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COSE MAI VISTE!

Prendo lo spunto da quanto espresso da Antonio Maria Rinaldi su “Facebook” per l’amarezza in merito all’approvazione del nostro governo, a mezzo del suo Ministro dell’Economia Gualtieri, del MES. Il 9 Aprile sara’ ricordato come una nuova Caporetto. Ad iniziare dal Presidente Conte che dichiarava che non avrebbe mai firmato il Mes ed invece lo ha fatto con la scusante che trattasi di una forma “light” (senza clausole solo per le spese sanitarie) come le bevande a basso contenuto di zuccheri ma con dolcificanti sintetici a volte piu’cancerogeni del glucosio. Ma esiste il Mes punto e basta! E noi non eravamo nelle condizioni di chiederlo per un motivo molto semplice: questo strumento si attiva quando un Paese non ha piu‘accesso al mercato cioe’ non si puo’finanziare attraverso l’emissione di titoli ma noi possiamo andare tranquillamente nel mercato come si evince dalle aste ove partecipiamo a tassi bassi. E allora perche’ ci siamo messi dentro casa la “Troika”, che tanti danni ha gia’ fatto in Grecia, e soprattutto senza passare per il Parlamento essendoci una legge n 234 del 2012 che attesta che qualsiasi accordo finanaziario internazionale deve preventivamente passare alla disamina parlamentare e se Gualtieri lo ha fatto secondo una “scorciatoia” contro legge andrebbe sfiduciato per il suo atteggiamento prevaricatore? L’Italia non meritava questo nel periodo della maggior crisi del dopoguerra con un’economia in ginocchio. E lo stesso Conte aveva detto che, anche a costo di enormi sacrifici, avremmo fatto da soli se non si fossero emanati gli Eurobond di sostegno ed invece si e’ comportato senza sorprese: un autentico “travet”, un semplice parvenu’ della peggiore politicanza asservita ai grandi poteri, agli euroburacrati e agli altri Paesi della UE con tutto quello che l’America ed il nostro Paese hanno fatto per la riunificazione e l’economia della Germania. Le piccole aziende, i commercianti, le partite IVA devono andare in banca, fare la fila, chiedere in prestito dei soldi, pagare gli interessi mentre loro danno solo le “garanzie”, figuriamoci uno Stato cosi’ affidabile c’e’ proprio da dormire sonni tranquilli ma dopo aver bevuto almeno tre caffe’. In altri paesi come Svizzera e GB hanno gia’ accreditato nei conti correnti un sacco di soldi perche’ li’ sanno come funziona l’economia mentre noi abbiamo l’incompetenza al governo (meglio poco raffinato sadismo) che non ha mai amministrato neanche un condominio altrimenti che pensare se per rimettere in piedi l’economia fanno fare altri debiti? Devono dare soldi a fondo perduto perhe’ non e’ colpa degli italiani stavolta, delle aziende, dei commercianti che hanno dovuto abbassare le saracinesche, e’ colpa di un evento avverso che ci ha travolti come uno “tsunami” grazie anche ad uno Stato (questo si’ colpevole) che oltre ad aver tagliato sui costi della sanita’ non e’ stato in grado di attuare decisioni univoche sul dafarsi ne’ di fornire presidi preventivi adatti agli operatori in trincea mandando a morte oltre 100 medici in prima linea e senza scudi. E mentre noi aspettiamo la “ciotola” tutti gli altri stampano moneta. Per non parlare del “lockdown” ossia della carcerazione preventiva che ha costretto, in tutto il Paese, a relegarci fra le “quattro mura” dopo che le malaccortezze decisionali hanno consentito il diffondersi del contagio. E si vive in condizioni inimmaginabili fino a qualche mese fa. Deprivati della liberta’ di uscire anche per una “boccata d’aria”, la cui “ora” non si nega neanche ai carcerati. Ed e’ chiaro, anche per l’incertezza della durata del periodo di detenzione, che i nervi comincino a saltare e si vedono manifestazioni, pur reprensibili, anche comprensibili perche’ se e’ giusto evitare assembramenti non vedo lo “sgarro” se uno fa una corsetta da solo lungo la battigia del mare. Ed invece lungo il nostro litorale pescarese addirittura carabinieri e finanzieri hanno dovuto rincorrere ed arrestare un giovane che stava facendo jogging totalmente isolato e, siccome spaventato ha tentato di sfuggire al fermo, si e’ beccato anche l’accusa di “resistenza a pubblico ufficiale” con pena pecuniaria di diverse migliaia di euro. E non avrei mai creduto di avere cosi’ tante forze dell’ordine sparse sul territorio a controllare 60 milioni di cittadini per beccare gli inadempienti della ferrea direttiva dell’isolamento casalingo. E mi sono chiesto, come ha fatto la giornalista