progetto naturale e non il suo artifice, quella realta’ in cui a dispetto della baldanza supertecnologica raggiunta, ci si scopre estremamente fragili e alla merce’ di una semplice sequenza di basi ribonucleiche peraltro non dotata di vita propria come un batterio ma che ha bisogno di una cellula ossia di un sistema vitale ben organizzato ma poco difeso nei suoi confini da agenti esterni spesso minacciosi e ignoti. E questa minaccia ha trovato una umanita’ molto poco preparata ed insicura su come affrontarla anche perche’ del tutto nuova nella sua specie ma non improbabile nel suo significato naturale come la storia insegna riguardando le genesi di altre epidemie di un passato anche recente (HIV, S, H1N1, SARS, EBOLA). Ed e’ questa la vera rivelazione di quanto sta accadendo: un effetto collaterale che puo’ davvero arrecare un grande beneficio all’uomo “globale” nel ridurlo a piu’ miti consigli e a rivedere tante posizioni assunte dal dopoguerra ad oggi nel perseguire quella “Teologia della liberazione” che ha prodotto solo l’avulsione del senso di responsabilita’ e di una coscienza del se’. A rivedere la gerarchia di importanza dei pericoli piu’ grandi che, se fino a poco tempo fa poteva essere l’ “up-grade” dell’armamento nucleare oggi si puo’ attaccare e nel contempo difedersi procurando milioni di vittime senza ricorrere ad esplosive reazioni atomiche o ad impiegare migliaia di “boots on the ground” ma solo creando in laboratorio sequenze virali molto letali, quella che viene etichettata come “Guerra batteriologica” ma meglio definibile “virale” dopo aver costruito ovviamente la propria difesa vaccinica. E se pensiamo a quanto sia stato sciocco l’uomo, ridotto a vivere nell’eterno presente senza storia e futuro, che ha speso enormi risorse monetarie nel costruire armi nucleari e rifugi antiatomici e quante risorse siano mancate nel contempo alla ricerca scientifica in ambito della salute si comprende perfettamente tutto quello che ci attende consci che del “senno del poi son piene le fosse”. Perche’ di certo d’ora in poi saremo meno “social”, non che saremo meno interconnessi via etere ma saremo meno connessi “fisicamente” evitando cene, aperitivi, riunioni, convegni ossia tutto cio’ che richiede la presenza e la vicinanza di molte persone. Ci sara’ piu’ “telelavoro” e collegati ad una telecamera nel nostro ufficio casalingo o meno ci consetira’ di fare “Conference call” anche tra chi sta a Km di distanza. Le aziende potenzieranno lo “smart working” consentendo flessibilita’ in entrata ed uscita ai propri dipendenti che adegueranno le necessita’ lavorative alle proprie, tuttavia non sempre con risultati migliori, dato l’isolamento comunicativo e relazionale che nel bene e nel male il dipendente vive in un ambiente lavorativo diverso dal proprio habitat. In soldoni urge “isolamento” per evitare la diffusione del contagio, definite dall’OMS “pandemia” in quanto interessa piu’ della meta’ delle nazioni mondiali. Ma isolamento non solo nella realta’ strettamente locale bensi’ esteso a livello nazionale perche’ vari Paesi stanno chiudendo le loro frontiere per quei viaggiatori provenienti da zone a rischio ove sono piu’ numerosi i casi colpiti dal virus. Cosicche’ il libero scambio e la libera circolazione delle merci e persone subiranno una brutta battuta d’arresto. In altre parole quella “globalizzazione” che qualche mese fa era ancora alla base di un desiderato “Nuovo Umanesimo” e’ divenuta oggi pericolosa e da ripensarla fortemente. E se e’ vero come dicono gli esperti (Andrea Crisanti virologo dell’Unversita’ di Padova) che ci vorranno due-quattro anni per mettere in sicurezza la popolazione mondiale in quanto il vaccino solo per questo virus necessita di questo tempo fra produzione e sperimentazione, ci saranno misure straordinarie sia per l’economia che per le persone. Gia’ ora