Cuori nel Pozzo ricorda Marcinelle: memoria e identità a Montesilvano
Cuori nel Pozzo in ricordo di Marcinelle è il filo conduttore dell’incontro-dibattito che si è svolto il 6 febbraio 2026 a Montesilvano, nell’Aula Magna dell’Istituto “Emilio Alessandrini”.
L’iniziativa, dal titolo EUROPA, IDENTITÀ, MEMORIE: Cuori nel Pozzo, ha offerto un momento di riflessione profonda su memoria storica, sicurezza sul lavoro e identità europea.
L’evento, promosso dall’Università Popolare della Terza Età con la Federazione Pensionati CISL Abruzzo e Molise, ha ricordato gli ex minatori italiani in Belgio. Inoltre, ha segnato gli 80 anni dal protocollo uomo-carbone del 1946 e i 70 anni dalla tragedia della miniera di Bois du Cazier a Marcinelle.
La tragedia di Marcinelle e il sacrificio dei minatori
Il riferimento a Cuori nel Pozzo per Marcinelle richiama il disastro dell’8 agosto 1956. In quell’occasione persero la vita 262 minatori, di cui 136 italiani e 60 abruzzesi.
Quel sacrificio rappresenta ancora oggi una ferita aperta nella memoria collettiva europea.
Per questo motivo, l’incontro ha voluto contrastare ogni forma di esclusione e intolleranza verso i lavoratori migranti, di ieri e di oggi. Allo stesso tempo, ha promosso il dialogo tra generazioni come strumento di pace e responsabilità sociale.
Cuori nel Pozzo, Marcinelle e il dialogo tra generazioni
Attraverso Cuori nel Pozzo per Marcinelle, gli organizzatori hanno sottolineato l’importanza degli scambi socio-culturali. In particolare, hanno evidenziato il valore dei percorsi Erasmus per i giovani e il rafforzamento dei legami tra Abruzzo e comunità abruzzesi in Belgio.
In questo contesto, è emersa anche la proposta di sostenere i viaggiatori abruzzesi-discendenti. Le istituzioni locali, infatti, sono chiamate a favorire servizi dedicati, anche tramite il Passaporto delle Radici, per aiutare a ricostruire storie familiari e identità culturali.
Sicurezza sul lavoro e responsabilità delle istituzioni
Un altro tema centrale di Cuori nel Pozzo ha riguardato la sicurezza sul lavoro. È stato ribadito come l’80-90% degli incidenti derivi dalla mancata prevenzione.
Di conseguenza, serve un rigoroso rispetto delle norme e un quadro normativo coerente con i tempi attuali.
I valori di dignità, uguaglianza e salute, sanciti dagli articoli 2, 3 e 32 della Costituzione, devono guidare l’azione pubblica. In particolare, nell’era digitale e dell’Intelligenza Artificiale, il lavoro sano e sicuro diventa una priorità assoluta, per evitare che si ripeta un’altra Marcinelle.
Testimonianze e interventi istituzionali
L’incontro su Cuori nel Pozzo per Marcinelle ha visto la partecipazione di un testimone diretto, Giovanni Passamonti di Charleroi. Inoltre, Claude Souka di Liegi ha inviato un plico con la sua testimonianza personale.
Sono intervenuti anche il sindaco di Montesilvano Ottavio De Martinis, il senatore Antonio Razzi, la dirigente scolastica Gabriella Di Mascio, l’assessore comunale Corinna Sandias, il presidente dell’Università Popolare della Terza Età Giuseppe Tini e i rappresentanti CISL Pensionati Michele Tosches, Lucio Petrongolo e Vincenzo Traniello.
I giovani custodi della memoria europea
La mattinata è stata arricchita dal racconto di tre studenti dell’Istituto Alessandrini, reduci da un Erasmus in Belgio. Gabriele Ferretti, Miriam Pitocco e Arsenii Domaschenko hanno condiviso l’esperienza vissuta a Heusden Zolder.
Il messaggio di Cuori nel Pozzo per Marcinelle si è rivolto soprattutto a loro. I giovani sono chiamati a diventare custodi di queste storie. Porteranno con sé il ricordo di quei “cuori nel pozzo”, affinché il sacrificio dei nonni diventi la base di un’Europa più umana e solidale.
Le parole delle istituzioni su Cuori nel Pozzo per Marcinelle
Ottavio De Martinis, sindaco di Montesilvano, ha sottolineato che ricordare Marcinelle è un dovere civile. Inoltre, ha evidenziato il valore del Passaporto delle Radici come strumento di scambio culturale e solidarietà internazionale.
Corinna Sandias, assessore comunale, ha ribadito l’urgenza della sicurezza sul lavoro. Secondo l’assessore, l’innovazione tecnologica deve diventare uno scudo contro gli infortuni, soprattutto nell’era dell’Intelligenza Artificiale.
Giuseppe Tini, presidente dell’Università Popolare della Terza Età, ha definito Cuori nel Pozzo Marcinelle un ponte generazionale. La memoria, ha spiegato, va allenata per costruire una cittadinanza consapevole e inclusiva.

