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“ Dedicata a mio figlio la favola che sconfigge la morte”

Perché un neuropsicologo accademico scrive un libro di fiabe per bambini? L’impresa letteraria di Luigi Pagliarini è insolita ma interessante e, per dirla tutta, commovente.  Il libro uscito in questi giorni a firma dello studioso pescarese  si chiama “Il pianeta mente” e l’autore ha voluto dedicarlo al figlio Lorenzo di 5 anni. L’idea è nata in un momento buio della vita di Pagliarini, un giorno drammatico in cui ha temuto di dover salutare per sempre i suoi cari.

A scrivere la  favola, con le illustrazioni di Federico Galldiero, è un  docente di Teoria della Percezione e Psicologia della Forma, Semiologia del Corpo, Psicologia dei Consumi culturali e di massa presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata, Consultant Professor presso la Danish Technical University oltre che un artista, progettista di intelligenze artificiali. “Il pianeta mente” spiega, con parole semplici adatte anche  bambini delle scuole materne ed  elementari, l’universo e la sua trasformazione, attraverso il viaggio cosmico di  Otto e Margot, fanciulli  immaginari che dialogano sull’essenza della vita e su come essa si manifesta ai nostri occhi. Lo scrittore racconta la sua  esperienza emotivo-letteraria : <Lo scorso giugno mi è stato diagnosticato un tumore e da allora sono in cura con la speranza di guarire presto. Quando ho capito che rischiavo di morire, ho pensato subito ai miei figli Paolo e Lorenzo. Il primogenito ha 18 anni e tanti ricordi ci legano già  ma Lorenzo ne ha solo cinque e volevo lasciare al mio piccolo qualcosa di importante scritto apposta per lui. Ho espresso in questo libro l’idea dell’universo che ho da tempo, ho riempito di getto le pagine, in quindici giorni e’ stato approntato  il testo. Non è facile comunicare concetti così complessi in parole accessibili ai bambini ma credo di aver raggiunto il mio intento. Questa favola è fruibile dai bimbi  ed anche dagli adulti, vorrei davvero  che tutti la leggessero perché essa offre   modi   diversi di  osservare la terra, scoprendo le relazioni tra pianeti e satelliti della mente, fino ad arrivare al destino dell’universo. E’ una visione  giocosa e circolare della vita che aiuta ad accettare  la morte con meno difficoltà perché tutto si trasforma ma nulla finisce>.

Mila Cantagallo