Dakar Rally tra le dune in Arabia: una speciale più dolce del previsto
Apre la giornata del 9 gennaio 2026 la Dakar Rally tra dune in Arabia con uno scenario che, sulla carta, prometteva difficoltà. Tuttavia, la speciale si è rivelata più fluida del previsto.
Riyadh – Doveva essere una prova complessa, soprattutto perché tutti gli equipaggi avevano la possibilità di raggiungere il bivacco entro le 18 di sabato 10 gennaio. Per questo motivo, alla vigilia, molti team avevano espresso preoccupazione.
In realtà, la speciale di 326 chilometri, con una neutralizzazione di 50 chilometri, si è trasformata in una vera passeggiata tra i lunghi cordoni di dune. A imporsi è stato lo specialista della sabbia Nasser Al Attiyah, che ha confermato ancora una volta il suo dominio sugli erg sauditi.
Il suo tempo di 3h38’28” chiarisce come il pilota del Qatar abbia mantenuto un ritmo tutt’altro che turistico, nonostante l’impossibilità di calcolare una media oraria precisa.
La rimonta dei fratelli Totani tra le dune in Arabia della Dakar Rally
Nel contesto del Dakar Rally, la giornata sorride anche ai fratelli Totani tra le dune in Arabia. Partiti dalla 151ª posizione, hanno chiuso la tappa in 81ª posizione assoluta.
Tuttavia, il dato assume un valore maggiore se letto nel dettaglio. Considerando solo le vetture Ultimate, la posizione diventa 48ª. Inoltre, tra le due ruote motrici, attualmente undici in classifica, il team Totani conquista un eccellente quarto posto.
Mentre affrontano il lungo trasferimento finale di oltre 500 chilometri verso Riyadh, è Tito Totani a raccontare la speciale, dato che Silvio è alla guida.
Dakar Rally: il racconto dal deserto e le dune in Arabia
“Oggi è andato tutto benissimo, finalmente”, spiega Tito Totani. “Siamo partiti molto tardi e, per la prima volta, abbiamo percorso gli ultimi chilometri al buio. Fino a oggi non era mai successo”.
La speciale si è sviluppata interamente tra le dune, da un cordone all’altro. In questo scenario, la Monnalisa ha risposto in modo impeccabile.
Erano le prime vere dune di gara per l’equipaggio. Di conseguenza, l’obiettivo principale era non esagerare e conoscere meglio l’Optimus. Per questo motivo, i Totani hanno scelto una guida intelligente e prudente.
“Abbiamo dovuto tornare indietro solo in un paio di salite ripide, per prendere meglio la rincorsa. Per il resto, non abbiamo sbagliato nulla. Volevamo testare tutto in speciale e così abbiamo fatto, senza prendere rischi inutili”.
L’episodio di Hail e il valore del team
Impossibile non tornare sull’arrivo al bivacco di Hail, avvenuto il giorno precedente con la celebre barra rigida al posto dell’ammortizzatore.
Antoine e Joan Morel, responsabili del team MD Rallye, hanno voluto complimentarsi con l’equipaggio. Il motivo è duplice. Da un lato, i fratelli Totani hanno risolto il problema in autonomia, senza attendere il camion assistenza. Dall’altro, hanno applicato l’unica soluzione tecnicamente possibile in quel momento.
La soddisfazione del team è comprensibile. Uno degli obiettivi principali della squadra francese resta quello di portare tutti i buggy al traguardo di Yanbu, previsto per il 17 gennaio.
La classifica e prospettive
Dopo 24 ore di gara per il leader e 32 ore complessive per i Totani, distribuite su sei tappe, l’equipaggio abruzzese occupa la 93ª posizione nella classifica generale, che include tutte le categorie. Tuttavia, manca ancora una settimana al termine del rally. Per questo motivo, tutto resta possibile.
Da questa sera, le vetture verranno sottoposte a un restyling completo. Ogni componente sarà smontato, controllato e, se necessario, sostituito. Il buggy verrà completamente revisionato. Al via di domenica mattina, il mezzo sarà come nuovo, pronto ad affrontare i circa 2.400 chilometri di prove speciali ancora in programma.
Dakar Rally: riposo e tradizione ai fornelli
La tappa di riposo consente finalmente qualche ora di sonno in più. Tuttavia, da tradizione, i veri protagonisti diventano i fornelli.
Molti piloti, appassionati di cucina, si sfidano preparando le proprie specialità. Anche Silvio Totani potrebbe sorprendere il bivacco con qualche piatto della tradizione abruzzese, portando un po’ di casa nel cuore del deserto.
Reportage giornaliero DAKAR 2026