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Destra nemico o avversario, di Arcadio Damiani

La risposta è fino troppo facile di questi tempi sicuramente un “nemico” che turba
sonni e strategie a chi considera l’ala conservatrice ad una compagine da abbattere
con tutti i mezzi possibili purché scompaiano dalle leve del potere e dei governi
permettendo la vittoria al “Sol dell’avvenire” così pregna di futuri migliori ed una
società più equa e giusta. Un futuro ahimè mai visto nella storia che narra tutt’altre
vicende come i milioni di morti, affamati, perseguitati nelle peggiori dittature
comuniste, dalla Russia, alla Cina ai Paesi sudamericani ed asiatici. Dittature che ben
ha fatto l’Unione Europea ad equipararle a quelle nazi-fasciste. Per citare alcune
frasi celebri del grande Winston Churchill “E’ stato detto che la democrazia è la
peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte le altre forme che si sono
sperimentate finora…Bizzarro popolo gli italiani. Un giorno 45 milioni di fascisti. Il
giorno successivo 45 milioni fra antifascisti e partigiani. Eppure questi 90 milioni di
italiani non risultano dai censimenti…Il comunismo è come un coccodrillo: quando
apre la sua bocca non sai mai se sta cercando di sorridere o si sta preparando ad
inghiottirti…Il capitalismo è un’ingiusta ripartizione della ricchezza. Il comunismo è
una giusta ripartizione della miseria”. E non credo che lo statista britannico non
abbia colto nel segno. Quelli che ancora usano un linguaggio fuori luogo e fuori dal
tempo sono proprio quelli che vengono definiti “liberal”, “progressisti”,
“democratici” eponimi mai tanto inappropriati in quanto francamente illiberali,
molto lontani sia da un desiderabile progresso e soprattutto dalla democrazia che
porta in sé il valore della dialettica e del confronto proprietà sostituite da una più
efficace ”demonizzazione” molto “a la page” di questi tempi ove le riflessioni
avvengono più nell’intestino che nel cervello. E proprio nella loro autarchia
cerebrale, al contrario delle aperture dei confini verso l’immigrazione, la principale
chiusura nei loro assunti che si spinge fino a considerarsi moralmente e
culturalmente superiori, anche fra loro stessi come ebbe a dire Massimo D’Alema a
Goffredo Bettini, un compagno di provenienza borgatara con cui condivideva una
stanza d’albergo durante una kermesse di partito, quando al suo invito a parlarsi gli
negò il tempo, da dedicare meglio alla lettura di un libro che a interloquire con chi
aveva un basso livello culturale, ma sai stando a sinistra il livello sale come per gli
avanzamenti di carriera definiti dall’età e non dal merito e sulla “La Stampa” in
questi giorni è stato di una finezza sorprendente augurandosi che questa esperienza
di governo di “salvezza nazionale” appena iniziata possa alla fine aver “civilizzato” la
destra italiana. Gli elevati e la massa! E solo per i “migliori” il disprezzo è un diritto
perché non sono i “buoni” ad essere intolleranti, sono gli altri ad essere “inferiori”,
dalla Ravetto che saprebbe fare cose folli con la lingua come organo anatomico, a
Brunetta per la sua statura, alla Meloni definita con epiteti animaleschi, a Melania
Trump una semplice “Escort” dell’ex presidente degli USA. E non è un vezzo
dell’ultim’ora dato che mentre questi soggetti ovviamente di destra possono essere
messi alla gogna altrettanto non vale per le glorie della sinistra ad iniziare
dall’intoccabile Nilde Iotti, esempio addirittura da seguire come donna di grande
valore. Se non fosse che sia stata facilitata nella carriera per essere stata a fianco di
un uomo, definito anch’esso il “Migliore”, tale Palmiro Togliatti, complice delle
foibe, che aveva vent’anni più di lei, una moglie e un figlio bisognosi di lui, e che
insieme a lui è andata ad omaggiare Joseph Stalin, un dittatore criminale che
primeggia storicamente alla pari con Adolph Hitler. Una donna che ha calpestato i
suoi amici di partito ungheresi nel momento che avevano un disperato bisogno di
lei, ma per lei il Paradiso, neanche un Purgatorio per i Gulag, i Laogai, le celle del
Kgb, la carestia ucraina. L’inferno è riservato alla innocente Claretta Petacci che non
ha subito un processo ma una truce esecuzione sommaria ed un vilipendio come
“maiale” ad opera di Gene Gnocchi. La sinistra ama tanto la libertà sessuale solo
quando si va a letto con un uomo che non la ama, se si tratta di distruggere il