imprenditori si sono visti rifiutare lo sbarco delle loro merci ordinate o hanno rifutato commesse perche’ utilizzano componenti provenienti dalla Cina (primo paese colpito) o mettere in quarantena i propri dipendenti spediti all’estero per fare manutenzione. Per non parlare della magica “delocalizzazione” che consentiva ad aziende non solo multinazionali di fare prodotti nei Paesi del Sud est asiatico piu’ convenienti per il piu’ basso costo di manodopera e burocrazia piu’ leggera ma che ora non converra’ piu’ perche’ al minor prezzo base va aggiunto quello della “paura”, dei controlli, dei ritardi alle dogane, alle certificazioni. Figuriamoci quanto e’ accaduto a noi italiani diventati “untori” del mondo con un’isteria che prima invade le nostre vite e poi infetta il pianeta. La Cnn che trasmette al mondo una mappa ove l’Italia rappresenta il “focolaio globale”. In Francia Canal+ manda in onda uno sketch sulla nostra pizza “tricolore” ove al rosso pomodoro e bianco mozzarella si aggiunge il verde prodotto da un escreato di uno sputo di un tossicoloso pizzaiolo d’oltralpe che qui da noi non gli sarebbe stato permesso di essere impiegato in un esercizio alimentare data l’abbondanza ed il colore dell’escreato che testimoniano seri problemi bronchiali o polmonari e mai e poi mai il nostro Paese pur nella sua politica arraffazzonata si sarebbe permesso di essere cosi’ oltraggioso e poco elegante verso una nazione confinante. Tutt’altro siamo stati sempre molto vicino per le sue disgrazie come per l’attacco terroristico di Charlie Hebdo. Non altrettanto ha fatto la Francia verso il nostro Paese, basta vedere i dossier Libia col loro appogio ad Haftar, Alitalia, Fincantieri-Naval Group Stx, ricollocazione dei migranti col blocco a Ventimiglia. Anzi, alcune catene di distribuzione del Nord Europa chiedono il certificato “Coronavirus free” ai prodotti agricoli italiani, ai vini veneti e addirittura per il latte di cui e’ composto il parmigiano. Pura follia ed assurdita’ o vero e proprio sciacallaggio verso i nostril prodotti da parte dei mercati concorrenti che operano anche verso le nostre navi ostacolate nell’attracco in altri porti. E la nostra politica non si e’ resa conto che l’eccesso di comunicazione ha fomentato l’irrazionalita’ ed il conseguente utilizzo strumentale dei nostril messaggi allarmistici. E grazie al coronavirus nel giro di qualche settimana una politica fuori dal mondo reale e’ stata messa alla sbarra per le sue scelte scellerate abbattendo la “cultura nazionale” a vantaggio di un “impero mondiale”, perverso, traballante e ricco di “bias” di sistema. Di colpo, come delucida bene Marcello Veneziani, piu’ Stato, piu’ Ordine, piu’ Autorita’, piu’ Disciplina e Ubbidienza, pieni poteri, coesione nazionale, amor patrio, focolare domestico, muri, recinti, confine. Ed ora finalmente la Sinistra scende sulla Terra! Ed esce dalla bocca dei loro esponenti un lessico per anni calpestato, rigettato, un lessico che evoca un patrimonio ideale morale e pratico di una visione “conservatrice”, nazionale, decisamente anti-global, anti-sessantottina ed antilibertaria. E ti accorgi che il vento e’ cambiato quando anche il mite Walter Veltroni invoca l’ “unicita’ del commando” e tutti quelli che invocavano “piu’ Europa” visto come si e’ comportata in questo frangente, che riscopre lo “stato di necessita’” non semplici ammiccamenti flatulenti del debole verso i forti, con Francia e Germania in testa , che ci hanno negato i richiesti aiuti sanitari colmati solo dalla Cina (chissa’ quanto ci costeranno in futuro!), con l’improrogabilita’ del Mes che penalizza le nazioni ad alto debito come la nostra, con l’appoggio alla immigrazione incontrollata e la mancata redistribuzione degli sbarchi, l’appoggio ad una sinistra corrotta ed un a feroce guerra contro ogni idea dello Stato-Nazione, adesso questi