COVID E DECRESCITA

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E’ strano che non si sentono più esternazioni apodittiche da parte del capogruppo pentastellato Beppe Grillo ed del suo guru Davide Casaleggio perché in fondo si sta inverando nella nostra vita sociale quanto questi grandi “intellettuali della decrescita” avevano da sempre desiderato, solo che non si aspettavano che tutto si poteva realizzare in un così breve lasso di tempo e con gli epigoni dell’economia in ginocchio ed con i nervi alle stelle, incapaci di comprendere i benefici che questa pandemia occasionale apporterebbe sul loro benessere psico-fisico e sociale. Infatti è innegabile secondo questi neomalthusiani che bisogna attenuare il vortice dei consumi e dell’economia a partire dalla riduzione della crescita demografica, la principale responsabile di questi antefatti. Il giusto riequilibrio si potrà raggiungere solo col crollo dei consumi inessenziali, la desertificazione industriale, lo stop al cemento e alle grandi opere, il blocco delle attività produttive, milioni di persone a casa con un reddito elargito dallo Stato peraltro auspicato anche dall’attuale Pontefice col ricorso ad un reddito equo e garantito a livello universale, per tutti, chiusura delle acciaierie e delle fabbriche inquinanti, tracollo del traffico automobilistico e di quello aereo, ritorno all’autarchia alimentare con l’orto sul balcone e il pane fatto in casa, digitalizzazione della vita fin nei più reconditi anfratti con una imperitura ipertrasparenza decisionale e di movimento in stile della “Casaleggio Associati”, e fine della disuguaglianza anche a scuola con promozione di tutti per “decreto” come d’altronde già sta succedendo con ridicole minimizzazioni degli esami finali, quelli di Stato compresi. E si sta realizzando alche la loro campagna “No Vax” per la scarsa conoscenza di questo agente virale che non si sa bene se possa produrre una risposta immunitaria decente e duratura vista l’estrema mutagenesi dell’agente così da essere immuni anche contro chi specula economicamente per la distribuzione di un vaccino “Urbi et orbi” come auspica Bill Gates che ha già dato appoggio economico per la sua distribuzione alla ricerca anglo-italiana. Tante invenzioni che sono state alla base della nostra crescita socio-culturale ed economica specie nel dopoguerra, sono giunte al capolinea della loro esistenza, in primis l’automobile. Attualmente considerato da questi fautori pseudoscientifici il mezzo in assoluto più inquinante sia se a scoppio che elettrico, fonti queste che sono in profonda lotta fra loro per quel che riguarda la pericolosità delle smaltimenti o il costo delle materie prime come il petrolio/gas-particolato o le batterie litio/ costo pensionamento ed eventuale riciclo di sostanze dannose come il Nickel e Cobalto. Ma esiste anche la possibilità di riutilizzare la batterie delle auto “scariche” per scopi diversi dall’autotrazione come in Giappone hanno fatto per illuminare lampioni stradali o nelle cantine di molti palazzi per fornire luce a casa ed uffici a ricarica con energia solare tramite pannelli fotovoltaici. Ma ecco che se l’auto si muove produce comunque danno, per le microparticelle di gomma che si liberano nell’atmosfera per i pneumatici che impattano col manto stradale ed aumento dei consumi che potrebbero non rientrare nel “mangime pecuniario” elargito ugualitariamente, come per turismo, ristorante, bar, museo, cinema o teatro. “L’auto come il cavallo di cento anni fa non ha futuro”, chiosa il filosofo da teatro comico, e bisognerà investire in altri tipi di mobilità come funicolari, tranvie di superficie, piste ciclabili come se per costruire tutte queste mobilità alternative non ci fossero alla base industrie, manodopera, consumi energetici importanti. E poi siamo sicuri che l’inquinamento atmosferico sia in gran parte dovuto all’uso dell’auto visto che, col blocco del traffico, studi non hanno confermato un sensibile miglioramento della qualità dell’aria che potrebbe avere un danno maggiore con i sistemi di riscaldamento degli uffici, industrie, abitazioni? Torniamo allora ai caminetti, ma dove troviamo tutta questa legna necessaria o carbone per le stufe per affrontare i mesi freddi anche inquinando l’aria con i suoi fumi di combustione? Quale industria può continuare a lavorare solo con l’eolico o l’energia solare visto che non abbiamo energia nucleare per vicariare il petrolio come aspramente combattuta dalle nostre politiche energetiche “verdi” mentre solo in Francia esistono almeno 40 centrali nucleari che inquinano meno e danno una discreta autonomia energetica? Per non parlare del “traffico aereo” che forse inquina più di tutti se pensiamo che un potente motore a reazione consuma un litro di kerosene in 8 secondi. E quanti aerei solcano i cieli in tempo reale? Qui