Silvana De Mari, come mai le forze dell’ordine che sono perfettamente in grado di sgomberare una piazza e tenerla vuota, hanno risposto “non si puo’” a coloro che per anni hanno telefonato nella speranza di un intervento sugli spacciatori della piazzetta sotto casa? Le forze dell’ordine avranno anche i droni per verificare se un cittadino torna all’aperto dalla sua insoluta clausura, perche’ con questi non contrastano il diritto incostituzionale di spacciare eroina tagliata col fentanyl e di prostituire ragazzine? E chi poteva immaginare che gli ospedali, da sempre baluardi della difesa del benessere sanitario, diventassero i piu’ pericolosi centri di diffusione del contagio essendo impreparati e sprovvisti sia di un’opportuna logistica organizzativa per igiene e prevenzione sia degli inderogabili strumenti difensivi del personale sanitario? E chi poteva immaginare la chiusura di tutte le attivita’ commerciali, i luoghi d’incontro e socializzazione tenendo solo aperti i punti di rifornimento dei generi alimentari e le farmacie? Ha fatto particolarmente discutere la chiusura delle chiese. Certo e’uno spazio ove la prossimita’ ed il contatto interpersonale puo’ essere un problema ma non potevano essere usate le stesse precauzioni adottate per i supermercati, le farmacie o le librerie dove bisogna rispettare una distanza utile fra i clienti? La chiesa, secondo l’alto spirito laico Michele Serra, va chiusa al pari della bocciofila o del torneo di scopa (si noti l’eleganza da fioretto del paragone). Ma altra cosa strana e’ che se una libreria deve stare aperta perche’ la lettura di un libro puo essere un presidio contro l’angoscia (anche delle case editrici per i mancati introiti) e la solitudine e mi trova d’accordo, perche’ la messa e l’Eucarestia non potrebbero essere anch’esse un presidio contro la solitudine e l’angoscia? Perche’ “Ecclesia’’ indica assemblea, comunita’ che non si esaurisce nel collettivo dei credenti essendo il “Corpus Christi” ben piu’ della somma dei suoi membri. Altrettanto strano e’ che le chiese da qualche tempo scarsamente frequentate, oggi che le si chiudono, tornino ad essere tanto desiderate. Forse perche’ e’ insito nella natura umana il nettare del “proibito”, se vuoi far desiderare una cosa la devi proibire, come origina l’armonia dell’erotismo che non dovrebbe mai separarsi dal sesso carnale e fine a se stesso o forse perche’ in questi frangenti puo’ tornare utile un ritorno per chiedere aiuto al dogma del sacro piu’ che all’uomo. Ed anche fra i suoi ministri trapela una sensazione di un fine ralativismo antispirituale perche’ hanno dimenticato il “telos” del sacro che non puo’ mai abbassarsi a livello della materia in cui e’simbiotica ma pur sempre distinta e con una gerarchia ecclesiastica, Capo compreso, che ama continuamente interferire con le decisioni politiche, per cui non c’e’ da meravigliarsi se solo qualche vescovo o prelato di campagna abbia proposto di tenere aperte le chiese almeno il giorno della Resurrezione, il momento piu’ significativo di tutto il cristianesimo pur con le dovute cautele organizzative. Ma le nuove chiese oggi sono i supermercati ove lo shopping inutile e incondizionato appaga i nostri desideri inconsci per raggiungere quella “serenita’ interiore” che dura qualche istante, ma che una volta durava molto di piu’ perche’ si raggiungeva con lo spirito aristotelico-tomistico di aver fatto il proprio dovere di buon cristiano per te e per il tuo prossimo. La reclusione forzata, inoltre, enfatizza l’aggressivita’ che si manifesta soprattutto durante la “raccolta viveri”: un esercizio di selezione innaturale nel quale vengono ribaltate le norme basiche della convivenza civile. Urla, aggressioni verbali e fisiche se ti azzardi a saltare la fila, fino ad usare il coltello contro il personale di sicurezza all’ingresso come ha fatto un senegalese fermato perche’ sprovvisto di mascherina. Certo sarebbe stato piu’ logico e civile fornirgli una mascherina e farlo entrare ma siccome non le hanno nemmeno i medici in ospedale (sic!), transeat. E poi ci sono le emergenze sanitarie da affrontare come gli infarti, problemi polmonari o addominali in acuzie, ma e‘ venuto fuori anche il problema degli “aborti“ che non possono tanto attendere perche’ a rischio ci sarebbe la presunta liberta’ della donna di sopprimere la vita che porta in grembo. Ed allora le femministe si sono adoperate perche’ la pillola abortiva “casalinga” la Ru486 (mifepristone) possa essere utilizzata