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CS – IL MUTUO IN BANCA DIPENDE DALLA WEB REPUTATION FATTA DI TANGENTI

Il network italiano dedicato al settore della ristorazione, del turismo

e dell’enogastronomia lancia un appello al Governo e alle Associazioni

di categoria, in difesa dell’intero settore

 La web reputation non confonde più soltanto le idee ai clienti su ristoranti o alberghi, ma coinvolge anche le banche, che si affidano alle classifiche della rete per determinare l’affidabilità di un’attività e decidere se concederle mutui e finanziamenti.

La denuncia proviene da Luca Montino che gestisce a Jesolo il ristorante Pizzeria “Perla Nera” e scrive all’Ascom di San Donà. Dalla lettera emerge tutta la sua impotenza (che è quella di tutti i colleghi) di fronte a questo sistema e invoca l’aiuto delle associazioni di categoria, per ristabilire l’ordine in questa giungla dagli effetti devastanti che lui – come Italia a Tavola – identifica nel modo di operare di TripAdvisor, anche se abbiamo denunciato più volte come non sia l’unico portale colpevole.

«Scrivo questa lettera di protesa contro la manifesta quanto inspiegabile inezia della associazione nei confronti di un gravissimo problema che da qualche anno affligge parecchie attività commerciali con le loro gestioni e le loro famiglie. Alcuni istituti di credito iniziano a prestare particolare attenzione alle “posizioni” delle speciali classifiche in rete al fine di concedere affidamenti, prestiti o mutui. Ora credo che non si possano biasimare le banche per le proprie politiche suicida o per aver trascinato con loro le imprese, quello che è incredibile è che pur sapendo il fine del noto portale e quale è stato il percorso diabolico evidente già dai primi momenti gli si permetta oggi senza proferire un qualsiasi lamento di proporsi come salvatori al fine di risollevare la “web reputation” o immagine sociale tanto cara ai “prestatori di fiducia” da loro stessi demolita da attraverso l’uso consapevole di matematica strategia con la richiesta di denaro. Il vostro silenzio vi schiera dalla parte di chi rende questa richiesta una tangente».

L’abitudine è promuovere o bocciare un hotel o un ristornare grazie a commenti fasulli di utenti che mai sono stati in quella struttura, oppure in seguito a recensioni “comprate“. Problema grave che, inevitabilmente, ha effetti catastrofici sull’economia dell’intero settore.

È necessario che tutto il Paese si fermi a riflettere. Le banche in primis.

«Oltre ad Ascom – annuncia Alberto Lupini, direttore di Italia a Tavola – noi estendiamo l’appello anche agli altri addetti ai lavori come Confcommercio, Confesercenti, tutte le sigle dei sindacati di categoria, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato e poi, chiaramente, la politica senza distinzione tra partiti, perché il problema coinvolge tutti e tutti possono cadere in questa trappola. Urge che il ministero dell’Economia, quello dello Sviluppo, ma anche quello del Turismo, prendano coscienza di questa situazione e la risolvano quanto prima».

«E poi – aggiunge Lupini – ci rivolgiamo anche ad Antonio Patuelli, presidente dell’Associazione bancaria italiana, lo facciamo con una semplice domanda a cui ci piacerebbe seguisse una sua risposta: è concepibile che le banche adottino strategie così fragili per rispondere a necessità estremamente importanti dei clienti che operano nei settori della ristorazione e della ricezione? La nostra risposta ce l’abbiamo ed è un secco “no”».

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