non ci sono alternative: eliminare gran parte degli spostamenti! Quali? Volare solo per lavoro o necessità? E tutta l’industria turistica? Chi decide e per quale motivo sia lecito viaggiare per via aerea? Sta di fatto che una trasformazione così gigantesca in un ristretto linite temporale può esistere solo nella sfera onirica ma non nel mondo reale ove in soli 2 mesi di “lockdown” il mercato dell’auto ha subito un colpo micidiale co meno 85% delle immatricolazioni nel nostro Paese con tutto l’indotto fermo a cascata. Voli cancellati ed aeroporti chiusi, fabbriche serrate, cantieri fermi, acciaierie spente hanno prodotto una tale disoccupazione anche di tutta la filiera artigianale e della piccola imprenditoria che nel complesso sono l’asse portante del nostro “Prodotto interno lordo”. Tuttavia se l’inquinamento è un problema la denatalità è molto peggio. Ma il fondatore del Movimento 5stelle si è spinto oltre l’immaginabile “la crescita non porta posti di lavoro, non va aiutata ed il benessere non è legato all’aumento del Pil. Facendo a modo nostro saremo più poveri per i prossimi 4-5 anni, ma senza dubbio più contenti e felici…Dobbiamo lavorare di meno e non di più…L’orto è l’ultimo schiaffo al Potere. L’orto è sovversivo…scienziati hanno attestato che la produzione di carne sta distruggendo il nostro pianeta mettendo a rischio la salute globale, sarebbe meglio mangiare una carne prodotta dalle piante”, sognando un’Italia affrancata dal “dogma lavoro” da sostituire con orari di lavoro ridotti, telelavoro così non ci si sposta e si riduce l’inquinamento, mangiando carne prodotta in laboratorio da vegetali, e soprattutto sottopagata da un “reddito universale” elargito dallo Stato a tutti per “diritto di nascita” ed inesprimibile la sua gioia per la crisi del petrolio internazionale quanto irridente e delirante la sua proposta di togliere il voto agli anziani che per l’età avanzata non vedranno il futuro. In realtà sta accadendo proprio questo: un tremendo aumento delle fasce di povertà con eliminazione di quel ceto medio che a malapena si barcamenava così da aumentare il divario fra i pochi benestanti e i molti impoveriti ma soprattutto ad incrementare il conflitto sociale fra gli autonomi oscurati, abbandonati se non penalizzati visto che comunque al mancato aiuto di una sovvenzione statale a fondo perduto si associa la non dilazione del debito fiscale se non addirittura il probabile prossimo invio di cartelle esattoriali magari per banali ed involontarie pregresse distrazioni contributive, e i dipendenti soprattutto statali ipergarantiti che comunque a fine mese otterranno il dovuto corrispettivo economico. Come diceva Sir Winston Churchill “Se il capitalismo è un’ingiusta ripartizione della ricchezza, il comunismo è la giusta ripartizione della povertà”. Ed ovviamente gli autonomi, ossia le gran parte delle partite Iva sono sul piede di guerra perché sono quelli che ritengono improcrastinabile un ritorno alla normalità, pena la fame e l’estinzione delle loro attività e quelli “garantiti” che continuano a sostenere la chiusura perché il rischio sanitario è ancora troppo alto. Una normalità che certamente sarà diversa da quella che era prima con un “futuro distanziato”, ricco di privazioni e limitazioni. E questi sono i nuovi “impresari della paura” a detta di Veneziani che ricorda quanta acredine fu riversata alle destre sovraniste, Salvini in particolare, che fondavano il loro consenso sulla “paura” degli sbarchi, degli immigrati, dei clandestini, dei rom. Questi invece sono nel giusto perché si affidano a “task forces” che incutono terrore nella gente per tenerla prigioniera in casa, privarla della pur minima libertà, lavare i loro cervelli sul rischio che si corre se solo allentiamo i lacci e la sorveglianza da regime poliziesco. Certo se “in medio stat virtus” sarebbe più consone una visione oggettiva del problema con possibilità di riaprire le varie attività artigianali e microimprenditoriali con il rispetto delle elementari nuove regole dell’igiene (mascherine, visiere, guanti, igienizzanti e frequenti lavaggi delle mani, distanziamenti interpersonali adeguati) invece di stare a discettare con dpcm quante categorie rientrino nel termine “congiunti”! Ed invece prende sempre più forma il divario fra queste due categorie, fra quelli che prendono ordini senza alcuna responsabilità e con scarsi o nulli margini di manovra e quelli che al mattino appena aprono gli occhi devono inventarsi un’idea, un prodotto, un progetto per corteggiare l’eventuale cliente e sottrarlo alla concorrenza accaparrandosi la sua fiducia. Due mondi antropologicamente lontani! L’ex ministro delle finanze tedesco Schauble ha dichiarato che la dignità della vita è più importante della salute e non accettare questa considerazione per sostituirla con la tecnocrazia sanitaria