Dakar 2026 al giro di boa: bilancio e ripartenza verso Wadi Ad Dawasir

La Dakar 2026 al giro di boa segna un momento chiave della gara, tra bilanci, manutenzione e nuove attese. A Riyadh, il 10 gennaio 2026, la giornata di riposo racconta due storie diverse: quella dei piloti e quella dei meccanici.

Dakar 2026 giro di boa: il lavoro non si ferma mai

La chiamano giornata di riposo. Tuttavia, questa definizione vale solo in parte. Infatti, mentre alcuni piloti recuperano energie, i meccanici affrontano 24 ore intense.
Nel bivacco di MDRallye, il lavoro è iniziato già la sera precedente. I meccanici francesi hanno messo mano all’Optimus dei fratelli Totani, arrivati a Riyadh dopo le 20.

La prima settimana di gara si è chiusa. Ora, però, inizia la seconda, storicamente più dura. Di conseguenza, è difficile prevedere cosa accadrà da oggi fino al 17 gennaio.

Il bilancio tecnico di Silvio Totani al giro di boa della Dakar 2026

“È stata una Dakar complicata fino a qui”. Così Silvio Totani analizza questa Dakar 2026 al giro di boa.
La gara, finora, ha offerto pochissima sabbia. Al contrario, ha presentato tantissimi sassi, più che in ogni altra edizione ricordata dal pilota aquilano. L’unica vera eccezione è stata la speciale di ieri, interamente sulle dune.

Per i fratelli Totani si tratta della quinta Dakar insieme. La loro avventura era iniziata in Sud America, in un contesto completamente diverso.
Nonostante tutto, il bilancio resta positivo.

Al giro di boa: soddisfazione, ma senza forzare

Silvio Totani è chiaro: “Sono soddisfatto della vettura. È un grande mezzo e ci stiamo divertendo moltissimo”.
La speciale sulle dune ha rappresentato il momento più esaltante. Tuttavia, negli ultimi giorni, Silvio ha scelto di non spingere troppo.

Il motivo è preciso. Tito Totani, dopo l’esperienza di due giorni fa senza un ammortizzatore, ha la schiena dolorante. Per questo, la prudenza è diventata una scelta obbligata.

Dakar 2026: Monnalisa passa dal trucco completo al giro di boa

Nel giorno di pausa, Monnalisa si è rifatta completamente il trucco.
Smontata, analizzata, revisionata e rimontata, la vettura è stata controllata in ogni dettaglio. Anche il cambio è stato attentamente verificato.

L’unico vero problema è stato l’ammortizzatore rotto due giorni fa. Dopo le analisi, il team ha individuato un errore tecnico.
Senza quell’inconveniente e senza le partenze arretrate, la classifica assoluta sarebbe forse diversa. Tuttavia, alla Dakar, i rimpianti servono a poco.

Dakar 2026: l’obiettivo resta Yanbu

L’obiettivo non è mai cambiato. Arrivare al traguardo di Yanbu resta la priorità assoluta.
Per riuscirci, mancano ancora sette tappe. La prossima partirà è oggi, da Riyadh a Wadi Ad Dawasir, una località già nota alla Dakar.

I numeri parlano chiaro. I piloti affronteranno 877 chilometri totali, con un settore selettivo di 459 km. Secondo quanto annunciato al briefing serale, la prova speciale dovrebbe risultare molto scorrevole.
La prima vettura lascerà il bivacco alle 6:10, dopo un trasferimento iniziale di 278 km.

La giornata di riposo di Tito Totani

“Ieri mattina volevo dormire”, racconta Tito Totani. Tuttavia, l’abitudine ha avuto la meglio. Alle 5 era già in piedi.
La giornata è servita per fare il bucato e rimettere tutto in ordine. In questo modo, la ripartenza avverrà con ogni cosa pulita e sistemata.

Poi è arrivato uno dei momenti migliori. Il team ha gustato una paella straordinaria, preparata da Jubany Ferran.
Pilota velocissimo e chef stellato Michelin, Ferran ha cucinato cinque enormi padelle per tutta la squadra. Il risultato è stato semplicemente strepitoso.

Reportage giornaliero DAKAR 2026

La Redazione de La Dolce Vita
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