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Cosa prevede la legge 104?

La Legge 104 dà diritto al lavoratore che assiste un figlio o un familiare (coniuge, affine o parente entro il terzo grado) con handicap grave, di richiedere al datore di lavoro 3 giorni al mese di permesso retribuito. Per ottenere i premessi retribuiti, l’assistenza al portatore di handicap deve essere continuativa.

SI PUO’ CHIEDERE UN GIORNO DI PERMESSO RETRIBUITO PER QUALCOSA CHE NON HA NULLA A CHE VEDERE CON L’ASSISTENZA?

No. Come più volte stabilito dalla Cassazione, l’abuso dei permessi della Legge 104, costituisce un “odioso abuso del diritto”, che può causare licenziamento per giusta causa.

Con una recente sentenza infatti la Cassazione ha ribadito che è legittimo licenziare il dipendente che, durante i permessi accordati dalla legge 104 per l’assistenza ai familiari, eserciti altre attività diverse dalla cura della persona bisognosa.

Ciò integra, precisa la sentenza: “un abuso del diritto e viola i principi di correttezza e buona fede, realizzato una condotta che «assume anche disvalore morale e sociale”.

QUALI LE CONSEGUENZE PER USO ILLECITO DELLA LEGGE 104?

Come ribadito anche dalla Cassazione, scatta il licenziamento disciplinare, che è quello più grave, perché la “bugia” detta al datore di lavoro rompe il legame di fiducia che lega dipendente ad azienda.

Motivo per cui, come statuito anche dalla Cassazione, scatta il licenziamento per giusta causa.

Scatta inoltre un procedimento penale, a causa dell’indebita percezione del trattamento economico ai danni dell’Inps.

QUALI SONO I RISVOLTI PENALI?

Oltre all’aspetto civilistico, c’è anche quello penale.

Chi viene scoperto ad utilizzare una parte della giornata di permesso retribuito, per scopi personali, può subire una denuncia per per indebita percezione del trattamento economico ai danni dell’Inps.

La pena prevista è la reclusione da sei mesi a 3 anni.

Quando la somma percepita indebitamente è pari o inferiore a euro 3.999,96 si applica solo la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da euro 5.164 a euro 25.822.

Tale sanzione può superare il triplo del beneficio conseguito.

CHI FA I CONTROLLI SULL’USO DEI PERMESSI DELLA LEGGE 104?

Il datore di lavoro stesso, che può avvalersi anche dell’ausilio di un investigatore privato che può pedinare, filmare e fotografare il dipendente.

Il datore di lavoro può però inoltre segnalare l’abuso dei permessi 104 ai Carabinieri.

A tal proposito è utile ricordare che il reato di indebita percezione del trattamento economico è perseguibile d’ufficio e, quindi, la denuncia potrebbe far scattare il procedimento penale a carico del lavoratore.

Per quanto riguarda lo Stato l’Inps, poiché come precisato in precedenza viene truffata, può segnalare l’abuso alla Procura della Repubblica, tenuta a portare avanti le indagini.

di Marco Riario Sforza

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