sa più di “fondamentalismo” che di “ragione”. Questo governo è in enorme difficoltà come d’altronde altri governi nel mondo con l’eccezione che mentre gli altri sono accorsi rapidamente in aiuto con liquidità nei conti correnti delle imprese autonome in difficoltà come Francia, Germania e USA nella convinzione che questa catastrofe non ha alcuna responsabilità personale, il nostro ha concluso ben poco per lo scarso approvvigionamento a fondo perduto, cassa integrazione in deroga che ancora non si vede, un aiuto alle imprese tramite prestiti comunque da restituire alle banche, la strana necessità di intermediazione dei sindacati fra banche ed imprese. Infatti nel “dl Liquidità” in un passaggio si legge che le imprese che vogliono accedere alle garanzie previste in materia di sostegno alla liquidità devono “assumere l’impegno a gestire i livelli occupazionali attraverso accordi sindacali”. In pratica si va, come sempre, contro la Costituzione che afferma che “l’iniziativa economica privata è libera”. In altre parole viene impedito al datore di lavoro di “riorganizzarsi”: ti servono soldi, devi ripartire a mezzo servizio, ma devi mantenere gli stessi dipendenti, non puoi licenziare in assenza di un consenso sindacale, immaginiamoci il successivo numero di contenziosi! Una forzata cogestione con il sindacato limita enormemente l’operatività dell’imprenditore. Ma come si fa a far ripartire l’economia facendo fare altri debiti? Mistero della fede! Minore burocrazia e lacciuoli no? Governo che ancora una volta si occupa dei già assistiti e sussidiati, loro prevalenti sostenitori, col “reddito di cittadinanza” che può essere definito il nuovo “oppio dei popoli”, ma non di chi crea realmente valore in questo Paese. Irresponsabile non capirlo. Non si comprano dpi a tutela degli esposti ma si spendono miseramente risorse per colmare le incompetenze degli incompetenti con altrettanti guru da salotto ma non da campo: nessun imprenditore o artigiano coinvolto nelle “task forces”. Con l’alibi del coronavirus, siccome il contante “contagia” la soglia dei pagamenti “cash” scenderà a mille euro e gli acquisti “tracciati” vengo incoraggiati in cambio di qualche sconticino fiscale, in pratica “da falce e martello a bancomat e Pos” come dice Marco Gervasoni; con l’alibi del virus saremo tracciati con un’App h24 nella nostra vita, spostamenti, chi frequentiamo se abbiamo affetti stabili o instabili. Finalmente tutti più poveri, più fermi, più tracciabili, più ignoranti visto che la scuola è ormai poco più di un inutile orpello che non deve assolutamente creare essere pensanti ma solo “analfabeti funzionali” asserviti ad una elite di potere che deciderà cosa è meglio per noi ( consiglierei la lettura de “Il capitalismo della sorveglianza” di Shoshana Zuboff in altre parole come Facebook ci ha resi ostaggi nel prevedere i nostri comportamenti) che molto democraticamente non saremo in grado di contrastare perché il livello di istruzione impostoci ha letteralmente eradicato dal nostro cervello il senso dello scandalo e della meraviglia, la capacità critica e il libero arbitrio! Confusione indescrivibile: dagli scienziati che possono essere scusati perché la scienza è in continua evoluzione ma non per il loro eccessivo protagonismo narcisistico-mediatico, ai grandi studiosi della nostra Costituzione che non possono essere giustificati solo per personalismi interpretativi delle nostre leggi già scritte come il prof. Cassese che parla di atti governativi incostituzionali mentre alcuni “pasdaran” di Conte, del tipo Gustavo Zagrebelski, affermano che tale “vizio” non sussiste e che tutto è nella piena legalità. Russel diceva che “gli stupidi sono sempre strasicuri mentre gli intelligenti sono sempre pieni di dubbi”. Democrazia diretta e controllo delle masse da parte di una vasta elite di persone, formatasi in questi decenni in tutto l’Occidente, che hanno ruoli diversi come politici, magistrati, burocrati, giornalisti, manager e magari non si conoscono fra loro ma che condividono lo stesso patrimonio di idee: le religioni un residuo del passato intercambiabili fra loro, ragione e scienza le chiavi per programmare il mondo e il futuro e le relazioni umane con conseguenze del tipo ateismo ambientalista, negazione di qualsiasi differenza fra uomo e donna, la retorica del “rispetto della diversità” che in realtà è la dittatura del “pensiero unico”, fame di profitti e manodopera a basso costo elogiando “green economy” e “frontiere aperte”. Pienamente realizzate le distopie di Huxley, Orwell e Grillo passato dal “vaffa” alla svolta dorotea eliminando le disuguaglianze economico-sociali che come i commenti degli amici alla morte di Fantozzi “era punto di riferimento verso il basso”!
Pescara li 3-5-2020 F.to Arcadio Damiani

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