fino a 9 settimane dalle 7 previste, stante il pericolo di essere contagiate durante la degenza in ospedale. Ma le cose non stanno proprio cosi’ perche’ l’aborto “farmacologico” puo’ essere accompagnato da un’emorragia imprevedibile, i dolori da contrazione uterina possono essere molto forti, l’espulsione dell’embrione puo’ non essere completo oltre lo shock di vedere il prodotto del concepimento paragonato da qualche donna ad “un ciuffo di tessuto grande la meta’ di un’albicocca secca” (sublime finesse). Altra prevedibile conseguenza del blocco della circolazione e’ quello dell’approccio amoroso interpersonale compresa una catartica copula che non sempre riguarda il proprio coniuge. E se il mercato del “sesso di strada” e’ in crisi profonda con molte prostitute che non hanno di che sopravvivere per assenza di attivita’, il “lockdown” sembra giovare a quanti trafficano nel settore piu’ piccante dell’industria: boom di vendite di vibratori e affini, per i giocattoli erotici la crisi non c’e’ perche’ la ricerca del piacere “sfrenato” esorcizza la paura e l’oggettistica a “luci rosse” ne gode. E va profilandosi oltre il danno anche la beffa di cadere nelle grinfie della mattanza giudiziaria che rischia di travolgere politici, dirigenti medici ed amministrativi anche per soli fatti colposi omissivi, visti gli sciaccalli degli istituti assicurativi sul piede di guerra e non c’e’ da stare allegri. Ne sanno qualcosa gli operatori sanitari delle RSA indagati a man bassa con operatori fatti a pezzi. E poi il ritratto barbino che ha fatto di noi il quotidiano di Amburgo “Die Welt” affermando che la UE non ci da’ gli Eurobond, ossia denaro allo Stato, perche’ nel nostro Paese cadrebbe di sicuro nelle mani della criminalita’organizzata. A parte il fatto che i “crucchi” sono avvezzi a dedicarci copertine davvero affettuose tipo la P38 sugli spaghetti e l’accusa a tutti gli italiani di essere degli Schettino (se il riferimento era al tradimento, meglio che il Duce lo abbia perpetrato riconoscendo l’errore ed avendolo pagato con la vita). Ma riguarda il nostro “Sistema mafioso” il giornalista Christoph Schiltz e’ in errore perche‘ dovrebbe sapere che mafia-ndrangheta-camorra non prende direttamente i coronabond, in quanto una “holding” del valore stimato di circa 200 miliardi, i soldi non li chiede, li investe e fa affari tramite le aziende che operano in tutto il mondo e se non sono vittime del potere burocratico lo diventano del potere mafioso esistente in quel territorio. Perche’ se un industriale o un piccolo negoziante ha bisogno di soldi, difficilmente elargiti dalla banche o dalle finanziarie prima o poi cade nelle mani di questa “holding” che presta “ad usura” col rischio che se l’azienda comunque fallisce ne spolpa i pezzi. Allora se ci avete riempito i “cosiddetti” che la liberalizzazione della droga conduce a ridurre il mercato illegale dello spaccio dei stupefacienti perche’, per analogia, non dovrebbe essere lo stesso se fornendo denaro ad un Paese in crisi economica lo si toglie dalla dipendenza della holding di cui sopra? E Schiltz sa benissimo che la sua Germania, razza pura per eccellenza, e’ piagata da nord a sud da questa criminalita‘ da circa mezzo secolo. Ma, come dice Giordano, il giornalista tedesco non andrebbe del tutto colpevolizzato, perche’ questo “compito in classe” l’ha solo copiato dal “libro dei temi” fornito dai nostri benemeriti scrittori. Ad iniziare da Saviano “virus nelle mani della mafia”; il procuratore Nicola Gratteri “rischio che il coronavirus facia guadagnare le mafie”; il giudice Giancarlo Caselli che poeticamente discetta della “mafia al tempo del coronavirus”; Leoluca Orlando che tuona contro gli “sciacalli della mafia che hanno solo da guadagnare col coronavirus”; neanche in campo cattolico si trova ua parola di speranza per i volontari, sacerdoti, medici in prima linea. Don Ciotti ci racconta come “la mafia si approfitti del coronavirus” e don Pino De Masi di “Libera” ci spega come “il coronavirus spinga i braccianti nelle mani della mafia”. E le cosche sono gia’ in fila ai supermercati per le consegne a domicilio. E che dire infine dello scontro governo-Ong sugli sbarchi ritenuti, solo oggi, un rischio? Cose mai viste! Nel frattempo i tanto amati cinesi ci danno degli “untori” ed hanno riaperto il mercato degli animali selvatici vivi o macellati. Meno male, avevo un certo languorino!
Amburgo 11-4-2020 F.to Arcadio Damiani

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