Esposito e il derby Giulianova – Teramo: il capitano carica la squadra
GIULIANOVA – In queste fredde giornate invernali ci pensano i tifosi giallorossi ad infondere calore. Del resto questa è la settimana del derby Giulianova Teramo, una sfida che capitan Esposito sente in modo particolare. Il capitano Mirko Esposito guida i compagni in una delle partite più attese della stagione. Quella che domenica vedrà il Giulianova di scena allo stadio Gaetano Bonolis contro il Teramo.
Fascia da capitano a Esposito nel derby Giulianova Teramo
La fascia da capitano rappresenta senza dubbio una grande responsabilità. Una responsabilità che Mirko Esposito si è guadagnato sul campo: carisma e personalità da leader vero. Con delle qualità di categoria superiore. Che lo rendono un giocatore duttile, capace di ricoprire qualsiasi posizione in mezzo al campo. Il tecnico Rosario Pergolizzi attualmente lo colloca in cabina di regia, davanti alla difesa. Anche se il suo ruolo naturale è quello di terzino. E all’occorrenza è stato anche arretrato sulla linea dei difensori.
Il momento del Giulianova verso il derby Giulianova Teramo
Il Giulianova arriva alla sfida con il Teramo in una posizione di classifica piuttosto tranquilla. A 24 punti, nella parte sinistra della graduatoria. Frutto di un ruolino di marcia che ha riportato la compagine giallorossa in posizioni di classifica decisamente migliori: sette risultati utili consecutivi prima della sconfitta di Sora, con quattro vittorie su quattro partite al Fadini. Dopo Sora il pari interno di domenica scorsa contro la Vigor Senigallia.
Un percorso in crescendo dovuto soprattutto all’avvento in panchina di un tecnico esperto come Pergolizzi e agli innesti voluti dal ds Paolo D’Ercole. Domenica prossima al Bonolis il Giulianova potrà contare sull’apporto dei suoi tifosi con la trasferta libera. Saranno 850 i supporters giallorossi nel settore ospiti. Si preannuncia un grande spettacolo di pubblico.
Dall’esordio in Serie A al derby Giulianova Teramo di Mirko Esposito
Per Mirko Esposito una carriera che lo ha portato fino all’esordio in Serie A con il Parma il 24 maggio del 2015 in un Parma-Verona. Classe ’96, una carriera che ha avuto inizio proprio nel settore giovanile dei ducali. Poi esperienze importanti in B e C con maglie prestigiose come quelle di Crotone e Catanzaro. E successivamente la Salernitana.
Fino al Mantova in C, stagione 2021-2022. In quella squadra che vedeva Alessandro Battisti come ds e Maurizio Lauro in panchina. Il cui vice era Andrea Pierantoni, attuale allenatore del Lanciano. Proprio con Pierantoni si è creato un legame particolare. Ed è stato proprio il giovane tecnico a portare con lui alla Renato Curi Angolana Mirko Esposito nella passata stagione. Fino alla decisione di lasciare i nerazzurri proprio quando venne esonerato l’allenatore. Da lì iniziò la sua avventura con il Giulianova. Fu subito promozione in D nello scorso campionato. Ma in questa settimana non c’è spazio per altri pensieri. È già clima derby.
Clima derby Giulianova Teramo
Domenica partita attesissima. Come ci arriva il Giulianova a questo derby?
«Secondo me la squadra ci arriva con la tensione e l’atteggiamento giusto. Non sarà di certo il Giulianova dell’andata. Adesso siamo più squadra e sappiamo come giocarci le nostre carte. Di fronte avremo il Teramo che è una delle squadre più forti del campionato. Ogni derby ha la sua storia».
Domenica scorsa, un pari contro la Vigor Senigallia al Fadini. Un punto guadagnato o due punti persi?
«Guarda, secondo me abbiamo affrontato una squadra che veniva da quattro vittorie consecutive. Una squadra organizzata e che gioca un bel calcio. Che io ricordi, abbiamo concesso solo un tiro. Nella dinamica della situazione i punti pesano sempre. Per me è un punto guadagnato. Anche se potevamo essere più incisivi negli ultimi 15-20 metri».
Voglia di riscatto nel derby
Per voi c’è da riscattare la partita dell’andata, quando il Teramo si impose per 4-1 al Fadini…
«Più che il riscatto dovremo avere un equilibrio importante. Giochi in casa del Teramo e bisogna rispettarli. La voglia di riscatto la dovremo avere dentro. All’andata al 90’ stavo già pensando al ritorno. Noi stiamo lavorando bene, sarà una bella partita».
Ci saranno anche i tifosi giallorossi al Bonolis, un fattore non da poco…
«I nostri tifosi ovunque vanno si fanno sentire. Averli al nostro fianco rappresenta per noi il dodicesimo uomo in campo. Saranno importanti per fare quella corsa in più e per la voglia di lottare e sudare la maglia».
Giulianova che in ogni caso ha fatto registrare una risalita in classifica, grazie all’arrivo di Pergolizzi e ai nuovi innesti. Adesso che siete nella parte sinistra della classifica, ci si può accontentare di una salvezza tranquilla oppure è lecito puntare ai playoff?
«Quello che ci siamo sempre detti è che dobbiamo guardare avanti, porci degli obiettivi importanti. Poi quando ci saranno le partite sarà lì che la squadra dovrà dare le risposte. Noi non facciamo il passo più lungo della gamba, guardiamo step by step. La società e la squadra hanno dimostrato un equilibrio importante per raggiungere quei risultati che ci stanno dando ragione».
Esposito: il legame con Pierantoni e il derby
Hai un legame forte con un tecnico in particolare, parliamo di Andrea Pierantoni. Che ti avrebbe voluto anche quest’anno con lui al Lanciano…
«Sì, io con Andrea ho un grande rapporto, lo stimo sia come uomo che come allenatore. Non è stato possibile raggiungerlo perché io ho rispetto per la società e per il Presidente. Che mi hanno dimostrato affetto e mi hanno sostenuto. Andrea rappresenta un capitolo importante della mia vita. Dopo l’infortunio mi ha rimesso in sesto e mi ha riacceso il motore per raggiungere obiettivi importanti».
È stato proprio Pierantoni a portarti in Abruzzo. Tu che hai calcato palcoscenici di categoria superiore con l’esordio in A ai tempi del Parma. Ti manca il calcio professionistico?
«Io ho sognato di giocare in Serie A. Ed ho avuto la fortuna di arrivarci, crescendo e vedendo avverarsi questo sogno. Il calciatore deve essere bravo nella gestione dei momenti. Le scelte fanno la differenza, io non mi pento delle mie scelte. Anche se il calcio professionistico mi manca. Perché lì c’è cura del dettaglio, quel dettaglio che ti può far vincere la partita. Poi il calcio si evolve. Le differenze tra le categorie si sono ridotte, in Eccellenza abruzzese ho trovato un livello molto alto».
Una piccola curiosità, ti abbiamo visto giocare un po’ in tutti i ruoli: terzino, difensore centrale. E mediano davanti alla difesa, ruolo che attualmente stai ricoprendo. Ma tu realmente che ruolo prediligi?
«Ti dico che nel professionismo quando giocai a Rieti e alla Sicula Leonzio facevo il play anche lì. Ma da braccetto o da terzino potrei rendere di più per le caratteristiche che ho. Cappellacci mi ha aperto un mondo, lui ha un’altra visione del calcio. Quando lui mi ha messo in quella posizione per la prima volta ho coltivato la passione che avevo da bambino. Quindi adesso giocare lì in mezzo mi piace».
15-01-2026 Daniele Rossi