cristianesimo, la tradizione, l’Italia, la famiglia, la figura del padre, mai se si è
l’amante di un nemico politico, allora è di prassi l’insulto brutale e immondo
rivelando la loro mediocrità. “Il socialismo degli imbecilli“ è il titolo di un libro di
Michele Battini sulla ferocia antiebraica di una grossa parte della sinistra, molto
difficile da espungere. Il nazismo si chiamava in realtà “nazionalsocialismo”, aveva
firmato un patto con Stalin ed era un movimento rivoluzionario, mentre la destra
per definizione è un movimento “conservatore” ed anche la banalizzazione della
Shoah è lecita se viene da sinistra. Anna Frank paragonata a Greta Thumberg da
Beppe Sala è al momento il punto più basso che abbiamo raggiunto! Riguardo il
razzismo come sono stranamente antirazzisti i progressisti. E la dottoressa
giornalista Silvana De Mari rileva come sia classista e razzista deridere Renato
Brunetta per la sua statura in quanto i poveri nella storia erano più bassi in quanto
avevano a disposizione meno proteine; quando l’alimentazione diventò più ricca
ecco che la statura si è alzata di almeno 10 cm. Quindi umiliare o deridere i bassi
non è altro che mero classismo per la classe lavoratrice meno abbiente. Altrettanto
vivace il razzismo e il classismo contro Giorgia Meloni leader di “Fratelli d’Italia” e
Presidente del gruppo dei conservatori europei etichettata con loghi animaleschi
come scrofa, vacca, rana da parte di un professore ordinario di Siena, tale Giovanni
Gozzini, condotta oltraggiosa che ha fatto risvegliare tutto l’arco parlamentare
decretando aperta condanna al docente. Ma non è tanto l’espressione del dileggio
sulle similitudini animalesche quando il senso di superiorità culturale del suddetto
che ha accusato la leader di non aver mai letto un libro. Tesi assurda che discredita
quanti del conservatorismo europeo fra l’altro le hanno affidato le chiavi e la stessa
Meloni che in quanto a conoscenza di storia inglese ed economia non ha nulla da
invidiare a Matteo Renzi soprattutto nel linguaggio britannico. Va bene la “buona
impressione” che Mario Draghi ha fatto a Giggino Di Maio che siede alla sua destra
e non va bene se la leader di FdI vuole stare all’opposizione mantenendo vitale la
Costituzione repubblicana con la necessità di avere un Parlamento sovrano eletto
dal popolo e non eterodiretto dalle burocrazie transnazionali. E non si accettano
critiche a sua maestà Mario Draghi verso il quale tuttavia Giorgia Meloni ha
mostrato rispetto ed anche collaborazione su eventuale riforme che fanno bene al
nostro Paese. Tuttavia qualche refolo di approvazione e di appoggio a Giorgia è
venuto pure da sinistra solo perché forse in grado di rompere l’alleanza di
centrodestra, sogno infranto in quanto l’alleanza non si discute e si combatte solo su
fronti diversi. Ma Gozzini, insieme all’altro ospite della trasmissione Giorgio van
Straten altro grande intellettuale di spicco, hanno superato ampiamente il concetto
di “avversario” politico, siamo alla negazione della persona come i nazisti che
parlavano di “Untermensch” ossia “sub-umano”, alla definizione dell’altro come
“essere inferiore”. E sono questi docenti ordinari e intellettuali che occupano, non
so quanto degnamente, i vertici della cultura italiana ridotta oramai ad una vasta
mangiatoia di promiscuità editoriali che, come nella savana, si preoccupano solo di
tenere lontano da grandi felini tutti gli altri animali dal lauto pasto ma non sanno
che le iene in branco possono anche metterli in fuga sedendosi al posto loro. Come
esempio all’Ateneo di Parma un giovane chiede di laurearsi con una tesi sul
platonismo politico del filosofo conservatore russo Aleksandr Dugin, di levatura
internazionale, ma tre professori del dipartimento di filosofia si sono rifiutati di fare i
relatori: una vera e propria censura politica finita male per i filosofi “superiori”
perché il laureando in base allo statuto dei diritti degli studenti promulgato dal Miur
nel 2007 ha minacciato i docenti di adire per vie legali: risultato tesi ammessa! E’ la
natura bellezza! Da notare che tuttavia il professor Gozzini è stato anche difeso da
giornalisti come Stefano Feltri e Selvaggia Lucarelli che affermano che “le politiche
di destra sono più gravi” ma non mi risulta che dove governi la destra, nella
maggioranza delle regioni italiane, i risultati siano così deludenti se paragonati ai
disastri giallo-rossi appoggiati dalla Lucarelli col suo giornalismo così “imparziale”.
