Approvvigionamento durante l’emergenza e i costi nelle case dell’acqua a Pescara
In previsione della sospensione del servizio idrico pubblico nell’area pescarese, e osservando i costi nelle case dell’acqua a Pescara, mi sono preoccupato di procurarmi scorte di acqua potabile. Piuttosto che rincorrere la folla degli acquirenti di interi bagagliai di fardelli di acqua confezionata dei supermercati, mi sono diretto alle “Case dell’acqua” ormai diffuse nei quartieri, con distributori automatizzati di acqua, liscia o gasata, dell’acquedotto pubblico, filtrata e refrigerata, con cui riempire le proprie bottiglie ad un prezzo vantaggioso.
Sostenibilità ambientale e le case dell’acqua
Ricordo che molti anni fa, nel Milanese dove lavoravo, le prime casette, dette “dell’acqua del sindaco” erano state promosse, per ridurre il numero delle bottiglie di plastica che riempiono le discariche delle città, per un’abitudine tutta italica di bere l’acqua dalle bottiglie di plastica piuttosto che quella super controllata dell’acquedotto. Oggi, vivendo in prossimità del mare, che appare sempre più aggredito dalle micro-plastiche, l’obiettivo di limitare al massimo la produzione di plastica per bottiglie, che spesso finiscono in mare, mi è sembrato un impegno ancor più doveroso a favore delle “case dell’acqua” invece delle confezioni dei supermercati.
Costi nelle case dell’acqua a Pescara e disservizi a Montesilvano
Intanto a Montesilvano, dove ho casa, le infrastrutture di riempimento dell’acqua, installate in diversi punti della città, da diverse settimane non funzionavano, senza alcun avviso o cartello che spiegasse agli utenti i motivi e la durata della sospensione del servizio. Avendolo constatato mi sono spostato in moto su una “casetta” vicina, nel comune di Pescara, essendo ormai unica la città adriatica per cittadini ed operatori, anche se gestita da amministrazioni differenti.
Case dell’acqua a Pescara, i costi e le differenze tra comuni
Alla casa dell’acqua di Pescara-Zanni (via dell’Emigrante) anziani, coppie, donne con bambini ordinatamente facevano il pieno con bottiglie e contenitori di ogni tipo. Ma quello che c’era di speciale in questa “casa” era la possibilità di prelevare da un rubinetto un’acqua “leggermente frizzante”. Una vera specialità. Poco gassata, dal buon sapore fresco e dolce, senza l’aggressività della piccante anidride carbonica. Una specie di “Ferrarelle” delle acque minerali. Costo 5c al litro.
Meno male. Con 1 euro ti porti a casa 20 litri di acqua delicatamente frizzante, che forse ti eviterà di acquistare birra o altre costose e dannose bevande di conforto. Ottimo, anche perché mi sono ricordato nella casa dell’acqua di Marina di Città Sant’Angelo, altro comune immediatamente a Nord dell’unica grande città della costa Pescarese. Qui l’acqua gassata costa il doppio, 10 c/litro. Il “vizio” dell’acqua addizionata di anidride carbonica si paga il doppio della stessa quantità di acqua “liscia”.
Nuovi impianti in arrivo
Ripassando in moto con il mio carico di riserva d’acqua ho notato che nelle piazzole di Montesilvano erano in attesa, ancora imballati, i nuovi box delle case dell’acqua in servizio a Pescara. Bene, forse il progresso arriva anche qui. Ma poiché nessun avviso ci informava della prossima apertura delle nuove case dell’acqua, ho chiamato il numero verde dell’impresa fornitrice stampato sul box in attesa di impianto. Anche Montesilvano avrà la fornitura delle case dell’acqua di Pescara. Ma i prezzi per lo stesso servizio pare che non saranno gli stessi. Acqua liscia e gassata a 10 c/litro. Rifornirsi dalle case dell’acqua sta diventando un vizio costoso? Ma chi stabilisce i prezzi di un servizio pubblico, che usa un bene pubblico dell’acquedotto pubblico, per una finalità pubblica di riduzione dell’inquinamento e adozione di stili di vita pubblici più sostenibili?
Costi nelle case dell’acqua a Pescara e confronto con il mercato
Per curiosità sono andato in un supermercato a verificare il prezzo di un litro di acqua in bottiglia di plastica. Marche famose si vendono a 20 centesimi al litro. Tuttavia, esistono anche offerte a 11 centesimi al litro per acqua in bottiglia di plastica.
Dunque, qual è l’incentivo a scegliere l’acqua dell’acquedotto a 10 centesimi al litro, considerando impegno, riempimento, pulizia delle bottiglie, viaggio e code?
Forse le case dell’acqua sono diventate un nuovo mercato. Non più una strategia per ridurre imballaggi e promuovere stili sostenibili, ma un modo per guadagnare su un bene comune.
Chi controlla l’interesse pubblico e tutela i cittadini meno abbienti?
Chi vigila sugli appalti nella gestione di un servizio pubblico così essenziale?
A chi rivolgersi per segnalare un mercato senza regole, legato a un bene primario, in una città frammentata e dominata da tanti centri decisionali?
Una città che sembra libera solo per chi può scegliere il miglior offerente.
Speriamo che arrivi presto Nuova Pescara e possa crescere come espressione libera dei cittadini del medio Adriatico.
Non solo per gestire l’acqua come bene comune.
Ma almeno per capire con chi discutere davvero il futuro della città che vogliamo.
di Giuseppe Di Giampietro, arch, phd. SMPP1 Comitato Saline.Marina. PP1 Montesilvano