sinistri governanti esigono di poter sforare i nostri margini del debito-Pil come non l’avessero gia’ chiesta da lunga pezza grandi economisti, come Paolo Savona o Giulio Tremonti, economia affidata da questo governo ad un laureato in lettere (sic!) perche’ di fronte ad una emergenza nazionale forse si sono accorti che la vita dovrebbe contare piu’della finanza. Ecco la “Sinistra” e’ scesa nella realta’ non solo delle periferie ma anche degli inutili e dannosi salotti radical, e di tutto il contesto sociale della nostra civilta’ occidentale. Ed affrontare questa realta’, seppure improvvisa, bisogna essere pratici, considerando che l’ordine e’ un bene e non un male, lo Stato che si rispetti e difende i suoi cittadini dev’essere autorevole e non permissivo e minimalista, il decisionismo di chi guida una nazione dev’essere ampio e forte, tempestivo, responsabile, non considerandolo l’anticamera della dittaura che, come in Cina se limita di molto le liberta’ individuali dall’altro lato protegge anche con la forza i suoi cittadini come dimostrano i buoni risultati di una “quarantena” che ha coinvolto 60 milioni di abitanti di un provincia. E mi trovo in perfetto accordo con Veneziani quando dice che la disciplina e l’ubbidienza per il “bene comune” sono virtu’ da conservare e non piaghe da estirpare, la coesione nazionale e l’amor patrio sono sacrosanti principi di vita comunitaria e non denotano alcuna fobia verso starnieri o altre etnie. La casa e’ un “bene rifugio” non solo come investimento patrimoniale ma come costruita da muri protettivi come negli ospedali ove separano stanze e da anni considerata dalla sinistra un grande ostacolo alla globalizzazione comunitaria, in termini faunistici un vantaggio alla selvaggina stanziale ed ostacolo a quella migratoria colpita da un precario nomadismo. Tutto e’ caduto finalmente e miseramente nel ridicolo: le decisioni assembleari col potere di interdizione di esigue e dispotiche minoranze, la collegialita’, la “concertazione”, la dannosa concezione dell’ “uno vale uno” con relativa incompetenza la potere. Il potere va dato non agli ignoranti leoni da tastiera del web ma solo ed unicamente a chi in maniera democratica e’ devoluta la responsabilita’ delle decisioni, anche di scegliere, sperando di non varcare questa soglia, di chi devéssere per prima assistito non standocene per tutti. Come prima si diceva di fronte ad un’emergenza: prima le donne, i vecchi e i bambini cioe’ il prosieguo vitale, il passato e il futuro. O anche prima i connazionali che rappresentano cristianamente il tuo prossimo come diceva San Paolo: aiuta i Fratelli, prima quelli “in fede’! Mentre oggi serpeggia nei comunicati l’aberrante minimalismo della tragedia: se muoiono i vecchi non e’ una gran perdita, hanno comorbidita” e rappresentano una grande spesa pensionistica e assistenziale per lo Stato. E per concludere come non evocare i giudizi e le affermazioni rassicuranti di tanti esponenti della sinistra come Nicola Zingaretti, il sindaco di Bergamo Gori, di Firenze Nardella, di Milano Sala oltre i vip al loro seguito come Mirabella che hanno largamente minimizzato la pericolosita’ del contagio, abbracciando cinesi e mangiando involtini primavera invocare la non sospensione della vita sociale, per non parlare del loro atavico ostracismo verso chi come i governatori Zaia e Fontana derisi ed oltraggiati come “fascio-leghisti” dal governatore della Toscana, il piddino Rossi, per le loro drastiche decisioni poi rivelatesi giustissime ed opportune. A questa resa dei conti anche se dovessi rimetterci la pelle per il Covid-19 non mi cale di piu’ al solo pensiero che questa evenienza affossa il “Nuovo Umanesimo” detto anche “Transumanesimo” perche’ di umano ne custodisce ben poco. Ed il genere umano ringrazia!

Arcadio Damiani

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