Né mi risulta che la stesa Meloni abbia mai usato nel suo linguaggio di lotta politica
insulti oltraggiosi verso l’avversario per la sua costituzione o per i suoi fatti privati
come per sua figlia Ginevra una bimba di 3 anni definita un “Prodotto” di lei e del
suo compagno. Scandaloso per i sinistri che un figlio non venga da un utero in affitto
o da un “Biobag”, addirittura da un accoppiamento maschio-femmina. Roba
dell’altro mondo! Per fortuna che c’è Bernardo Salvo uno dei pescatori rapiti in
Libia “Meloni pesciaiola? Noi siamo fieri del mestiere che facciamo”. Tuttavia la
leader di FdI essendo abituata ad essere vilipesa e offesa non solo non ha esposto
alcuna denuncia verso il professore ma nel contempo si è meravigliata di essere
stata chiamata per le scuse addirittura dal Presidente della Repubblica, telefonata
per lei non dovuta a testimonianza della sua umiltà e della sua profonda convinzione
che chi si esprime con l’insulto improprio e violento rimarca la sua naturale
“inferiorità” psicologica e culturale che non può essere perseguita per compassione
del difetto. Da non dimenticare quali attacchi contro di lei per la regolamentazione
degli sbarchi degli immigrati, interpretati come odio razzista. Nulla di più falso se in
una manifestazione di piazza alcuni immigrati si sono avvicinati a lei per ringraziarla
essendo l’unico esponente politico italiano che ha denunciato il gioco sporco di
talune nazioni europee, in primis la Francia, riguardo lo sfruttamento dei beni dei
loro Paesi ed il signoraggio predatorio del “franco africano”. Ma è da tempo che la
Meloni è sotto attacco col paradosso che più è combattuta più sono i sondaggi e gli
elettori a lei favorevoli perché diversamente dai partigiani che sono abituati a
dichiararsi vincitori nonostante le croci bianche degli americani siano molto più
numerose delle loro a testimonianza del loro sacrifico per la nostra liberazione e dei
progressisti-grillini, lei dimostra una coerenza con i suoi valori e l’amore per il suo
Paese diversamente da Mario Draghi che in una sua gaffe, subito correttasi, si è
espresso davanti ai parlamentari come il “vostro” e non il “nostro” Paese.
Nell’agosto 2019 l’ex brigatista Raimondo Etro, che partecipò al rapimento di Aldo
moro, descrisse la presidente di FdI come “nana, coatta, sgraziata” e nel 2017 Asia
Argento immortalò Giorgia incinta al ristorante infierendo senza alcuna remora “La
schiena lardosa di una ricca e senza vergogna. Fascista sorpresa a brucare” o di
recente sulla “La Stampa” Alberto Mattioli definendola “postfascista Dio, Patria e
famiglia” Che finezze! E sotto attacco sono comunque i suoi militanti aggrediti dai
portatori di cultura superiore mentre pacificamente raccolgono firme nei loro
improvvisati abitacoli nelle piazze. Ma è la destra in toto che “puzza” con aggettivi
ingiuriosi con cui di volta in volta vengono definiti i suoi elettori, peraltro gli ultimi
ed emarginati che erano il bacino del primo socialismo post bellico, come per
Hollande definiti “sdentati” come se l’impossibilità di rimettersi in denti in ordine
non fosse la prova della loro profonda indigenza, come il ceto medio impoverito che
ha votato per Trump e definiti “miserabili e bifolchi” dalla tanto democratica Hillary
Clinton. I media progressisti da anni disdegnano i capi partiti di destra tranne
qualche volta coccolarne uno nella speranza che rompa il fronte: Berlusconi maiale,
evasore fiscale, pregiudicato e condannato che diviene angelico se si avvicina alle
pretese di qualche esponente sinistro, Matteo Salvini criticato e sbeffeggiato di
continuo sui social qualunque cosa faccia se non si accoda a al messia Draghi non fa
il bene della nazione se elogia Draghi rompe il fronte compatto dei sostenitori
progressisti dell’ex governatore della Bce e trattato da impresentabile, voltagabbana
e viscido mentitore. Perché in fondo non sono le idee né le posizioni politiche o i
progetti a fare la differenza: è l’antropologia. Per questa sinistra il problema è la
destra in sé, indipendentemente dalle declinazioni, dai ragionamenti e dalle
collocazioni. E’ la destra a fare “ribrezzo”. Punto! Ed è questa la loro coesione
nazionale: coesi nel disprezzare gli avversari che non hanno dignità nemmeno di
sedersi nei banchi dell’opposizione: meglio il “confino”!